Lettera per Roberto Benigni

Lettera aperta di Paolo Pirani a Roberto Benigni
“Messaggero d'amore ”

26 marzo 2021,

Buongiorno Roberto Benigni,
sono cresciuto con Lei attraverso la tv, i film, il teatro che ha fatto e che ho seguito fin da giovanissimo. E adesso mi rendo conto che Lei per me è stato un Maestro di vita, non esagero. La considero uno di famiglia, se me lo permette, come poche altre persone del mondo dello spettacolo e dell'arte che, assieme alla famiglia, per me hanno avuto e hanno un senso. Mio padre, mia madre, mia moglie, i figli, ... e poi Truffaut (volevo andare al funerale a Parigi quando ci ha lasciato a 51 anni), Pasolini, Nannarella, Fellini (che è nato il 20 gennaio come me !!!), Paolo Villaggio, Valeria Moriconi (a cui ho fatto il baciamano a Sirolo e m'ha detto "senti quanto profuma questo", essendomi sbarbato un attimo prima) e pochi altri. Abito nelle Marche, tra Senigallia e Jesi, vengo dal DAMS, per il quale ripartirei domattina, e mi sono occupato per lavoro di cultura, turismo e teatro della scuola, nel Comune di Corinaldo, città natale di un altro miracolo d'amore e perdono che è stata Maria Goretti, bambina e santa. Non ho molto altro da dire se non due cose: la prima è che ieri sera, in occasione delle celebrazioni dantesche, Lei m'ha fatto provare l'emozione di sempre quando parla dell'amore, della donna, del mistero che sono entrambi questi elementi alla fine coincidenti come la cosa più bella e travolgente del mondo; mi emoziona perché vedo in Lei l'emozione, la sento e la vedo, palpabile, quando parla della Madonna come mia Donna, mia Signora, Signora di tutte le donne del mondo, che in sé tutte le raccoglie e nobilita; vibro d'emozione per i versi Vergine madre, figlia di tuo Figlio ... di San Bernardo ... e scantono subito dopo verso un altro messaggio d'amore che è la Vita è bella, e così via.
La seconda cosa è che vorrei incontrarla, conoscerla, se mai sarà possibile, magari organizzando una serata di poesia sulla donna, sull'amore, sulla vita. Ma non è questo il fine ultimo di questa mia lettera, pur comprendendo che per Lei è lavoro e l'agenda della Sua vita è certamente più fitta d'impegni della mia. Vorrei avere l'occasione di conoscerla, La inviterei tranquillamente a casa, in terrazza, se fosse d'estate e capitasse nelle Marche, in famiglia, senza strombazzamenti, in semplicità, come fosse davvero un di famiglia, dunque una cosa unica, complessa e originale come siamo ciascuno di noi e come per ciascuno di noi sono gli affetti più cari. E perché per me Lei è e resterà un grande, commosso e coinvolgente "messaggero d'amore". Fra l'altro, Dio solo sa quanto di questo sentimento, che vuol dire anche accoglienza, tolleranza e solidarietà, ce ne sarebbe bisogno in un momento complicato come questo. Grazie per avermi letto, con la speranza di poterLe stringere la mano una volta riaperto... il "gabbio". Buona vita, ogni bene e fortuna, umana e professionale.
PAOLO PIRANI

Autore: Paolo Pirani

Lettera per Roberto Benigni. Lettera 227.

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