Lettera per Roberto Benigni
Lettera aperta di La classe V (IC BUSCA- CASTELLETTO) a Roberto Benigni
“Roberto Benigni attraverso i bambini”
11 aprile 2022,
Lunedì, 11 Aprile 2022
Gentilissimo Roberto Benigni,
sono Bonelli Martina, un'insegnante di scuola primaria.
Abbiamo terminato questa mattina un lavoro collettivo proprio su di Lei: queste sono le parole che i miei alunni di classe V hanno immaginato potessero 'autodescriverla' al meglio, dando loro quel tocco di ironia che Le è proprio.
Sarebbe bellissimo per loro ricevere un Suo riscontro.
Le auguro una piacevole lettura.
Martina
Tutti pensano di conoscermi perché sono un attore famoso, ma non sanno che le più belle battute pensate per i miei film sono solamente parte della mia arte, senza mai raccontare interamente me stesso.
Sono qui per presentarmi senza copione, senza il peso delle telecamere puntate addosso. Se mi chiamassi solo Roberto tutto filerebbe liscio come l’olio, ma è grazie al mio cognome, Benigni, che l’intero Stivale mi conosce.
Nonostante la mia fama mi abbia portato tanto in alto, non posso vantarmi allo stesso modo per la mia minuta statura. Settantanove anni fa, il 27 Ottobre, il destino volle giocare con il mio stesso nome: mentre mio padre si dirigeva all’anagrafe per registrarmi incontrò un’anziana signora… e proprio in quel momento il mio futuro cambiò! Sembrava che la gente dovesse chiamarmi in modo diverso, ma come predetto questo appellativo si è rivelato vincente e fortunato.
Sul mio volto leggermente scavato dall’età spicca senza dubbio una fronte ampia e spaziosa che il pubblico spesso ironizza, senza sapere che dietro ai miei piccoli e furbetti occhi si cela una fantasia inesauribile. Dalla mia bocca a cuore esce solitamente una calda e squillante voce che non uso solo per recitare con maestra le parti nei miei film, ma anche per sussurrare dolci parole d’amore alla mia amata moglie Nicoletta, la mia principessa.
La mia arte è colei che traccia i miei lineamenti costantemente: il mio continuo parlare ha disegnato sul volto zigomi pronunciati come promontori solitari e guance asciutte e affaticate dalla mia solita parlantina. Anche se a primo impatto possa sembrare un gran chiacchierone, a volte avverto un maggiore bisogno di silenzio per potermi ascoltare dentro. Spesso, addirittura, desidererei essere invisibile o trasformarmi in una leggera farfalla, e lasciare che i miei pensieri volino via ad ogni singolo battito d’ali.
Seppure la gente intorno a me creda che fare l’attore sia una passeggiata, vedendo l’immenso lavoro camuffato dietro le quinte, cambierebbe immediatamente idea.
Al lavoro si sommano i pensieri rivolti ai miei cari di cui sento la mancanza, soprattutto quando sono lontano da loro.
Nonostante ciò far sorridere gli altri è sempre stata, e sarà, la ragione più grande della mia vita, regalando emozioni e spensieratezza a tutti coloro che hanno sempre creduto in me.
Autore: La classe V (IC BUSCA- CASTELLETTO)
Lettera per Roberto Benigni. Lettera 253.
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