Lettera per Alice Rohrwacher
Lettera aperta di Carlo a Alice Rohrwacher
“Vorrei che ti arrivasse”
12 marzo 2024,
Cara Alice,
perdonerai la confidenza, mi sono permesso di modificare l'incipit, "buongiorno" non mi piace.
Sono un ragazzo di vent'anni innamorato del cinema, italiano soprattutto.
Benché sia difficile riassumere le mille e più emozioni che le tue opere mi hanno trasmesso, vorrei ringraziarti. Ti ringrazio perché sei capace di fare un casino immenso senza il bisogno di gridare, perché con te ho scoperto che non bisogna costruire un film a tavolino, ma che si fa da sé, se si ha il coraggio di credere nelle proprie storie e di raccontare dai punti di vista giusti. Per merito tuo ho conosciuto alcune gemme incastonate nel buio: il primo Marcello Fonte come cameriere nel tuo Corpo Celeste, il tuo magnifico caratterista Luciano Vergaro e tua sorella, che ha la tua stessa voce, i tuoi stessi occhi e il tuo stesso sguardo.
Il tuo modo di raccontare le cose è per me di ispirazione, il salto tra il cinismo e il sentimento più forte da Lazzaro Felice alla Chimera. Nessun film se non questi ultimi mi hanno gelato solo dopo essere uscito dal loro Universo.
Amo la rilevanza che dai al nulla e l'irrilevanza che dai al tutto. Amo la scena della raccolta del miele da terra nelle Meraviglie. Amo ogni musica, anche se inarrivabili sono i piccoli al catechismo che in Gesù trovano la frequenza giusta.
Amo che questa lettera non segua niente se non un flusso di coscienza, come quando mi fermo a riflettere dopo una tua pellicola.
Porto con me il sogno di poter lavorare con te, in qualsiasi modo e in qualsiasi momento, per cominciare la mia avventura nel mondo del Cinema, l'unica cosa che ho intenzione di fare per tutta la mia vita.
Con speranza e affetto, Carlo.
Autore: Carlo
Lettera per Alice Rohrwacher. Lettera 43.
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