Arisa

Lettera aperta di Salvatore Di Gennaro a Arisa
“Controsenso”

martedì 29 agosto 2017,

Buongiorno Arisa, nel tuo ultimo disco, echeggiante la musica che ascoltavo io quando ero ragazzo (sono del 1947), quando tu canti: "mi manchi nella lista delle cose che non ho", c'è una contraddizione. Secondo me avresti dovuto dire: "mi manchi nella lista delle cose che io ho" oppure: "esisti nella lista delle cose che non ho". Se uno ha una lista di cose che non ha ma che vorrebbe avere, la persona assente è presente in quella lista, non è che manca, sempre in quella lista. Mi piacerebbe che tu la ricantassi, con la modifica, e dando anche più spazio, nel filmato, ai ballerini. Comunque è una bella canzone. Tanti anni fa anche Mogol, nel testo di "Ancora tu", fece un errore simile. Quando la canzone recita : "...ma non dovevamo vederci più...", avrebbe dovuto scrivere: "...ma dovevamo non vederci più...". Infatti la prima frase non ha alcun senso. Cordialità. Salvatore Di Gennaro. Corato

Autore: Salvatore Di Gennaro

Arisa, 4 lettere aperte, 34 visite

Un commento su questa lettera a Arisa
  1. Pensavo di essere il solo che quando la sente canticchiare dalle persone rischia l'infarto per la totale mancanza di senso della frase. Grazie mi sento meno solo.

    Ps oltretutto non per fare il maestrino, ma ci mancano canzoni pop grammaticalmente fatte alla buona in un paese di giovani analfabeti funzionali

    C'era 1 mese, da Ale


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