Lettera per Sergio Castellitto
Lettera aperta di Camilla Roberto a Sergio Castellitto
“Giornata delle vittime della droga”
7 dicembre 2019,
Buongiorno Sergio Castellitto, di seguito il testo della richiesta che ho inviato al Papa
Sua Santità Francesco Casa Santa Marta 00120 Città del Vaticano
Caro Papa Francesco, sono Camilla Roberto, la mamma del giovane Antonio Mathed Eid Sayed, morto di overdose il 22 settembre 2010, dopo trenta lunghi giorni di coma. Il calvario che ho conosciuto, seduta in attesa davanti alla rianimazione, ha rafforzato in me la decisione già assunta nel precedente mese di marzo, di iniziare la mia lotta contro la droga. Era il 16 marzo 2010, giorno in cui accompagnavo Antonio in comunità per un primo colloquio, mentre l’altro mio figliolo era in carcere per spaccio, e io dissi: “ Ho deciso di lottare contro la droga “ e lui, sorridendo, disse al nostro amico che guidava che io, anche se lo avevo detto solo in quel momento, in realtà sapevo già tutto quello che dovevo fare e avrei fatto. “ Sai – disse - mia mamma non molla mai.” E ho giurato su quella bara bianca che avrei lottato affinchè nessuna madre provasse il mio dolore e il calvario della mia esistenza. Ho manifestato apertamente la mia testimonianza per educare i giovani a capire che di droga si muore o si finisce spesso in carcere e la droga non dà, ma toglie la salute, la libertà, i sentimenti, la famiglia, La Vita! A tale scopo ho lottato, lotto e lotterò finchè avrò forze. Ho fondato un”
Associazione , “Seed of Stars” ( Semi di stelle), ma è difficile fare le cose se il tuo obiettivo è educare a dire di no, a contrastare l’uso, a combattere la dipendenza dalla droga, o, come mi piace ribadire, a prevenirne l'uso.
Sua Santità,
Le ho raccontato in breve la nostra storia, parlando apertamente anche a nome di tutte quelle mamme silenziose che , come me, hanno perso un figlio a causa della droga, e, come me, sono vittime di essa, vittime come i nostri figli, additate, umiliate, giudicate, perseguitate e offese nel dolore che portiamo dentro , un dolore che si amplifica e che , secondo la morale corrente, andrebbe celato . La Società e anche le Istituzioni, non aprono ad alcun sostegno morale ,anzi, ipocritamente, ma concretamente, sottraggono di fatto a noi mamme, vittime della droga, il diritto persino di piangere i nostri figli, di vivere fino in fondo il dolore per la loro perdita, perchè è più semplice sottacere su certe tematiche. Il mio cuore, invece, mi detta di non tacere e di lottare, ogni giorno, affinchè la morte di Antonio non resti vana e il sacrificio della sua vita, il dramma in cui ha relegato la sua famiglia, siano da insegnamento, da deterrente per tutti i Giovani, che, inconsapevoli, possono cadere nella trappola del diavolo! Per questo, Sua Santità, sento di chiedere il Suo aiuto di forza, determinazione, di preghiera e di amore che mi sostenga fino alla fine delle mie forze, a perseguire il fine cui mio figlio, intimamente, ma a gran voce, mi destina. Voglia , per questa umile madre e per tutte le mamme del mondo che soggiacciono al peso della perdita, così
brutale, di un figlio, affiancarmi affinchè nell’educazione e monito per le nuove generazioni, questi Angeli smarriti e persi vivano per sempre , con la perdita della loro vita, della loro giovinezza, nell’ insegnamento e diffusione della giusta conoscenza di questo male occulto. Chiedo al Suo immenso cuore, di istituire e di vivere insieme una giornata internazionale di Preghiera dedicata alle Vittime della droga, da tenersi il giorno della rinascita in cielo di Antonio - 22 settembre - affinchè diventi un giorno di preghiera per tutti i figli uccisi dalla droga. Noi vittime della droga, siamo vittime che nessuno riconosce, siamo vittime due volte. Ogni madre che perde il figlio con la droga, che abbia il coraggio di dirlo,o, come la gran parte, di tacerlo, soffre il doppio fino alla morte. Una giornata di preghiera comune in tutte le Chiese, che metta in evidenza questa piaga sociale, può, con la voce del caro Papa Francesco, creare una spinta per i Giovani e una condanna fattiva del commercio barbaro che per l'avidità dei soldi toglie la vita ai giovani. La ripercussione di questa giornata avrà sicuramente un effetto positivo e ci aiuterà a sensibilizzare campagne informative e educative a tal riguardo. Caro Papa Francesco, le chiedo umilmente udienza per poterLe formulare la richiesta a nome di tutte le mamme
VITTIME DELLA DROGA. Fiduciosa nell'accoglimento della mia richiesta Le invio un intimo, accorato abbraccio.
Mercato San Severino,14 marzo 2018
Nasce questa mia richiesta come ha modo di leggere dalla mia esperienza personale rispetto alla morte di mio figlio e io a oggi non ho avuto nessuna risposta ma al contempo lottando da 9 anni oggi ho pensato che vorrei tanto la storia di mio figlio diventasse un film che racconta una triste storia vera, che può aiutare i giovani a capire che con la droga non si scherza!!Sarei veramente felice che lei accolga la mia proposta perchè poi la storia di Antonio è speciale e lui è apparso anche in una foto durante la fiaccolata che qui non le posso allegare!
Attendo fiduciosa e la saluto caramente
Camilla Roberto
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Autore: Camilla Roberto
Lettera per Sergio Castellitto. Lettera 34.
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