Lettera per Walter Veltroni
Lettera aperta di roberto sbolci a Walter Veltroni
“Prima la salute!”
6 dicembre 2020,
Buongiorno Walter Veltroni,
Prima la salute!
“Prima la salute”! Quante volte abbiamo sentito pronunciare, o pronunciato noi stessi, queste tre parole nel corso di questo “annus horribilis”. Il 2020 p.C.n. sarà ricordato insieme ad altri rimasti memorabili per essere stati colpiti da storiche pandemie. Ce ne sono state di molto importanti: 1348 la Peste nera (nel mondo 50M di morti), 1630 La peste manzoniana (1,1M di morti solo nell'Italia settentrionale), 1918 La Spagnola (oltre 30M di morti nel mondo), 1957 L'Asiatica (oltre 1M di morti nel mondo).
Anche questa volta, ad oggi, con il virus COVID-19 ancora virulento, le vittime nel mondo hanno già superato il milione. Ai superstiti non rimarrà che curarsi le ferite ad un costo così elevato che non tutti saranno in grado di sostenere.
Certo, come dicevo, “la salute prima di tutto il resto”! La salute è un bene prezioso. Ignorarla sarebbe imperdonabile e andrebbe contro al nostro dettato costituzionale che, all'art. 32, così si pronuncia: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”
Difendere la salute pubblica è cosa sacrosanta! Naturalmente, si sottintende, che nessuno si azzardi a mettere in discussione le cose che ci siamo già assicurate. Mi riferisco ad un tetto che ci ripari, alla tavola sobriamente imbandita, ad una rendita che ci tranquillizzi sul nostro futuro o ad una congrua pensione per ci permetta di tirare avanti dignitosamente.
“Prima la salute!”, non c'è dubbio. La salute viene prima della “settimana bianca”, della crociera nei mari più suggestivi del pianeta, del cinema o del teatro e prima dei pranzi con la cerchia degli amici più cari. Ma anche prima della discoteca, della movida e di tutti i sollazzi vari. Quando ci sono sacrifici da fare siamo un popolo compatto e nessuno si tira indietro!
Almeno così mi sembrava, invece questa rassicurante e generosa visione delle cose ha (udite!) dei detrattori! Sembra impossibile, ma qualche pazzo che pedala contro corrente c'è sempre, in ogni occasione! Questa volta è gente, per lo più, catalogabile fra quelle che una casa di loro proprietà non ce l'hanno, ma non hanno nemmeno qualcosa da dare da mangiare a moglie e i figli. Alla maggior parte di queste persone è stato proibito di svolgere il proprio mestiere oppure il lavoro l'hanno perso perché l'azienda dove lavoravano è stata obbligata a chiudere o, peggio ancora, perché la crisi l'ha portata sull'orlo del fallimento. Di questo gruppo di persone fanno parte anche coloro che si lamentano per non aver ancora incassato la Cig (vedi l'articolo appena citato della Costituzione) senza nemmeno conoscerne le ragioni o sapere a chi è riconducibile la responsabilità.
In questi casi (... e ce ne sono tanti in tutte le parti del mondo) quel nostro slogan “Prima la salute” pare non abbia avuto molto successo. La cosa viene spiegata col fatto che quella fetta di popolazione crede d'essere di fronte ad un 'alternativa e non sappia scegliere da quale parte stare : è preferibile correre il rischio di beccarsi il virus, continuando ad andare a lavorare sia pure con le dovute cautele, ma intanto tirando avanti, oppure è meglio vivere nella disperazione e andare in silenzio verso un sicuro stato di indigenza?
Fanno bene i “media” a non parlare di queste scomode situazioni. Meno ne sappiamo e meglio è. Noi abbiamo già le nostre preoccupazioni, e poi, comunque vadano le cose, non permetteremo mai che ci siano persone che hanno arbitrariamente scelto di andare a lavorare con il rischio di contaminarci tutti!
Tutt'al più, se la situazione dovesse proprio degenerare, (faccio un esempio: se le nostre pensioni venissero ridotte o sospese sia pure temporaneamente), in quel caso saremmo anche disposti a ritornare sull'argomento.
Così vanno le cose.......!
Autore: roberto sbolci
Lettera per Walter Veltroni. Lettera 86.
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