Giuseppe Tornatore

Lettera aperta di Nicolò Mauro a Giuseppe Tornatore
“Suggerimento di un testo per nuovo film”

sabato 16 marzo 2019,

Buongiorno Giuseppe Tornatore,

io mi chiamo Nicolo’ Mauro, sono un settantenne e abito a Palermo. Mi vergogno tanto a scriverti (e poi in pubblico!), ma… ci provo lo stesso! Preliminarmente ti faccio i complimenti per i tuoi film, tutti belli. Amo il film “Nuovo cinema Paradiso”, premio Oscar meritatamente. Ma amo ancor di più il film “Baaaria” che, secondo me è il tuo capolavoro assoluto. Non ha avuto tutto il successo che meritava, forse aveva bisogno di eliminare un po’ delle scene più crude e mostrare un pizzico di speranza e ottimismo in più. Ci hai messo tutta la tua anima, la tua infanzia, i tuoi ricordi, la vita siciliana tipica dei nostri paesi, i personaggi così particolari meravigliosamente tratteggiati, la tua ironia, la tua capacità di sorridere e ridere. Ma soprattutto ho avvertito la poesia con la quale hai saputo descrivere il tutto.
Perché ti scrivo? Perché vorrei avere la tua penna cinematografica per descrivere fatti analoghi della mia infanzia. Ho scritto un libro di poesie pubblicato a ottobre scorso e, poi, dei racconti non ancora pubblicati. In particolare ce ne sono due che mi sono particolarmente cari. Il primo è ambientato in un indefinito paesino siciliano negli anni 1930/1940 del secolo scorso. La voce narrante è in italiano ma i personaggi parlano tutti in dialetto, tranne una ragazza coprotagonista che parla in italiano. In breve la storia è questa.
Un giovane “iurnateri” agricolo, Vanni, felicemente sposato con la bellissima Lola, si vede morire improvvisamente la giovane moglie. Mentre ne veglia la salma, disperato, pensa di suicidarsi e morire accanto a lei. Ma, dopo un comico tentativo andato a male, si rende conto che non può suicidarsi perché ha un bambino di tre anni. Per andare a lavorare affida il bambino alla vicina di casa, Rosa, ma, coi numerosissimi figli di lei, sono liti a non finire. La soluzione è quella di sposarsi, affidandosi alle arti di una mezzana. Si fa fidanzato, ma il bambino non lega con la fidanzata. Su insistenza di lei, viene messo in orfanotrofio ma quasi ne muore. Vanni, rompe il fidanzamento, si riporta il bambino a casa e lo riaffida momentaneamente alla vicina di casa e, poi, a due babysitter: la madre, Maria, sarta e vedova e la figlia, Anna, diciottenne, ricamatrice assai graziosa. Il bambino Turi si affeziona ad Anna. Questa riceve una proposta di matrimonio allettante, ma le impongono di lasciar perdere il bambino. Turi, riaffidato a Rosa, la vicina di casa, scappa continuamente e torna da Anna. Questa, alla fine, si arrende, si riprende il bambino e rompe il fidanzamento. Vanni e Anna si fidanzeranno e si sposeranno per la felicità del bambino. Il racconto contiene molti momenti commoventi e situazioni esilaranti. Ad esempio, quando Vanni va al cimitero per consultarsi con la moglie morta per averne il permesso di sposarsi con Anna. Mentre parla con la moglie morta, dietro di lui, nascosto, il “camposantaro” ascolta e si mette a singhiozzare e, cacciato via, si ostina a chiedere come andrà a finire.
Il racconto è soprattutto di una storia d’amore, con una moltitudine di personaggi minori ben caratterizzati e a loro modo tutti vivi e protagonisti di una storia corale. Si avverte ben viva l’atmosfera di una società contadina dei tempi andati, a suo modo difficile e poetica.
Il secondo racconto tratta di una intensa storia d’amore tra due giovanissimi ambientata in buona parte a Selinunte e in parte in un paesino là vicino e a Palermo. E’ una storia d’altri tempi, ricca di personaggi collaterali molto vivi e realistici, anch’essi coprotagonisti della storia, molto romantica e con numerosi racconti comici dell’infanzia del protagonista Giovanni. Anche questo è un racconto corale e poetico, scritto in italiano ma con molte frasi ad effetto in siciliano. Questa storia, un po’ adattata, potrebbe essere, nello stesso film, la continuazione del primo racconto.
La lunghezza dei racconti è di quasi 100 pagine ciascuno. Nelle tue mani i due racconti si potrebbero trasformare in uno splendido film, romantico, poetico e divertente insieme. Se ci vuoi provare posso inviarti, dietro tua richiesta, il file del primo racconto. Se non hai tempo lasciamo stare, non importa. Auguri. Ciao.
Nicolò Mauro

Autore: Nicolò Mauro

Giuseppe Tornatore, 308 lettere aperte, 32 visite

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