Lettera per Vasco Rossi
Lettera aperta di Antonio Cesare Saltini a Vasco Rossi
“Grazie per ls sus intervista al Carlino”
17 ottobre 2021,
Buongiorno Vasco Rossi,
ho letto la sua intervista al Carlino, e ho ammirato la passione civile ed il rigore scientifico del suo monito-invito. Data la generale considerazione (con connotati di venerazione) che la circonda nel mondo giovanile è palese l'alto valore morale del suo intervento.
Mi chiamo Antonio Saltini, sono, come lei, cittadino dell'Appennino modenese, ho insegnato storia dell'agricoltura all'Ateneo di Milano, e scritto una storia delle conoscenze scientifiuche sulle quali si basa l'agricoltura moderrna in sette volumi tradotta in inglese da un maestro di epistemologia di Cambridge con cattedra a Padova, dedicando, nel quinto volume, più di un capitolo alla realizzazione dei primi vaccini (per animali e uomini). Quando Pasteur e Kock si confrontarono nella nobile gara per reperire i vacciuni contro il colera e il carbonchio (il primo perdendo il discepolo, prediletto, che aveva inseguito un'epidemia di colera dal Cairo a Calcutta) nessuno chiese che fossero testati cento volte, i pochi laboratori in grado di produrre il vaccino furono assediati da uomini e donne terrorizzati dalle due morti orribili.
Quando il primo ottenne il vaccino contro la rabia (seppure sconvolto per le sofferenze imposte ai cani usati per la sperimentazione, che fu operata dal discepolo Roux) lo Czar non perse un'ora a inviare a Parigi otto (cito a memoria) mugiki morsi da un lupo rabioso, che giunsero, nonostante il viaggio interminabile, ancora in grado di reagire al vaccino, che il vecchio scienziato, ormai paralizzato, somministrò nel dubbio suggerito dal tempo trascorso. La salvezza dei vacciunati suggerì allo Czar di offrire a Pasteur la cifra necessaria per creare un istituto che producesse vaccini, qualsiasi ne fosse l'entità. Il grande vecchio, profondamente religioso, volle nell'Istituto una cappella con volta in cui fossero dipinti quattro angeli, tre per le virtù teologali, uno per la conoscenza scientifica, che Pateur reputava frutto del
maggiore dono di Dio all'uomo, la capacità di esplorare la natura.
Annoto che un genio di levatura equivalente, l'abate Gregor Mendel, restaurando la basilica del monastero, aveva voluto un affresco equivalente, celebrando le medesime tre virtù e, quarta figura, la "dignità di contadini proprietari del proprio podere", un'idea la cui primogenitura deve essere riconosciuta a un "nostro" (se accetta) confratello appenninico, il vignolese storiografo, e parroco, Ludovico Antonio Muratori.
Concludo annotando che Muratori fondò anche gli studi di economia agraria, che oggi richiederebbero cento interventi come il suo contro i ciarlatani che seducono gli stolti a pretendere il trionfo di pratiche agricole contrarie ad ogni principio scientiufico, destinando, dato il mutamento degli equilibri dei mercati mondiuali, i paesi sprovveduti alla fame
Con tutta la cordialità, Antonio Saltini
Autore: Antonio Cesare Saltini
Lettera per Vasco Rossi. Lettera 317.
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