Lettera per Roberto Benigni

Lettera aperta di Veronica Sgro a Roberto Benigni
“Intervista Giornalino Studentesco tema Pinocchio”

20 settembre 2019,

Buongiorno Roberto Benigni,
Le scriviamo in quanto redattori del giornalino studentesco del Liceo Classico Francesco Vivona (Roma), per chiederle la disponibilità a concederci una breve intervista. Stiamo portando avanti un progetto riguardante proprio “Pinocchio” e, sapendo che a breve uscirà proprio il suo film omonimo, ci è sembrato interessante coinvolgerla. La nostra umile richiesta sarebbe un incontro non impegnativo in cui, se ovviamente lei è d’accordo, ci scambiamo alcune domande riguardo questo argomento. Ne approfittiamo per esprimere la nostra più sentita stima nei confronti della Sua persona. Speriamo di poterla incontrare.
Distinti saluti
La redazione di Eureka

Autore: Veronica Sgro

Lettera per Roberto Benigni. Lettera 151.

Un commento su questa lettera a Roberto Benigni
  1. Carissimi redattori del giornalino studentesco Eureka dal momento che sono convinto che solo attraverso "menti nuove" si possa cambiare il presente mi permetto di allegarvi, se vi interessa, un paragrafo del libro "pinoculus aureus: storia di un burattini chiamato Pinocchio". Credo che dopo che l'avrete letto la vostra visione su Pinocchio ...non sarà più la stessa! saluti.

    3.1 Pinoculus aureus


    Perché ho titolato sia il saggio che questo paragrafo in latino " Pinoculus aureus " ?
    L' ho titolato cosí, non tanto per confermare l' enorme successo che Pinocchio ha avuto e presumibilmente ancora avrà, che lo ha trasformato commercialmente in un ope-ra d'oro, quanto per sottolineare, riprendendo sant' Agostino il quale affermava, che il già allora famoso “Asino d' oro”, il cui titolo in latino suonava cosí "Asinus aureus" fosse dovuto ad Apuleio stesso. L' epiteto aureus forse era dovuto al fatto che il pregio dell' opera consistesse non tanto nello stile letterario, quanto al fatto che l' asino fosse una creatura eccezionale dotato di ragione. Cosicché titolando Pinoculus aureus il saggio, intendo sottolineare il fatto che anche Pinocchio/pezzo di legno da catasta sia anch' esso dotato di ragione anche quando per disgraziata sorte si trasforma in asino. Messe cosí le cose penso che forse un po' di oro di Apuleio possa essere trascolorato nell' opera di Collodi, se non altro per le influenze ora occulte ora, secondo me, smaccatamente palesi, come in seguito mi auguro di mostrare.
    La comparazione sinottica tra "L' asino d'oro" e "Pinocchio" che verrà svolta in questo paragrafo, ha l'ambizioso progetto di mostrare come Lorenzini, nella stesura del suo capolavoro, abbia tenuto in massimo conto, pur riplasmandola in senso artistico e traen-done una ricca fonte di ispirazione, l'opera di Apuleio.
    Quello che v'é da tener presente in questi stralci, tra i vari paragrafi delle due opere, non sono le molte consonanze lessicali, che pure vi sono, quanto piuttosto l'aspetto stili-stico. Tale aspetto é "ricostruito" dal Lorenzini con un arguzia e senso dell' umorismo che solo un toscano con un forte senso dell'ironia poteva avere, così almeno alcuni suoi biografi ce lo descrivono : "..un ameno e bel tipo.."o ancora uomo dotato di "fine umori-smo".
    ( Cfr.P. Pancrazi in "Tutto Collodi" di M. Giardelli, Salimbeni Firenze 1971).
    Un ultima nota prima di iniziare la comparazione. I capitoli X, XI, XII, XIII XIV XV e XX che trattano delle varie disavventure del burattino, sono quelle che secondo me più si avvicinano all' opera apuleiana, dove quest'ultima narra la favola, di immortale bel-lezza, di Amore e Psiche contenuta nel 6º libro de “L' asino d'oro”. Nel libro 6º, XXIX , vorrei far notare, come le parole di Carite, rivolte a Lucio/ Asino, siano state un grande e buon auspicio per l'opera di Lorenzini : "..entrerai a far parte degli antichi miti.." Che sia proprio questo ciò che traluce e fa capolino in Pinocchio : Collodi é riuscito a trasmutare alchemicamente, potremmo dire un' opera, “L' asino d'oro”, considerata da molti sí come "licenziosa" , ma anche legata agli antichi misteri e perciò "eterna". Aggiungerei che la propensione collodiana nella scelta di "unire" Pinocchio a L' asino d'oro si fa ancora più manifesta, quando Collodi nel Cap. 36º che é anche l'ultimo riprende secondo me l'episodio apuleiano in L. 4º, XXV, XXVI che tratta sempre del ratto di Carite, l'invocazione : " Perdonami, madre mia, perdonami, ma abbi un po'di compassione...". Tale invocazione, come già detto, è ripresa secondo me, da Collodi nel 36º cap.: “ Babbo mio,..aiutatemi,..perchè io muoio!” ma viene "trasformata", forse, adattandola a Pinocchio ed al "tempo" in cui viveva nell' episodio evangelico riportato da San Marco in 15:34 e San Matteo 27:46 : " ....Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato ?" .




