Lettera per Walter Veltroni
Lettera aperta di Salvatore Troisi a Walter Veltroni
“E' bello dire ho sbagliato”
28 luglio 2019,
Buongiorno Walter Veltroni,
In un recente articolo su di un giornale nazionale ha sostenuto la tesi che occorre eliminare il partito dell'odio . Nel complimentarmi per questa affermazione ritengo che sarebbe stato corretto far precedere questo appello, condivisibile, da una sua affermszione.Ho sbagliato nel sostenere in passato ideologie che alimentavano l'odio contro persone che la pensavano diversamente per cui dovevano essere ghettizzate . L'odio non va utilizzato come strumentumregni
Cordiali saluti
salvatore troisi già ordinario di Ideologia sotterranea Fac.Ing.Unical che ha vissuto in prima persona la politica italiana sin dal primo congresso del CNL libero al teatro Piccinni di Bari
Autore: Salvatore Troisi
Lettera per Walter Veltroni. Lettera 12.
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Buongiorno Walter Veltroni,
C'era 5 anni, da Salvatore Troisiun’amica mi ha passato il suo interessante articolo La ricerca del padre perduto pubblicato sul Corriere della Sera del 16.9.2021 in quanto sa che è un argomento che mi sta molto a cuore in quanto vissuto in prima persona ( con mia moglie Franca, anche lei già docente universitaria tra figli, figlie, generi, nuore e nipoti siamo in 28)
Innanzitutto mi congratulo per avere affrontato un argomento tanto attuale quanto in genere trascurato. Spero che sia solo una prima “puntata”, in quanto all’interessante impostazione di tipo prevalentemente fotografica ,con cenni personali, penso che quanto prima seguirà un articolo con alcuni suggerimenti nell’educazione dei figli nella società digitalizzata.
Su questo aspetto, la mia esperienza suggerisce che è importante tenere presente la differenza tra compiti interscambiabili ( cucinare, lavare, stirare…) e ruoli non interscambiabili ( alla madre è in generale la responsabile della “la casa”, una specie di ministro degli interni, al papà è affidato il compito di favorire l’autonomia di ciascun figlio facendo da ponte con il mondo esterno che, nonostante le sue difficoltà, è bello, è una specie di ministro degli esteri).
Anche se i contorni tra questi due aspetti attualmente sono in continua evoluzione, è importante mantenerli in quanto fanno nascere in ciascun figlio il desiderio di acquisire un proprio criterio nell’agire quotidiano che presuppone l’educazione alla libertà personale. Questa, com’è noto, è alla base dello sviluppo di capacità al dialogo, che permette la convivenza e la relazione con tutti gli esseri viventi.
Salvatore Troisi già ordinario di Idrologia Sotterranea, Facoltà di Ingegneria ,Università della Calabria, Rende di CS
Buongiorno Walter Veltroni,
C'era 2 anni, da Salvatore Troisiho letto con molto interesse il suo articolo” Social, adolescenza in rovina” sul CdS del 2 settembre u.s. ,che mi ha ricordato alcuni fatti della mia vita. Sono testimone (non maestro) del fatto che la paura è sterile e la speranza sviluppa creatività sia in campo lavorativo ( con mia moglie siamo già docenti universitari in Ingegneria Idraulica ed in Epigrafia greca) sia in ambito familiare ( tra figli, figlie, nuore, generi e nipoti siamo in 28). Come normalmente avviene , ho dovuto confrontarmi con una realtà spesso dura ( ho partecipato, dalla parte perdente, alle varie assemblee del ’68 , ai convegni del Club di Roma di Peccei, ho avuto a che fare con le BR e con il KGB sovietico…..) guidato dal “senso” da me acquisito, nelle scelte quotidiane.
Sono testimone del fatto che acquisire, con fatica ,sudore e lacrime, un proprio criterio personale nell’agire quotidiano richiede un work in progress della capacità umana per eccellenza” la libertà personale “aperta al soprannaturale.
Alla radice del problema da lei così ben esposto, secondo me, c’è la lenta identificazione di fatto, nei vari iter formativi, dell’educazione con l’addestramento all’uso di procedure fisiche o astratte, per soddisfare le richieste di mercato.
Per superare il problema, sempre secondo me, occorre partire dalla riscoperta della bellezza del “dialogo”, come definimmo con il compianto Gennaro Lomiento nel 2006, : “Noi possiamo scambiarci informazioni per collaborare al meglio, ma non é dialogo; noi possiamo mettere a confronto le nostre opinioni in una discussione, in una disputa, ma non é ancora dialogo. Solo se riusciamo a ‘comunicare’ il senso di quello che facciamo, il valore delle cose che trattiamo, allora è dialogo. Comunica chi manifesta il motivo di quello che fa. La bellezza del proprio impegno: realtà intime che si manifestano solo a persone amiche che comprendono e condividono , nel profondo lo stesso amore per la vita ,lo stesso servizio”.
Se vincendo la noia è arrivato a questo punto della lettura ,le porgo distinti saluti ed auguri per il suo lavoro
Salvatore Troisi