Lettera per Gabriele Muccino

Lettera aperta di giuseppe maria gottardi a Gabriele Muccino
“The angel - l'angelo”

22 maggio 2015,

Buongiorno Gabriele Muccino,
ci mando questo, un film che vorrei vedere:
titolo : l'angelo.
prima scena: il sogno
e' l'alba, il sole sorge lentamente sul deserto, illuminando le colline che circondano la piana di bassora in irak.
in una nuvola di polvere,la colonna di carri armati irakena avanza seguita da alcuni automezzi carichi di soldati.
anche sui carri armati sono seduti dei soldati.
uomini barbuti, alcuni fumano delle sigarette.
il silenzio del deserto e' disturbato solo dal rumore dei cingolati.,
una gazzella del deserto, ai piedi di una collina osserva il passaggio della colonna.
improvvisamente un rumore cupo mette in agitazione i soldati che si guardano attorno nervosi.
la cinepresa inquadra una collina poco lontana.
dalla cima della collina, lentamente inizia a sporgere la linea di un caccia harrier.
il sole illumina la massa lucente di metallo.
l'harrier rimane sospeso nel vuoto mentre viene inquadrata la cabina di guida.
un casco, un volto, julia.
e' solo un istante poi lei schiaccia i pulsanti.
i quattro missili maverick escono velocissimi.
urlando gli irakeni saltano giù dai carri armati.
le quattro esplosioni sono quasi simultanee.
la colonna irakena e' distrutta.
l'harrier si allontana veloce, avvicinandosi con volo radente ad altre colline che lentamente si fondono tra di loro, si deformano, cambiano aspetto diventando le ginocchia di una donna.
ella giace in un grande letto, coperta da lenzuola di seta.
la telecamera segue la linea perfetta delle sue cosce, l'addome piatto, l'orlo del seno, il volto , la massa bellissima dei capelli di julia.
nella stanza in penombra lei dorme lieve dopo l'amplesso con l'uomo che giace accanto. un 'uomo di cui non si vede il volto, perche' immerso nell'oscurità'.
la cinepresa ritorna al volto di julia.
piccole gocce di sudore iniziano a scendere dal viso,poi sempre più copiose.
ora il suo volto e' una maschera di sudore, mentre i suoi lunghi capelli cambiano forma. si riducono di lunghezza sempre più corti,cortissimi.
anche la stanza cambia aspetto.
ora julia si trova in un piccolo letto, in una piccola stanza.
le lenzuola sono di cotone grezzo e lei indossa una bianca camicia da notte in cotone con spalline.
e' molto sudata e sofferente.
all'improvviso si sveglia con un grido strozzato.
ora e' sveglia. il sogno e' finito.

seconda scena: la vestizione.
julia e' seduta e tremante nel letto.
e' in una piccola stanza poco illuminata. il letto e' piccolo, sopra di esso, sul muro un crocifisso. accanto al letto un piccolo comodino.
ai piedi del letto un modesto armadio.
sull'anta dell'armadio e' appeso uno specchio.
la stanza ha due porte ed una finestra con le persiane che lasciano entrare piccoli sprazzi di luce.
una porta e' accanto al comodino, l'altra e' sulla parete difronte al letto.
ora julia ha le mani sul volto e si sta pulendo dal sudore.
poi si gira lentamente verso il comodino e legge l'ora su di un piccolo orologio,
sono le ore sei e trenta del mattino.
julia sporge le lunghe gambe dal letto e si inginocchia appoggiando le braccia al materasso.
incomincia a pregare con voce sommessa ma ben comprensibile.

My soul doth magnify the Lord,
And my spirit hath rejoiced in God my Sav'ior.

la cinepresa abbandona julia e ruota attorno alla stanza. poi indugia allo specchio sull'armadio e riprende julia di profilo. solo per poco, perche' subito si rivolge alla finestra scrutando attraverso le persiane il sorgere del sole su new york.
finita la preghiera julia si alza, apre la porta alle sue spalle
ed entra in un piccolo bagno composto da un water, un bidè, un lavello con specchio.
julia urina nel water e si lava lentamente nel bidè.(gesti normali senza concessioni erotiche).
poi, al lavello fa scendere le spalline della camicia da notte, si toglie completamente la camicia lasciandola cadere in terra.
julia lascia scorrere l'acqua e si lava il viso, le ascelle, il seno. dopo si asciuga lentamente.
poi va nuda nella stanza da letto, apre l'armadio e toglie i suoi vestiti appoggiandoli sul letto.
dagli indumenti intimi fino alla veste ultima sono tutti bianchi.
julia si riveste completamente .
non deve pettinarsi perche' i suoi capelli sono cortissimi.
non deve truccarsi perche' non e' previsto.
infine indossa il copricapo.
julia e' una suora.

Giuseppe Maria Gottardi - Rovereto nel Trentino. 338-7234150 (24/H)

Autore: giuseppe maria gottardi

Lettera per Gabriele Muccino. Lettera 15.

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