    Pinocchio L'asino d' oro

    Cap. V Libro 3º, XXI

    Pinocchio ha fame e cerca un uovo per Panfile si unge con un unguento
    farsi una frittata, poi finalmente lo trova. magico e si trasforma in un uccello.

    - La gioia del burattino é impossibile ...Io di fronte ad un simile prodigio,
    descriverla.. Credendo quasi che ero come impietrito per lo stupore
    fosse un sogno, si rigirava quest'uovo .ero fuori di me..sognavo ad
    tra le mani,e lo toccava e lo baciava...- occhi aperti - .............................................................. .............................................
    ..Ma invece della chiara e del tuorlo - Panfile era diventata un gufo....
    scappò fuori un pulcino...il quale,... provò a saltellare...infine, levatasi
    disse : " Mille grazie, signor Pinocchio in alto se ne volò via ad ali
    ...ciò detto distese le ali e, infilata spiegate.-
    la finestra che era aperta, se ne
    volò via a perdita d' occhio.




    Cap. X Libro 6º, VIII, IX, X


    Pinocchio, dopo aver venduto Psiche caduta vittima di Venere, in
    l' abbecedario, va a vedere il teatrino quanto offuscava la sua bellezza, viene
    delle marionette le quali gli tributano sottoposta a delle prove durissime che
    una calorosa accoglienza, ma sul più mettono a repentaglio la sua stessa
    bello arriva Mangiafoco che bistratta esistenza.
    il povero burattino e lo vuole bruciare.


    Quando Pinocchio entrò nel teatrino - Un bando come questo,..e il desiderio
    delle marionette, accadde un fatto di guadagnarsi un premio simile eccitò
    che destò una mezza rivoluzione.. ogni uomo e tutti gareggiavno
    " Quando all' improvviso " Mentre ella (Psiche N.d A.) si
    Arlecchino smette di recitare....... avvicinava al palazzo di Venere le ven-
    comincia ad urlare in tono dram- ne incontro la Consuetudine, una delle
    matico.."..sogno o son desto ? schiave della dea che, con tutta lavoce
    Eppure quello laggiù é che aveva in corpo, cominciò ad inves-
    Pinocchio ! -"............................. tirla......................................................
    .................................................... ..........................................................

    Libro 6º, IX

    Consuetudine sta parlando a Psiche.

    Questo spettacolo era commovente, - Finalmente hai cominciato a capire
    non c'é che dire..i burattini.............. che hai una padrona ( Venere N.d.A.)
    raddoppiarono il chiasso e le grida.. quanti fastidi ci hai dato...ora però ora
    Allora uscí fuori il burattinaio, un però mi sei capitata fra le mani............
    omone cosí brutto, che metteva paura .sei caduta nelle grinfie dell' orco e
    - ...Perché sei venuto a mettere lo quanto prima la pagherai...-
    scompiglio nel mio teatro ?- domandò
    il burattinaio a Pinocchio, con un -" Quando Venere se la vide portare
    vocione d'orco..La creda illustrissimo, davanti sbottò in una sonora sghignaz- che la colpa non é stata mia ! zata...e soggiunse : "Dove sono Angoscia
    - Basta cosí ! Stasera faremo i nostri e Tristezza, le mie ancelle ? " e fattele
    conti.- Difatti finita la recita....il entrare ad esse l' affidò perché la
    burattinaio andò in cucina... torturassero ; -
    Chiamò Arlecchino e Pulcinella
    e disse loro : " Portatemi di qua quel Libro 6º, XI
    burattino..sono sicuro che a buttarlo " Sul far della notte Venere tornò dal
    nel fuoco, mi darà una bellissima banchetto un po' brillla ma odorosa.."
    fiamma."


    Cap. XI Libro 6º, X

    Le formiche aiutano Psiche in un'altra
    terribile prova impostale da Venere.

