Lettera per Roberto Benigni

Lettera aperta di Martina S a Roberto Benigni
“Da oggi la vita non è più bella”

2 giugno 2016,

Caro Roberto,
oggi mi hai dato un dolore al cuore, come quello di una figlia che perde un padre.
Ci sei sempre stato. Da quando ho aperto gli occhi a casa mia si rideva dei tuoi film, ho sempre amato il tuo modo di fare arte e cultura.
Mi hai fatto gioire, piangere, amare la vita...perché, lo dici tu, la vita è bella.
Ma la vita per me non è bella oggi
​poiché tu hai deciso, dopo tanto silenzio sui tristi fatti politici di questo paese, di parlare per dire un SI che distrugge anni di storia.
Mi sono commossa quando mi hai letto la costituzione. Era una sera come tante al
​t​re e sono andata a letto felice sapendo che al mondo, malgrado tutto, esistevi tu.
Questo mondo è un mondo in cui le cose non stanno andando tanto bene perché logiche di profitto stanno di fatto cancellando lo stato sociale, perché la poesia nei licei non si insegna quasi più, perché i grandi supermercati stanno prendendo il posto delle nostre botteghe. Perché siamo vittime di una finanza ingiusta...e tu lo sai perché un uomo della tua sensibilità non può non saperlo.
Sei andato a difenderci al parlamento europeo, che sollievo fu per me vedere il tuo volto amico tra tanta gente indifferente che ti credeva pazzo. Ci hai difeso perché volevano distruggerci e di fatto lo stanno facendo, in maniera più lenta.
Qui tagliano tutto e noi gente povera non ce la facciamo più a vivere, e neppure a morire dignitosamente in un dignitoso ospedale.
Adesso i compagni ti danno del venduto, ma io non ci voglio credere. Tu non ti fai comprare, tu hai la poesia nelle vene, la
​costituzione nel cuore, la ribellione nel sangue.
La illustravi, la nostra Carta, con le mani, con le lacrime agli occhi e con l’anima e io credo che nessuna somma di denaro possa cancellare una passione o un cuore che batte. Io ti riporto queste parole di un articolo di di Antonio Esposito che ho letto su Il Fatto Quotidiano il 9 febbraio 2016 “La riforma Renzi/Boschi stravolge radicalmente l’impianto della Costituzione del 1948 – basata sui fondamentali principi della partecipazione democratica, della rappresentanza politica e dell’equilibrio tra i poteri – concentra il potere dell’esecutivo, riduce la partecipazione democratica e incide sulla sovranità popolare, sulla rappresentanza, sul diritto al voto. La cancellazione della elezione e diretta ai Senatori, la drastica riduzione dei componenti – lasciando inalterato il numero(enorme) dei deputati – la composizione fondata sui mediocri politici selezionati per titolarità di un diverso mandato (i consiglieri regionali, incidono in maniera grave e irrimediabile, sul principio della rappresentanza politica e sugli equilibri del sistema istituzionale).

Come puoi tu dire SI ad una cosa del genere? Tu che la Costituzione ce l’hai fatta amare? Sentire nelle viscere?
Venivano studiosi da tutti i paesi in passati per studiare il nostro sistema che credevano una forma perfetta di democrazia.
Ci stanno assassinando e non si può stare a guardare. Ci cancellano, cancellano i diritti, cancellano la storia.
Roberto ripensaci. Fallo per me, per i miei figli, per mio padre che mi ha insegnato a combattere e ora non ha più la forza perché ci stanno togliendo la voce.
Roberto non si può restare indifferenti. Fai una conferenza stampa, dici che ci hai ripensato. Rendi la vita bella ancora una volta. A noi non è rimasto molto. Ecco, c’eri tu.
Rimani dalla parte dei giusti. La progenie dei Giusti è benedetta.

Martina, una cittadina di 32 anni passati credendo che un mondo migliore è possibile, anche grazie a te.

Autore: Martina S

Lettera per Roberto Benigni. Lettera 75.

Un commento su questa lettera a Roberto Benigni
  1. niente di più vero.

    C'era 9 anni, da lupo


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