Lettera per Walter Veltroni
Lettera aperta di Guido Costa a Walter Veltroni
“Rappresentanza democratica e riforma elettorale”
4 giugno 2021,
Buongiorno Walter Veltroni,
I regimi rappresentativi, non solo nel nostro Paese, sono afflitti da molte contraddizioni proprio in un periodo storico in cui la domanda di democrazia è in aumento.
Per l’ennesima volta negli ultimi decenni è tornata alla ribalta in Italia la questione del sistema elettorale.
Come sempre il dibattito verte sulle convenienze dei singoli partiti e non sull’interesse dei cittadini e del Paese.
Appare evidente che la maggior parte degli eletti, indipendentemente dall’orientamento politico, non è all’altezza dei propri compiti, che richiederebbe come minimo di avere una visione complessiva delle cose più importanti e saper dare loro un ordine di priorità. Se anche la situazione attuale può essere considerata particolarmente drammatica, anche guardando al nostro passato (non solo recente), non si può dire che si trovino numerose eccezioni alla mediocrità imperante.
Il problema è che la complessità delle nostre società, oltre alla visione complessiva, richiede competenze specialistiche di esperti che abbiano un’idea circa i mezzi per realizzare gli obiettivi e di come dotarsene. Costoro, opportunamente affiancati da personalità del mondo della cultura e/o della scienza, potrebbero costituire il giusto mix per il nostro Parlamento.
Non abbiamo invece più bisogno di presunti “tuttologi” - ovvero di coloro che tipicamente riempiono oggi le nostre aule parlamentari - di persone cioè che, ammesso abbiano qualche competenza, sono poi chiamate nel corso di una legislatura a legiferare su qualsiasi tematica, passando disinvoltamente e disordinatamente da un argomento all’altro.
Se ne hanno la capacità, nelle condizioni in cui operano, possono al massimo fornire un contributo nelle commissioni dedicate, ma al momento del voto la pressione perché si adeguino alle direttive di partito diventa preminente: se le seguono, non fanno che portare acqua ai capopartito (si comportano cioè da “peones”), se, per intima convinzione, se ne discostano, sono tacciati di tradimento: in entrambi casi un ruolo poco decoroso.
Per ovviare a questi problemi ho cercato di elaborare una soluzione che modifica a monte la modalità della selezione dei nostri parlamentari e a valle il loro modus operandi. Ancorché mi renda conto che non sia di facile implementazione nella sua interezza, credo che anche in una forma semplificata potrebbe rappresentare una risposta al problema di fondo dei partiti di oggi, ovvero l’impossibilità di rappresentare la molteplicità delle posizioni individuali sui temi al centro dell’attenzione pubblica.
Purtroppo non ho la possibilità di allegare qui il mio elaborato, ma sarei lieto di farlo se Lei me ne indicasse il modo.
Distinti saluti.
Guido Costa
Autore: Guido Costa
Lettera per Walter Veltroni. Lettera 113.
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