Lettera per Walter Veltroni
Lettera aperta di michele pansera a Walter Veltroni
“Shakul ”
15 aprile 2022,
Buongiorno Walter Veltroni,
leggo oggi sul corriere il suo articolo circa la morte in motorino di Kri, figlio di Katia Tarasconi,
Con molto tatto, Lei dice che Kri, “se ne è andato dalla vita a bordo di un motorino”. Mi rendo conto che per un genitore la morte di un figlio è qualcosa contro natura, ci si aspetta che prima o poi si accompagnino i genitori a nuova vita, ma mai e poi mai il contrario. Da giovani, si è orfani, con l’età che avanza, non si parla più dell’essere orfani, ma di genitori che se ne sono andati, sono mancati. Le lingue anglosassoni, spesso meno ricche di quelle latine di termini e verbi, non prevedono un verbo che definisca il contrario di orfano, cioè non hanno una definizione per un genitore che perde un figlio. Anche in italiano, francese, spagnolo, tedesco e neppure in Russo, non esiste questo termine, non c’è un verbo che definisca questa innaturale situazione.
Credo che solo la Bibbia riporti un verbo che definisca tale strazio, è un verbo che ha maschile e femminile.
Shakul è il verbo che definisce un genitore che perde un figlio (Av Shakul) o una figlia (Em Shakula). Sin dal vecchio testamento questo verbo esiste, è pure l’ebraico moderno lo contempla. Mi fermo qui, anche se con un po’ di stupore so che l’altro è fatto di perdere un figlio, ha definizioni ben precise pure in arabo.
Le auguro una buona Pasqua, la auguro anche a Kris, a sua madre Katia e a sua sorella Rebecca.
Pasqua è resurrezione, anche per Kris.
Autore: michele pansera
Lettera per Walter Veltroni. Lettera 141.
Celebrità > W > Walter Veltroni > Lettera 141 > scrivere