    Il burattinaio Mangiafoco...poi non .." ..la formicuccia che ben sapeva
    era un cattivo uomo . Prova ne sia quanto difficile fosse un lavoro del
    che quando vide portarsi davanti quel genere, provò compassione per la
    povero Pinocchio che si dibatteva... compagna del grande Cupido.."
    gridando :- "Non voglio morire.."-
    principiò subito a commuoversi...

    Cap. XIII Libro 6º, XVI e passim


    Pinocchio si trova all'osteria del Per adempiere ancora ad una ulteriore
    Gambero Rosso, con il gatto e la Volpe, perfida prova di Venere Psiche si deve
    dove non tocca quasi cibo. A mezzanotte recare che nientemeno sino agli inferi,
    si mette in viaggio per andare al Campo dove nel lugubre palazzo del'Orco
    dei Miracoli per seppellire gli zecchini dovrà consegnare " a Proserpina questo
    d'oro,( potrei dire una prova impossibile ) cofanetto dicendole che Venere la prega
    durante il cammino incontra il di mandarle un poco della sua bellezza.."
    Grillo parlante che credeva di avere Anche in questa prova Psiche sarà aiutata
    ammazzato. da una "torre" che le dice come fare per
    superare la prova.


    " Quello che mangiò meno di tutti fu" A quel sordido vecchio ( Caronte
    Pinocchio. Chiese uno spicchio di noce N.d.A.) darai per il pedaggio una
    e un cantuccio di pane..e lasciò nel piatto delle monete..un vecchio morto...
    ogni cosa...si trovò svegliato da tre solleverà verso di te le putride mani e
    violentissimi colpi, dati nella porta ti implorerà...
    della camera. Era l'oste Pinocchio pagò
    uno zecchino per la cena sua e per
    quella dei suoi compagni..- ...mentre
    camminava(Pinocchio N. d. A.) vide
    sul tronco di un albero un piccolo
    animaletto che riluceva di una luce
    pallida e opaca....Chi sei ?..
    ...Sono l'ombra del Grillo parlante...

    Cap. XX Libro 6º, XIX

    In questo Cap. Pinocchio che si sta recando
    a casa della fata si trova la strada sbarrata
    da un orribile serpente.

    - Aveva veduto un grosso serpente disteso ...basterebbe questo...per non
    attraverso la strada..allontanatosi di più di rivedere mai più la luce. Perché mezzo chilometro, si mise a sedere sopra c'é un cane gigantesco....
    un monticello di sassi, aspettando che Tienilo a bada..cosí potrai
    il serpente se ne andasse..." facilmente passare e giungere
    fino a Proserpina..ti inviterà a consumare un lauto pasto
    Tu però siederai per terra
    chiederai soltanto un tozzo di pane...





    Cap. XIX Libro 6º, XXII

    Pinocchio derubato delle sue monete Cupido corre da Giove affinché giudichi
    d'oro viene arrestato. Portato dinnanzi ad delle angherie commesse da Venere su
    un giudice viene condannato a quattro Psiche. Convocati tutti gli Dei, decreta che
    mesi di carcere. Fortuna volle però che Cupido possa convolare a giuste nozze
    l' Imperatore del paese di Acchiappa- con Psiche.
    citrulli, in seguito ad una vittoria, volle
    decretare un amnistia per tutti i detenuti,
    Pinocchio compreso.


    Cap. XIV Libro 3º, XXVII, XXVIII, XXIX


    In questo Cap. Pinocchio accusa il Grillo In questo Libro si potrebbe dire che
    parlante di essere la causa dei suoi mali iniziano le peripezie di Lucio/asino,
    e delle sue non poche disgrazie. Si trova infatti, mentre sta accusando come
    immerso in questi pensieri quando, causa di tutti i suoi mali Fotide per
    improvvisamente, arrivano gli "assassini" avergli dato il vasetto dell'unguento
    (gatto e volpe). Viene malmenato perche avrebbe dovuto trasformarlo
    fargli "sputare" i denari che teneva sotto in un gufo,come aveva visto fare
    la lingua. Dopo il parapiglia, Pinocchio alla strega Panfile; ecco che mentre
    riuscito nel frattempo a divincolarsi, fugge sta aspettando mestamente l' alba
    a perdifiato con gli assassini sempre alle nella stalla per poter prendere l'anti-
    calcagna. Finalmente in lontananza ecco doto (rose) e tornare ad essere uomo
    aprirsi dinanzi a lui la possibile salvezza : arrivano i ladri e lo trascinano via.
    una casa, quella della fata. Cosi non é, gli
    assassini lo impiccano alla "Quercia Grande".


