Lettera per Alice Rohrwacher

Lettera aperta di M. G. Villa a Alice Rohrwacher
“I primi cinque fiocchi di neve”

17 giugno 2024,

Buongiorno Alice Rohrwacher,
seguo da tempo quello che fa: mi piace molto questo suo modo di procedere nello sviluppare le storie, la profondità e la casualità a diversi livelli!
Volevo segnalarle il mio libro, che è svolto in modo classico: tratta della mia famiglia su 4 generazioni. Si dipana nelle campagne prossime a Torino dalla fine ‘800 fino ai giorni nostri: un territorio collinare assai povero ma che offriva la sussistenza; una realtà che da profondamente rurale è diventata semi-urbana-industriale e poi semi-niente. Coll’interrogazione sul suo futuro. (Chi l’ha letto ha detto che in certi punti gli ricorda ‘l’albero degli zoccoli’ e ‘padre e padrone’ - versione femminile -, ma sono generalizzazioni). Il libro viene apprezzato da veramente tutti coloro che lo hanno letto. Ci ho lavorato saltuariamente per 10 anni, ed è stato anche un percorso per capire ciò che mi ha spinta altrove per 40 anni. Qui resta questo problema della grande estensione di colline abbandonate alle quali non si interessa nessuno. Il mio è anche un grido, per loro.
Sarebbe bello se per qualche frammento dei suoi lavori prendesse come riferimento quanto ho scritto. Mettendoci molto altro insieme, come sa fare lei. Io dovevo scrivere questa storia in questo modo.
Margherita

Autore: M. G. Villa

Lettera per Alice Rohrwacher. Lettera 47.

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