Lettera per Vasco Rossi

Lettera aperta di Antonella a Vasco Rossi
“Gli angeli”

9 luglio 2025,

Vasco,
Ti scrivo io, Antonella, per conto mio... ma soprattutto per conto di Gerry, il mio compagno.
Lui non avrebbe mai avuto il coraggio di scriverti.
Non è facile per lui mettersi a nudo.
Ma io sì.
Io ci
provo,perché, a volte, scrivere è più semplice che parlare, perché le lettere, Vasco, portano
sempre con sé un velo di verità.
Gerry ha 53 anni, è un uomo buono e forte, anche se forse non lo sa.
Ama due cose nella vita: la
Salernitana, la squadra della nostra città, e te.
Le tue canzoni.
La tua voce.
Le tue parole.
In te trova
un rifugio, una specie di casa emotiva dove si sente meno solo, meno fragile, più compreso.
Io ho 40 anni, sono mamma di due ragazze adolescenti che, naturalmente, cantano anche loro le
tue canzoni.
Perché chi è che non le canta, Vasco?
Chi è che non si è sentito almeno una volta
raccontato da te?
La mia vita non è stata facile: perdite, dolori, malattie. Non te li sto a raccontare, tanto li hai già cantati tu.
Ma li ho sempre affrontati con dignità.
Eppure, credo che Gerry ne abbia bisogno più di
me adesso.
Sta attraversando un periodo difficile: ha perso il padre, e ora la madre sta lottando con
la vecchiaia e la malattia.
Sai, le cose che succedono quando si cresce, quelle battaglie silenziose
che tutti, prima o poi, si trovano a combattere.
Non abbiamo mai avuto il tempo di venirti a cercare a Zocca, o a Castellaneta.
Lavoriamo sempre.
Ma ogni anno, un anno prima, i biglietti per il tuo concerto li prendiamo.
Quello è il nostro
appuntamento sacro.
Il nostro rifugio insieme.
E allora, ti chiederai: perché ti scrivo?
Perché vorrei che tra le mille lettere, tra i miliardi di volti che incontri, potessi anche solo per un
attimo incrociare il nostro.
Vorrei che potessi dedicare due minuti del tuo tempo a Gerry.
Perché forse, e sottolineo forse, l'anno prossimo ci sposeremo. Ma sai com'è: la vita cambia da un
giorno all'altro.
Niente è sicuro.
Però sognarlo ci aiuta a vivere.
E tu lo hai detto: "Dobbiamo vivere.
Vivere davvero."
E noi ci proviamo.
Anche grazie a te.
Vorrei che potessi aiutarmi a renderlo felice, anche solo con una parola, con la tua voce, con un gesto, anche piccolo, anche silenzioso.
Non so se leggerai mai questa lettera.
Non so nemmeno se la farò arrivare a destinazione. Ma
sentivo il bisogno di scriverla.
Vasco, noi ci siamo.
Anche se non ci vedi.
Anche se non ci incontri.
Siamo la tua gente.
Siamo tra
quelli che si sentono meno soli grazie a te.
Io ti sono infinitamente riconoscente per quello che dai a me e per quello che vedo che riesci a
dare a lui.
Grazie, di cuore.
Con affetto e speranza,
Antonella

Autore: Antonella

Lettera per Vasco Rossi. Lettera 445.

Nessun commento su questa lettera a Vasco Rossi


HTML autorizzato: <b> <i> <a> :-) ;-) :-( :-| :-o :-S 8-) :-x :-/ :-p XD :D



Celebrità > V > Vasco Rossi > Lettera 445 > scrivere