Gigi Proietti

Lettera aperta di Leonardo a Gigi Proietti
“La speranza leggera”

domenica 8 luglio 2018,

Gentile Maestro Proietti (o, se posso permettermi, caro Gigi),

Oso scriverle questa lettera, pur immaginandola certamente molto impegnato Mi presento, sono un ragazzo di ventun anni che ama il teatro. In questo momento sto terminando il mio corso di laurea in Lingue e letterature straniere, ma sento che questa non è la strada che voglio davvero percorrere. La recitazione è una passione che, assieme alla scrittura e al violino, mi accompagna ormai da molto tempo. Da nove anni adoro frequentare laboratori teatrali amatoriali, che mi hanno dato spesso gioie e soddisfazioni, compreso quest’anno che ho voluto tentare la sfida di recitare in francese durante l’Erasmus. Esperienza non facile, ma che mi ha spinto a coltivare ancora di più il mio amore per l’arte dello spettacolo. Vorrei lavorare per farne il mio mestiere, ma ho ancora qualche difficoltà a capire come rendere questo sogno una realtà. Il mio Sogno, in effetti, sarebbe stato quello di frequentare la sua scuola di recitazione, purtroppo non più in attività.

È da poco tempo che ho preso seriamente in considerazione la possibilità di modificare i miei studi e di tentare tra un anno di entrare all’Accademia Nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico. Anche in questo caso ho qualche paura, o meglio, qualche pregiudizio. Temo (anche se non ho elementi per affermarlo con certezza) che si tratti di un insegnamento di tipo molto “accademico” e poco “pratico”. Mi rendo conto però che una scuola del genere mi permetterebbe di apprendere molto in poco tempo, soprattutto considerando che i laboratori che ho frequentato finora si limitavano quasi tutti a sole due ore settimanali.

Mi sto prolungando troppo, passo alla domanda che vorrei porle: quale consiglio darebbe a un giovane amatore/amante del teatro? Ritiene sia meglio dirigersi verso l’Accademia o è ancora possibile oggi tentare la strada che lei stesso ha percorso? Fare cioè della pratica teatrale la propria scuola, iniziando magari con delle compagnie autonome della mia zona (Foligno-Perugia). Una strada meno sicura, certo, ma che dona anche più soddisfazioni… Oppure fare entrambe le cose, frequentare l’Accademia (lei dirà “prima te tocca entracce”, e c’avrebbe ragione) e recitare anche al di fuori di essa?

Insomma, eccole i miei dubbi e le mie incertezze. Nella speranza leggera (e un po’ ambiziosa) di ricevere una risposta da parte sua, la prego comunque di ricevere il mio più profondo grazie. Non per aver letto (se le leggerà) queste mie parole. Piuttosto per avermi consolato in alcuni momenti di tristezza, con la sua comicità, co’ «na pernacchia e finalmente na risata». Ha ragione Maestro, è la risposta più adeguata.

Con ammirazione, rispetto e sorriso,
Leonardo

Autore: Leonardo

Gigi Proietti, 32 lettere aperte, 4 visite

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