Lettera per Roberto Benigni

Lettera aperta di Catia Fancelli a Roberto Benigni
“3 minuti per dare una speranza ”

5 gennaio 2018,

Buongiorno Roberto Benigni,

Alla Cortese attenzione di Roberto Benigni

Buon anno,
Sono un medico fisiatra del reparto Gravi Cerebrolesioni dell’Ospedale Cisanello di Pisa. Mi permetto di contattarLa su richiesta della moglie di un nostro paziente, che mi ha pregato di riportarLe il messaggio che segue, e che vorrei aiutare ad avviare un progetto di sostegno per le famiglie di persone che hanno subìto una grave lesione cerebrale.
Con stima e fiducia,
dott.ssa Loredana Cavalli.

Caro Roberto,

sono una donna di 51 anni che sta vivendo un grande dramma. Se tu potessi dedicarmi 5 minuti per leggere questa lettera mi faresti felice. Mi rivolgo a Te perchè ti ho sempre ritenuto una persona di grande umanità.
Un anno fa, mio marito Alessandro ha avuto un arresto cardio-circolatorio, riportando un grave danno cerebrale. Oggi è in stato di minima coscienza, ovvero ha perso ogni autonomia, non può muoversi, non parla, ma i suoi occhi rivelano a tratti dei brevi periodi di comprensione della realtà che lo circonda.
Da quel giorno nella mia famiglia molte cose sono cambiate. Nostro figlio, a soli 8 anni ha perduto quel padre con cui aveva un legame fortissimo, e in un anno lo ha visto solo due volte per pochi minuti. Puoi quindi immaginare il grande vuoto e l’immenso dolore che mio figlio vive, ed io con lui.

Il mondo scientifico sostiene che in questa condizione, un ambiente stimolante e “familiare” sia fondamentale per riabilitare le funzioni residue. Le strutture a disposizione per ospitare le persone come Alessandro però sono poche e tali da non garantire niente altro che la sopravvivenza.

Oggi vorrei pertanto riportare a casa Alessandro, ma questo comporterà una spesa notevole, e lo Stato mi aiuta solo in minima parte. Il pensiero di portare mio marito in un Istituto mi fa stare male, più di quanto non stia già male ogni giorno.

Credo che potresti dare un enorme aiuto a me e a tutti coloro che vivono il mio dramma, creando insieme una iniziativa di solidarietà. Vorrei raccogliere fondi per costruire una struttura in grado di garantire alle persone con disordini di coscienza un ambiente adeguato a soddisfare in pieno i loro bisogni, siano essi di tipo sanitario o umano, con la collaborazione dei familiari.

Nella speranza che tu possa capire quanto sia grande la mia sofferenza, vorrei chiederti di aiutarmi a sostenere questa causa, aiutandomi a raccogliere fondi per aiutare tutte le persone con disordini di coscienza, spesso considerate e trattate come morte, ma che non lo sono.

Credo tu possa comprendermi e volermi ascoltare, con la speranza di vederci presto,
un abbraccio.

Catia.

Autore: Catia Fancelli

Lettera per Roberto Benigni. Lettera 110.

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