Lettera per Giorgio Armani
Lettera aperta di Giovanni Floridia a Giorgio Armani
“Floridia Giulia "gioca" disegnando.”
24 aprile 2014,
Buongiorno Giorgio Armani,
Catania 24/04/2014
Salve Giorgio Armani,
un saluto Le giunga da Giovanni Floridia da Catania.
Le scrivo per il piacere che ho di comunicare con colui che certamente reputo il più grande stilista e creatore di moda (e non solo), nonché colui che sicuramente, fa ogni giorno da inconsapevole ispiratore a mia figlia Giulia di appena 11 anni che, appassionata nel disegnare continuamente vestiti, abiti, tailleur e chi più ne ha più ne metta, riempie giornalmente e continuamente casa nostra di modelli, biglietti, bigliettini, disegni, prove ed abiti di ogni tipo, maniera e qualità.
Appallottolati, strappati, piegati e stropicciati, trovo sempre in giro per casa fogli di carta con qualche modello disegnato e poi ancora disegni e disegni, riproduzioni e prove, modelli e vestiti, vestiti, vestiti.
A volte “isolata” nel proprio mondo, alle mie domande su cosa stesse facendo, mi risponde sempre con il presentarmi qualche disegno di abito e dicendomi che …..”questo rappresenta una ragazza che va in discoteca, questo è per andare ad un matrimonio, questo ancora è un abito per andare ad una riunione importante, questo è il vestito di un principe”…… e via via discorrendo, in base a quella che è la sua “strana voglia” o meglio direi sua “strana visione” in quel momento.
Ma lei non vuole fare nulla che riguardi la moda od il disegno, la maggior parte dei suoi disegni lei li butta; li fa e li butta, li crea e li strappa, li pensa e poi li svalora, lei vuole fare la dottoressa, lei vuole studiare e studia talmente tanto da essere la prima della sua classe nella 1a media che frequenta all’Istituto dei fratelli delle scuole cristiane "Leonardo da Vinci di Catania" (e il che non è poco).
Sul tablet che le hanno regalato, a volte riproduce ciò che ha prima creato su un fogliettino, e lì lo colora, lo aggiusta e poi lo cancella, lo cambia o lo butta, ma…..giornalmente, continuamente, da portarmi a dire…… “non ne posso più” (chiaramente sottovoce e senza farmi mai sentire).
A volte credo si possa trattare di “deformazione familiare” perché, avendo io la mamma sarta, in tempi di carestia, più per necessità che per voglia, a volte io stesso producevo qualcosa che mia mamma poi mi costruiva con la stoffa e le sue sapienti mani; ma mia figlia non sa e non ha mai saputo niente di questo, ed il modo che vedo in mia figlia di “creare”, di “prendere la matita”, ed il suo isolarsi in quella che è la sua visione di quel momento, nulla hanno a che vedere con il bisogno che avevo io di potere avere un capo costoso e che quindi mia mamma mi produceva come….per potere stare al pari con gli altri, imitandolo alla perfezione. I cinesi non hanno inventato nulla stando davanti alle vetrine di Firenze e disegnando quello che poi vanno a fare riprodurre, io lo facevo già 35 anni fa (oggi ne ho 50).
In questa mia lettera che Le scrivo, e dove non voglio comunque dilungarmi molto, esprimo tutta la voglia che ho, e non so fino a che punto forse doverla chiamare “bisogno”, di far sì che mia figlia Giulia veda “una vera casa di moda”, veda come si disegnano i vestiti “dal vero”.
Vorrei, e vorrei che si potesse materializzare, che quello che magari lei ha creato nella sua testa, assolutamente senza avere mai visto qualcosa di simile, e che lei possa “toccarlo con mano”.
Non so come dirlo o esprimerlo in altri modi e spero di poterlo fare capire in queste poche righe.
