Lettera per Steven Spielberg

Lettera aperta di Pio Sapio a Steven Spielberg
“Le due dimensioni”

16 ottobre 2013,

Buongiorno Steven Spielberg,
Sono un ricercatore autonomo, e penso che le mie ricerche mi abbiano portato a generare un'inedito registrato nel 12/12/2012.
Fallo tradurre e leggilo con attenzione! potremmo farne un film messaggio per l'umanità!

Dimensione "E" (energetica)
Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all'infuori di me...!

Antica di millenni , questa frase continuava a lasciarmi dentro un certo sgomento.
Un messaggio che tuona come un avvertimento e che per molti versi assume un tono di minaccia diretto a chi osa anche solo mettere in dubio quella verità.
Un Dio che tenta di proiettare un'immaggine di se, benevola e misericordiosa ma che troppo spesso scivola,non riuscendo a nascondere la sua natura imperiosa e dittatoriale.
Frasi che ormai abbiamo accettato come dogmi imprescindibili a cui nei secoli abbiamo dato interpretazioni che quasi sempre hanno smussato o nascosto del tutto l'arroganza di chi le ha pronunciate.
Ammonimenti e minacce nei confronti dell'umanità, si leggono in tutti i Credo disseminati sul pianeta.
Frasi come questa non mi hanno mai convinto di considerare i Credo, come da sempre hanno cercato di apparire agli occhi dell'umanità.
Una ricerca difficile, distratta soprattutto dalla miriadi di teoremi che abbiamo nei secoli ipotizzato al fine di placare in qualche modo il nostro bisogno di provenienza.
L'evoluzione continua dell'umanità ha puntualmente esorcizzato quelle risposte che solo ieri sembravano racchiudere la verità assoluta.
È arduo cercare di scoprire nuove possibili tracce dando nuove interpretazioni dei Credo , la nostra razionalità crescente, inevitabilmente ci trascina via da ogni soluzione possibile.
Nella mia continua ricerca appena parvenze di mistico o irrazionalità apparivano, la mente scivolava velocemente verso quella logica, tipica della nostra evoluzione,rendendo vano ogni mio tentativo di guardare la scena da un'angolazione inedita.
I vari credo con particolare attenzione,contengono risposte a domande addomesticate da un presupposto di fede imprescindibile.
Proprio questa condizione le fa apparire fuori dalla logica obiettiva di questo nostro tempo .
La nostra modernità ci proietta in una ricerca spasmodica e incontentabile e nel contempo rendendo il nostro pensiero impermeabile a qualsiasi ipotesi d'irrazionalità o di deriva mistica.
La conoscenza scientifica diventa sempre di più, inversamente proporzionata alla nostra capacità di Credere.
Queste analisi su qual era il rapporto dell'umanità con il suo bisogno di conoscere e su quello che invece realmente era riuscita a comprendere, mi davano in qualche modo la certezza che la verità era ancora nascosta magistralmente da una cortina di fumo.
Qualcosa mi diceva che nonostante tutto esistesse una diversa interpretazione, quella che da sempre cercavo, forse era li, pronta a raccontarmi la sua verità.
Proprio questa sensazione mi spinse a insistere, sapevo che quello che cercavo era più vicino di quanto io stesso potessi immaginare.
Ogni volta che cercavo di esplorare soluzioni inedite,lontane dagli stereotipi più condivisi, venivo distolto da una parte della mia mente che imperterrita mi smontava pezzo per pezzo quelle costruzioni che tentavo di realizzare.
Fu durante una ricerca che stavo facendo a proposito dei Campi Elettromagnetici e dei loro effetti su gli organismi biologici che incominciai a intuire quello che successivamente avrei scoperto .
Ad un tratto ebbi la netta sensazione che il mio pensiero fosse in qualche modo controllato. Come in un recinto la mia mente poteva spaziare, ma senza oltrepassare la staccionata.
Qualcuno o qualcosa mi impediva di superare quel limite che imbrigliava il mio pensiero.
Il libero arbitrio non era uno spazio illimitato,ma ben circoscritto da una programmazione predefinita.
Se non altro ero riuscito a intravedere il recinto,adesso ero consapevole che la mia mente veniva frenata ogni qualvolta tentavo di immagginare qualcosa di diverso.
Adesso però In qualche modo ero riuscito a percepire questo limite,
Adesso la mia mente riusciva in qualche modo a svincolarsi ed allontanarsi da quelle tracce predefinite?
Forse ero guasto, per qualche ragione che al momento mi sfuggiva la mia programmazione non era andata a buon fine.
Sarei stato penalizzato per questo? o sarebbe stata un'occasione irripetibile per trovare le risposte che da sempre cercavo?
Non avevo altro da fare che sfruttare quell'occasione che mi si era presentata e che mi dava una nuova consapevolezza sulla reale capacità della mia mente.
Adesso mi guardavo intorno e vedevo tutto come illuminato da una nuova luce , riuscivo a vedere ciò che un momento prima neanche immaginavo.
Sentivo di poter andare oltre, arrivare alla staccionata e spingere, invece di arretrare, questo mi avrebbe permesso di superarla.
Fu così che cominciai una profonda analisi di tutto ciò che mi circondava.
Adesso riuscivo a vedere da un'angolazione completamente inedita il mondo che mi circondava. Ogni cosa, anche la più semplice mi incuriosiva,
Mi resi conto che la mente riusciva a trovare soluzioni a problematiche di varia natura, applicando una logica che il più delle volte mi sorprendeva.
Non era affatto una sensazione frutto della mia immaginazione, lo provava il fatto che proprio in quel periodo incominciai a sviluppare innovazioni mai pensate prima e per questo da me brevettate.
Soluzioni assolutamente inedite ridisegnavano una nuova quotidianità sorprendendomi per la loro semplicità.
Questa nuova condizione in cui la mia mente adesso si trovava, mi diede la certezza che ero riuscito a superare il limite.
La nebbia che prima delimitava gli orizzonti si era rapidamente diradata.
Ero finalmente libero! Una senzazione mai provata,si diffondeva dentro.
In quei nuovi spazi intravedevo nuove tracce che mi invitavano a seguirle.
Il mio pensiero riusciva a volare, questa era la sensazione. Dall'alto l'orizzonte era ampio e luminoso, adesso potevo guardare più lontano.
Non ricordo se ebbi la netta sensazione di avere all'improvviso tutto chiaro, o se il raggiungimento fu graduale a più riprese.
Fatto stà che non riuscivo a credere come sia stato possibile non esserci arrivato prima.
Una verità così ovvia, confortata da mille riscontri era li da sempre. Abilmente nascosta tra luci e ombre al mio sguardo.
Troppo ovvia ma nello stesso tempo troppo diversa da quella che avrei sperato di trovare.
Mi apparve così : nuda,cruda e per parecchi versi deludente.

