Aurelio De Laurentiis & Luigi De Laurentiis

Lettera aperta di Ciro Marchitelli a Aurelio De Laurentiis & Luigi De Laurentiis
“Torniamo grandi”

martedì 7 agosto 2018,

Egregio Presidente,
Mi chiamo Ciro Marchitelli, ho 21 anni e risiedo in un piccolo paese che dista 20 minuti dal centro di Verona da 19 anni; ebbene sì sono cresciuto, ahimè, in terra calcisticamente (e non per certe dinamiche) nemica.
Mio padre, colui che mi ha tramandato l’amore per Napoli e per il Napoli, ha preso parte a 25 anni di trasferte... Questo per farVi capire l’ attaccamento ai colori della mia famiglia.
La prima partita che io ricordi con una chiarezza cristallina è Napoli-Avellino, playoff di serie C, annata 2004/05, conclusasi con la nostra permanenza nella stessa serie. Guardando la faccia di mio padre potei afferrare, non tanto cosa fosse il calcio, ma quanto potesse rappresentare per un padre, una madre, un nipote, un nonno, un figlio, L’ UNICA SQUADRA AL MONDO DEGNA DI ESSERE TIFATA, quella della propria città, quella che permette di sentirsi parte di una famiglia ancora più grande (com’è il Napoli per i Napoletani, il Milan o l’Inter per i milanesi, e mi duole dirlo, come il Torino o la Juventus per i torinesi).
A differenza delle altre squadre citate, però, noi non siamo stati mai abituati a vincere, nonostante GRAZIE AL VOSTRO OPERATO (e anche chi non lo dice Ve ne è grato) abbiamo sfiorato per due anni il sogno.
Ciò che mi preme al punto di scrivere questa lettera, è proprio questo:
RicordateVi sempre presidente, che avete il potere di rendere un popolo pieno di problemi, fiero di sè stesso, di cambiare le sorti di ogni domenica, di fare rispettare chi come me ,fuori sede, va al bar a parlare della propria squadra.
Perciò Presidente, Vi chiedo solamente di darci un minimo di possibilità per sognare. Cavani non ci farà amare di più il Napoli, e nemmeno Ronaldo ne sarebbe mai stato in grado, NESSUN GIOCATORE HA IL POTERE DI FARCI AMARE DI PIÙ I COLORI DEL NAPOLI, DI QUANTO GIÀ NON LI AMIAMO, ma solo diventando grandi acquisiremo il rispetto che meritiamo, e per diventarlo i grandi giocatori servono.
Non so se questa lettera Vi arriverà mai, ma se mai Vi arrivasse mi potrei sentire anche io utile per quanto la mia posizione mi garantisce, nel dimostrarVi quanto creda in Voi.
I miei saluti più cari, Presidente, e che Voi possiate fare grandi cose, seminare e raccogliere, e chissà che qualcosa non la possiamo raccogliere anche noi insieme a Voi.

Autore: Ciro Marchitelli

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