Io credo che Giulia disegni e crei…..senza neanche sapere cosa faccia, senza neanche capire quello che sta facendo e senza che capisca il fatto che, magari, quello che fa….potrebbe anche….non essere solo un gioco. Non lo so, non lo capisco e per questo vorrei che Giulia lo vedesse veramente, vorrei che lei lo riscontrasse, vorrei che lei “vi partecipasse”.
A volte, nel pensare tutto questo, non posso non pensare a mia figlia Giulia come al bambino di Roberto Benigni nel film “la vita è bella”: - hai sempre immaginato un carro armato, ci hai sempre giocato con le manine, così piccolo, di plastica, che lo giri e lo rigiri, che lo lanci e ne fai il rombo con la bocca -, ma….che faccia farai, che espressione avrai, che cosa accadrà nella tua mente quando accerterai che….. ”è vero per davvero ed esiste veramente”.
Cosa accadrebbe a Giulia quando davvero si renderebbe conto che, quello che lei fa giocando, in realtà è un complesso apparato formato da grandi tavoli da disegno “veri”, da tante persone con le matite ed i colori “veri”, che quello che disegnano su un foglio, diventa poi qualcosa di “vero”.
- Giulia, forse tu non stai giocando e solo giocando, ma come posso fartelo capire se non lo vedi “veramente”- .
La prego, accolga la mia richiesta che Le chiede di potere ospitare mia figlia Giulia, anche solo per una mattinata, anche solo per un’oretta, anche solo per il tempo che lei, Maestro, potrebbe mettere a disposizione, (anche se non personalmente, magari con un suo responsabile), affinché Giulia possa vedere, presso qualche sua struttura, che Lei gentilmente mi indicherà, quello che è suo gioco, trasformarsi nella realtà vera.
Io sono un ferroviere e nella mia famiglia non si paga il treno, quindi non avrei problemi a raggiungere qualsiasi luogo ma……prima dovrà finire la scuola perché, dal 12 settembre data di inizio delle lezioni, Giulia (così come anche l’altro figlio Leonardo di 14 anni), non è stata assente neanche un giorno, neanche un’ora, neanche un minuto, e così, con questa enorme soddisfazione, vorrei che giungessimo al traguardo del prossimo 6 di Giugno 2014.
Chiudo con un grande saluto e con la speranza di potere sapere che, queste mie parole e questo che potremmo anche chiamare “mio sfogo”, sia stato letto e magari, perché no, esaudito.
Grazie Sig. Giorgio Armani per quello che ogni giorno ci fa vedere; grazie per esaltare la bellezza “sempre”; grazie per quello che ha creato e crea sempre; grazie per le tante cose che ogni giorno vediamo, certamente modificate, e perché no diciamo anche ispirate, dal fatto che….esiste nel mondo Giorgio Armani. Ci tengo a precisarlo e qui voglio scriverlo a lettere maiuscole, che NON FARO IL CLASSICO COPIA-INCOLLA MODIFICANDONE IN DESTINATARIO PER INVIARLO POI A TUTTE LE CASE DI MODA POSSIBILI E PRESENTI NEL MONDO. Ritengo che, come genitore che sempre vuole dare il meglio ai propri figli, di meglio, all’indirizzo a cui dirigo queste mie riflessioni, proprio non esista.
Presuntuosamente potrei dire che rimarrà esterrefatto per avere dedicato anche solo due minuti del suo prezioso tempo alla mia Giulia, ma altrettanto certo sono del fatto, che nessuno potrà mai sentirsi tanto onorato, come Giulia spero possa esserlo, da potere dire di essere stata al cospetto del “maestro Giorgio Armani”. Certe immagini ti segnano, diceva una famosa frase, e lei, Sig. Giorgio Armani, vorrei che tra le principali, fosse l’immagine che segni Giulia Floridia.
Un grazie per il tempo che vorrà essermi dedicato ed uno speranzoso, quanto sincero…..arrivederci.
Giovanni Floridia
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Fam. Floridia Giovanni
Via Vito Moro 9 – Catania – 95123
Autore: Giovanni Floridia
Lettera per Giorgio Armani. Lettera 12.
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