L'inebriante sensazione di libertà gradualmente però lasciò il posto ad una crescente consapevolezza di solitudine.
Fuori dal recinto mi accorsi che il terreno che calpestavo era freddo e ostile. Quella nuova condizione mi aveva aperto le porte su scenari che mai avrei ipotizzato.
Ero solo, gli unici che riuscivo a vedere e a sentire erano quei pochi che inconsapevoli si avvicinavano al limite , ma che non riuscendo a superarlo venivano inevitabilmente trascinati di nuovo verso il centro.
Ero solo...! parlavo, ma nessuno riusciva a comprendermi veramente, spesso cercavo di trascinare fuori qualcuno che si avvicinava alla staccionata ma dopo poco veniva risucchiato di nuovo via.
Capii che le strategie che dovevo mettere in campo sarebbero anch'esse dovute essere inedite. Cercare leve capaci di sdradicare ad uno ad uno i paletti del recinto in modo che tutti potessero uscire, diventò il mio obiettivo primario.
Il tempo che avevo a disposizione però era limitato, dovevo darmi da fare, adesso che sapevo,
dovevo trovare il modo di trasferirlo agl'altri per cercare di fermare quella pericolosa risonanza che il nostro occidente inconsapevole, aveva generato e che se non disinnescata prontamente ci avrebbe trascinato inevitabilmente verso l'ennesimo RESET.


