Lettera per Walter Veltroni

Lettera aperta di Michele Mussap a Walter Veltroni
“Celebrare la memoria non serve se non si usa nel presente”

25 gennaio 2025,

Buongiorno Walter Veltroni,
quanto sto per dire potrebbe essere frainteso se letto frettolosamente, ma assicuro che i miei pensieri non sono per nulla ostili al giorno della memoria. Si tratta di una ricorrenza essenziale perché ricordare ciò che è successo è vitale. Tuttavia, è del tutto insufficiente, non basta. Non basta continuare a parlare di fascismo, di Mussolini, fare manifestazioni di piazza ed eventi commemorativi se poi ci si gira dall'altra parte quando si vedono immagini odierne che fanno capire quanto sia a rischio la libertà. Celebrare il passato diventa demagogico e sterile. Ma perché non indignarsi e fare qualcosa, dire qualcosa di forte nel vedere le immagini di messicani incatenati, dico incatenati, rispediti dal neo presidente USA nel loro paese? E che ricaduta hanno gli atteggiamenti di questo individuo sulla nostra società, sulle nostre scelte politiche? Ci sentiremo autorizzati anche noi a rimpatriare in catene i migranti? Pensiamo a come Salvini, per fare un esempio, possa prendere esempi di questo tipo. E possibile che nessuno, dico nessuno di quelli che possono parlare ed essere ascoltati abbia espresso inquietudine per i discorsi di Trump, per le persone di cui si è circondato come Elon M. ed altri che solo a vederli ci prende una sorta di angoscia mentre ci chiediamo dove (ci) porteranno? Lo sa Walter che se gli USA escono dal WHO perdiamo un pezzo di libertà, oltre che di tutela sanitaria? Lo sa che i miliardari di cui si circonda Trump possono minare le libertà più elementari attraverso il controllo totale del web? Caro Walter, le democrazie e le libertà sono in pericolo, regini autoritari sono sempre più presenti nel mondo e moltissimi paesi non hanno la libertà. Non possiamo pensare di difendere la democrazie e la libertà celebrando l'antifascismo e parlando di Mussolini. Noi che ancora siamo in un paese libero, perché continuiamo a parlare del passato e non ci mobilitiamo sul presente? Ricorda come andò al potere Hitler? Ma la storia non ha insegnato qualcosa? E' nell'indifferenza che cresce il germe dellle dittature. Santo cielo, ma perché non chiedersi perché l'Europa sta diventando destrorsa, ma nel peggior senso del termine, perché non analizzare le motivazioni dei popoli che votano sempre più a destra e iniziare un percorso che conduca ad una vera riforma della democrazia. I cani sciolti che popolano i social di insulti e minacce non sono una piccola minoranza da trascurare, ma l'espressione di malesseri sociali sempre più diffusi che le attuali politiche non riconoscono. Caro Walter, vale proprio così poco la vita degli iraniani o dei coreani del nord o di altri cittadini vessati dalle dittature? Sa a loro quanto può importare di Mussolini che oltre 100 anni fa prese il potere in Italia? Facciamo qualcosa, torniamo a parlare di cultura nelle scuole, nei media, è nei libri e negli scritti di grandi personaggi (Ingrao, Nenni, Riccardo Lombardi, ma anche altri di centro come Moro e tanti altri) che si troveranno le soluzioni. Sensibilizzare su chi e cosa mina le nostre libertà e le democrazie senza dimenticare la storia è la parola giusta, non celebrare il passato. Con profonda stima.

Autore: Michele Mussap +

Lettera per Walter Veltroni. Lettera 260.

Nessun commento su questa lettera a Walter Veltroni


HTML autorizzato: <b> <i> <a> :-) ;-) :-( :-| :-o :-S 8-) :-x :-/ :-p XD :D



Celebrità > W > Walter Veltroni > Lettera 260 > scrivere