Lettera per Diego Bianchi
Lettera aperta di Antonio Scatassi a Diego Bianchi
“Dove sta la scienza ?”
30 maggio 2021,
Stimatissimo Diego Bianchi
Ignoriamo i tristissimi motivi per cui un’affermata scienziata, la senatrice a vita Elena Cattaneo, si ostini a condurre la sua surreale crociata contro l’agricoltura biologica : un po’ come denigrare le foreste, maledire le api, calunniare l’acqua pura dei torrenti di montagna. L’agricoltura biologica è l’unica agricoltura possibile e sostenibile in quanto si inserisce in maniera armonica nell’ecosistema, operando secondo le leggi naturali e arricchendo il terreno garantendo fertilità a lungo termine. Ne conseguono salvaguardia del paesaggio, mantenimento della funzionalità degli ecosistemi, sostenibilità energetica ; vale a dire, preservazione della qualità della vita e della salute umana. L’agricoltura chimica, sterminatrice del paesaggio, distruttrice della fertilità del suolo e causa di gravissimi problemi ecologici e di salute, è uno dei più grandi drammi ambientali e umani della nostra epoca. Che una scienziata di tal livello lo ignori, e dal suo prestigioso scranno possa impunemente sostenere, letteralmente, l’esatto contrario, è davvero qualcosa di incredibile e inquietante.
Ora dovrebbe essere piuttosto evidente, nel 2021, che tali tesi, (in qualunque modo le si voglia considerare, bizzarre e lugubri provocazioni o beceraggine fanatica anni sessanta) andrebbero emarginate e contrastate alla stregua di quelle dei negazionisti climatici o dei no-vax. Il fatto che, al contrario, venga offerto (ripetutamente !) alla senatrice spazio e rilievo persino su giornali civili e progressisti quali Repubblica o in seguitissime e intelligenti trasmissioni televisive, non può che essere dovuto alla scarsa cultura scientifica e naturalistica che storicamente caratterizza il nostro paese, non risparmiando intellettuali e giornalisti.
In particolare mi ha molto amareggiato vedere ieri sera la senatrice ospite di un programma intelligente e prezioso come Propaganda Live, ricevere partecipato consenso e (seppur timidi) applausi dal pubblico presente, senza che nessuno si ricordasse chi è la senatrice e le contestasse, perlomeno, la sua strenua difesa e santificazione dell’agricoltura chimica e la sua denigrazione assoluta dell’agricoltura biologica. Ultimamente, certo, vedo che la nostra, forse per sopravvenuto pudore, o forse perché ritiene di aver trovato il giusto grimaldello per screditare e infangare tutto ciò che è sano, bello e giusto a vantaggio di petrolio e chimica, rivolge i suoi strali da invasata soprattutto contro l’agricoltura biodinamica, avendo più facile gioco vista la pessima ventata antiscientifica attualmente in corso. Allora forse è utile chiarire un paio di dati di fatto. L’agricoltura biodinamica è un’agricoltura ancor più in equilibrio con l’ecosistema, ancor più rispettosa dell’ambiente dell’agricoltura biologica. Questo perché essa riesce, grazie a una particolare sinergia con il circostante ambiente naturale, e all’uso di secolari buone pratiche agricole, a fare spesso a meno anche di quella piccola parte di chimica di cui si avvale l’agricoltura biologica. I suoi prodotti sono sani e di elevatissima qualità organolettica e, francamente, squisiti. Nessuna vendita di fumo, nessun inganno dunque per il consumatore. Secondo voi, chiedo, ha dunque un qualche senso paragonare l’agricoltura biodinamica all’omeopatia, che vende fumo e inganna le persone creando anche pericolo per la salute ? Ha senso definirla in toto stregoneria, ciarlataneria, per alcune pratiche probabilmente infondate e non scientifiche delle quali si avvale, con le quali si intenderebbe fornire una ulteriore (oltre a tutte le altre buone pratiche suddette…) concimazione, che magari servirà a poco o nulla ma che non fa certo alcun danno ?? Lo capiamo vero che si tratta pur sempre di immettere nel terreno sostanze organiche (probabilmente arricchenti, o tutt’al più neutre alla fine…) e non veleni !? Ma voi, perdonate, rifiutereste di acquistare prodotti sani e squisiti da un contadino un po’ all’antica, che pratica agricoltura tradizionale (magari assediato da campi di agricoltura intensiva), solo perché la sera, danzando intorno al fuoco, benedice i suoi campi con riti pagani, o cosparge il terreno di petali di rose ? E allora, almeno per rispetto dei tanti coltivatori industriali di riso, mais, vino, frutta, che avendo tumori e morti in famiglia o tra i vicini si sono convertiti al bio con tante difficoltà e tanta dedizione; dei tanti che hanno ereditato dai padri terreni biologicamente morti e li hanno riportati alla vita (letteralmente) con l’agricoltura biologica e biodinamica ; dei tanti giovani che tornano ad abitare le campagne e l’appennino portandovi la cultura del rispetto dell’ambiente praticando l’agricoltura naturale; di quegli insegnanti che faticosamente riescono a portare gli alunni in visita nelle fattorie didattiche per far loro vedere un futuro più umano : vi prego di distinguere, di cercare di capire, come peraltro siete soliti fare così bene… Non insultiamo la loro competenza e i loro sforzi per darci una migliore qualità di vita, dando spazio e credito a tali tesi antiscientifiche e a tali personaggi. Ve lo chiedo in nome del futuro, dei giovani, della scienza, della verità. Grazie davvero per avermi ascoltato e per la qualità del vostro lavoro.
Antonio Scatassi
Autore: Antonio Scatassi
Lettera per Diego Bianchi. Lettera 4.
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