    - Davvero - disse fra sé il burattino ..Quand' ella, (Fotide N.d.A.) intanto
    rimettendosi in viaggio- come siamo mi vide in quello stato, cominciò a
    disgraziati noi altri poveri ragazzi.... picchiarsi il viso e :"Disgraziata che
    sono. " cominciò a gridare..


    ..Dopo una corsa di quindici Intanto un po' per tutto quel carico,
    chilometri, Pinocchio non ne poteva un po' per la ripidezza di tutti quei
    più... viottoli di montagna,....un po' per la
    molta strada già fatta, tra me e un
    morto c'era ormai poca differenza..


    Cap. XV


    ..Allora il burattino, perdutosi d'animo, Eppure anche se in ritardo, mi venne
    fu proprio sul punto di gettarsi a terra un idea di quelle fini, cioé di fare
    e di darsi per vinto, quando nel girare appello alla legge sperando che
    gli occhi all'intorno vide fra mezzo al tirando in ballo il nome dell' augusto
    verde cupo degli alberi biancheggiare imperatore, mi sarei liberato di
    in lontananza una casina candida come tutti i miei guai.
    la neve. E cosí a giorno fatto, mentre final-
    - Se io avessi tanto fiato da arrivare mente, attraversavamo un villaggio
    fino a quella casa, forse sarei salvo, - popoloso e pieno di gente accorsa
    disse dentro di sé. per il mercato, giunto nel bel mezzo
    ..- O bella Bambina dai capelli turchini.- di un gruppo di greci, tentai di invo-
    gridava Pinocchio, - aprimi per carità.. care nella loro lingua, il nome au-
    Ma non poté finir parola, perché sentí gusto di Cesare, ma non mi riuscí di
    afferrarsi per il collo,e le solite due gridare che un "O" forte e chiaro,
    vocione che gli brontolarono ché il resto del nome Cesare non
    minacciosamente.- potetti articolarlo. Urtati assai da
    quel mio raglio...i briganti comin-
    ciarono a darmene un sacco...
    finalmente il gran Giove volle
    porgermi una via di salvezza. Infatti
    mentre sorpassavamo casette di
    campagna...io vidi un giardinetto..
    nel quale.. c' erano delle rose.. Tutto
    lieto e arzillo per la speranza di sal-
    vezza..



    CAP. XX LIBRO 10º, XIII, XIV, XV

    Pinocchio dopo essere scampato al serpente Lucio /asino viene venduto da un
    colto da "morsi terribili della fame" va in un soldato romano, per undici denari,
    campo a rubare dell'uva. Succede però che a due fratelli schiavi di un tal Tiaso.
    rimane preso in una tagliola che un contadino due fratelli nella casa di questo ricco
    aveva piazzato per poter prendere delle faine signore esercitavano il lavoro di cuoco
    che rubavano nei pollai. e di pasticciere. Ora avvenne che
    quando i fratelli andavano alle terme
    Lucio il quale non gradiva il fieno, ma
    le lecornie che preparavano i due servi,
    s' approfittava di tale assenza per
    mangiare tutti i ricchi avanzi di ciboche
    si trovavano a portata delle sue
    mascelle. Questa storia si protrasse per
    un certo tempo, sino a che, i due fratelli
    accortisi che le cibarie diminuivano a vista d'occhio, sulle prime si accusarono
    l’un l’altro di essere i responsabili di tale
    mancanze. Poi venne loro l'idea di tene- re d'occhio l'asino che nel farttempo era diventato ben pasciuto. Con sommo
    stupore si accorsero che il ladro era
    proprio l'asino.

    Pinocchio...non potendo più reggere E cosí, quando i due, chiusa la came-
    ai morsi terribili della fame, saltò in ra, se ne andavano alle terme per
    un campo con l'intenzione di cogliere ristorarsi....io mi rimpinzavo...
    poche ciocche d'uva moscatella....

