Lettera per Alice Rohrwacher

Lettera aperta di Umberto Belluco a Alice Rohrwacher
“Fare un film”

20 maggio 2023,

Buongiorno Alice Rohrwacher,
le scrivo perche' vorrei tanto realizzare un film la cui sceneggiatura ho scritto per un'urgenza, ormai, che ho di diffondere un messaggio che ritengo sia piu' che mai appunto urgente porre all'attenzione di quanti piu' sia possibile...
Quale dunque mezzo migliore del cinema?!

L'urgenza nasce dall'essere un osservatore delle cose del mondo, della materialita', carnalita' pure, di un mondo che ha perso il senso di valori, sensibilita', morali piu' alti...
Non sono un moralista... l'esatto contrario... uno che soffre per non vedere trionfare valori piu' alti... come un'assurda condanna che non ci si riesce a spiegare... Mi ricorda Enzo Tortora... e il calvario cui ando' incontro per non si e' mai capito perche'...

Non ho alcuna intenzione di fare lo sceneggiatore, e Dio mi salvi dall'idea perche' considero non ci sia cosa piu' noiosa e distante dalla mia personalita'.
Le ragioni sono filosofiche, sono di gusto infinito per la vita, sono perche', considero immodestamente, il pensiero di un uomo sia la cosa piu' bella che questa vita ci regali...

Se le dico che sono un vero intellettuale mento... un filosofo pure... un uomo che ama tantissimo... vero...
Sono un insegnante di social studies in una riserva indiana in Nuovo Messico, USA.
Un insegnante felicissimo nonostante i miei ragazzi fatichino a recepire la profondita' del mio pensiero... ma faccio esattamente quello che sono: un educatore.
Alla soglia dei sessant'anni, l'urgenza di amare, in sostanza, e' come un treno che ha perso i freni...
Ma il mio amore e' per la poesia di un messaggio estremamente concreto: la bellezza dell'amore di un altro.
E' questa grande fortuna, invero, che vorrei condividere...
Cosa puo' essere mai piu' straordinario della bellezza che vedi di sottecchi, che rubi, diciamolo, sul viso, il corpo chino sulla propria fatica, del tuo compagno?!
Io ho avuto la straordinaria fortuna d'innamorarmi della donna che mi aveva dipinto bambino...
Fu un giorno, io avevo otto anni, e mezzo, nel '72... e lei sbuco' di fuori dagli stalli dove ci si curava il proprio cavallo... e con un entusiasmo che non potei dimenticare neanche ventisei anni dopo... ci si paro' come davanti, al mio babbo e a me che ero solo un bambino... ed entusiasticamente mostro' la canottiera azzurra mi e' sempre parso... ma veramente non importa niente... a mio padre per averne un'approvazione... non si capisce bene se per la canottiera o... lei...
Quell' episodio e' stato l'inizio del mio universo... e ventisei anni dopo la chiamai... negli Stati Uniti...
Non le dico che quello stesso entusiasmo mi abbraccio' non voglio dire come un orgasmo perche' e' troppo poco...
L'immediatezza, ripeto immediatezza, con la quale mi accolse al telefono... fu come la vita che non potevi immaginare... e Francesca Premi e' una donna che ha girato il mondo e, tra gli Indiani d' America, e' nota come Walks far Woman... Asdzani Hayoi...

Umberto

Autore: Umberto Belluco

Lettera per Alice Rohrwacher. Lettera 36.

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