    Cap. XXI XIV

    ...Appena giunto sotto la vite, crac.. Per un po' quel mio rubacchiare
    il povero burattino era rimasto preso andò a meraviglia......i due fratelli
    ad una tagliola... Era il padrone del cominciarono a chiedersi chi potes-
    campo che veniva in punta di piedi se essere mai l'autore di quelle
    a vedere se qualcuna di quelle faine giornaliere sparizioni.......
    che gli mangiavano nottetempo i polli, ..quindi che bisognasse a tutti i costi
    fosse rimasta presa .....E la sua cercare il ladro che li derubava.
    meraviglia fu grandissima quando, L'unico che restava in casa...era
    tirata fuori la lanterna....s'accorse l'asino...cominciarono ad appuntar
    che, invece di una faina c'era su di me i loro sospetti e un giorno,
    rimasto preso un ragazzo... facendo finta di andare ai bagni....
    mi chiusero dentro, ma si misero a
    spiare.........Lo stupore nel vedere
    un asino che si dava a quegli strani
    piaceri fece loro passar di mente
    tutto il danno

    Libro 9º, XXV e passim

    Per punire Pinocchio del furto, L'asino Apuleio viene comperato
    il contadino, lo costrinse al mercato da un mugniaio il quale era
    alla catena, dato che il suo cane da regolarmente tradito dalla moglie. Un
    guardia era morto. giorno, per punirla di tutte le angherie
    che la moglie del mugnaio gli infliggeva,
    ..E se per caso disgrazia venissero decise di vendicarsi facendo scoprire
    i ladri, ricordati di stare a orecchi al mugnaio l' adulterio.
    ritti e di abbaiare.

    Cap. XXII

    Detto fatto quella notte arrivarono
    le faine, che cercarono di convincere
    Pinocchio a non avvisare
    il contadino, in quel caso ci sarebbe
    stato qualche pollo anche per lui. Ma
    cosí non fu, Pinocchio abbaiò e le faine
    vennero catturate. Per ricompensa il
    contadino liberò Pinocchio.

    Quando le quattro faine si Mentre mi dolevo per il mio
    credettero sicure..andarono padrone così umiliato la celeste
    difilato al pollaio...Ma non erano provvidenza mi venne in aiuto
    ancora finite di entrare, che sentirono ...Fu un occasione magnifica per
    la porticina richiudersi con grandis- la mia vendetta perchè io,passando
    sima violenza. lì davanti, vidi che le punte delle dita
    Quello che l'aveva richiusa era di quell'adultero sporgevano dal di
    Pinocchio.....e poi cominciò ad sotto della cassa...e così posto, un
    abbaiare... piede un po'di traverso, gli detti
    A quell'abbaiata, il contadino saltò proprio una bella schiacciata,
    il letto... tanto che quello...lanciò un urlo
    - Ci sono i ladri !.. si mostrò a chi nulla ancora sospet-
    - Ora scendo subito. tava.....IL mugnaio non sembrò
    .....Il contadino dopo avere acchiap- troppo scomporsi.."Non temere,
    pate...le quattro faine...disse loro figliolo, non ti farò nulla di male...”
    con accento di vera contentezza :
    ...Potrei punirvi, ma sì vil non sono !




    Cap. XXIV Libro 6º, XXIX

    Pinocchio si getta in mare per cercare Carite, la fanciulla rapita dai ladri,
    Geppetto. Avvista un isola, quell servendosi di Lucio /asino cerca di
    delle api industriose, ma non riesce fuggire. Durante la fuga per ringraziare
    ad arrivare a riva, a causa del mare dell'inaspettato aiuto Lucio, lo parago-
    agitato. Quando finalmente vi giunge na al poeta Airone, il quale si salvò da
    non sa dove si trova. É solo cosi chiede dei marinai che volevano ucciderlo
    aiuto ad un provvidenziale delfino, che gettandosi in mare. In questo tentativo
    non é il solo pesce a togliere dagli di fuga venne aiutato a tornare a riva
    impicci Pinocchio, tale deus ex da un provvidenziale delfino.
    macchina, viene diciamo cosí
    rispolverato da Collodi nel
    trentaseiesimo ed ultimo capitolo
    della sua "Storia di un Burattino".

    - Ehi signor pesce, che mi permetterebbe ...E tu ( é Carite che parla rivolta a
    una parola ? Lucio/asino N.d.A.) entrerai a far - Anche due - rispose il pesce, il quale parte degli antichi miti e noi, addu-
    era un delfino..." cendo ad esempio la tua storia...
    saremo indotti a credere.. che
    Airone abbia guidato un delfino.."

    Ci sono nel paragrafo molti altri "singolari" coincidenze stilistiche (PLAGIO) se vi interessa mandatemi Vs. E-mail perchè i capitoli analizzati erano incolonnati per apparire sinottici sennonché col taglia incolla ci sono molti refusi.

    C'era 6 anni, da ALBERTO


HTML autorizzato: <b> <i> <a> :-) ;-) :-( :-| :-o :-S 8-) :-x :-/ :-p XD :D



Celebrità > R > Roberto Benigni > Lettera 151 > scrivere