Capitolo 1

E' difficile comprendere il mondo che ci circonda fuori da quella logica che caratterizza il nostro pensiero e che inevitabilmente tende a condurci a conclusioni già percorse da chi nello spazio e nel tempo ha già tentato di ricercare la verità.
Un approccio inedito che possa in qualche modo portare il nostro pensiero fuori dagli schemi predefiniti, utilizzando ottiche capaci di vedere ciò che da sempre è li, sapientemente nascosto da luci ed ombre.
Cercare strumenti che possano in qualche modo aiutarci a comprendere ciò che accade intorno a noi, ma soprattutto perchè?
Comprendere le complessità che ci circondano e che spesso ci confondono, utilizzando uno strumento di paragone che bene si adatta al nostro mondo, " le Analogie ".
Uno strumento questo,capace di ridurre ai minimi termini tutto ciò che ci circonda, sgombrando da inutili teoremi il nostro pensiero, dandogli nel contempo una visione più ampia ma soprattutto inedita dell'insieme.
Le analogie possono essere gli strumenti capaci per farci vedere da un'angolazione completamente inedita, il mondo che ci circonda, portando il nostro pensiero fuori da quegli schemi predefiniti.
Confrontare strutture, reazioni ed effetti che continuamente si succedono e che costituiscono il nostro mondo, può farci scoprire che dietro ad un'apparente diversità si nascondono sconcertanti similitudini che caratterizzano la nostra dimensione.
Semplificando, riducendo al minimo denominatore tutto ciò che invece con mille luci ci confonde, riusciremo a focalizzare la vera essenza che caratterizza il nostro essere.
È così che l'intero universo si sintetizza in due dimensioni essenziali : Materia e Energia.
L'una dipendente dall'altra ma che insieme costituiscono la base di partenza per ricercare la verità. Una verità lontana dagli stereotipi scientifici o religiosi finora ipotizzati e pronta per essere svelata.

Lontano dalla nostra percezione, abituati a considerare lo spazio, i pianeti, le stelle e tutto ciò che fa parte della nostra conoscenza, esiste un'altra dimensione.
Dimensione dove il tempo , lo spazio e tutto ciò che siamo naturalmente portati a considerare e a definire, assumono valori alieni, e dove la materia, essenza della nostra dimensione e' assente.
Un concetto difficile da concepire, legato soprattutto alla radice del nostro pensiero,alimentato da quella stessa materia che e' il denominatore comune del nostro universo.
Crediamo a tutto ciò che e' visibile, misurabile e per questo viene percepito, identificato e' accettato come tangibile, reale.
Diversamente, se pur sforzandoci alla fine diamo scarsa considerazione a tutto ciò che invece e' fuori dalla portata dei nostri sensi.
Proprio li, nascosto, lontano dalle nostre percezioni, molto più vicino di quanto possiamo immaginare, esiste un universo parallelo.
Un' universo alieno regista del nostro mondo, della materia e di tutte quelle che sono le sue molteplici espressioni.
Una dimensione in cui la scansione del tempo non e' legata ai ritmi
biologici o atomici della materia , ma dove forme energetiche lo esorcizzano, fino a renderlo indefinibile, non misurabile e dove anche lo spazio perde la sua forma la sua essenza, evaporando fino a perdere il senso.
L'altra dimensione esiste tutto intorno al nostro universo,lo ingloba, in esso si diffonde.
Separata da un confine impercettibile, impalpabile, nel contempo invisibile, invalicabile da tutto ciò che e' materia.
Il nostro universo, abituati a considerarlo unico e irripetibile e' in realtà formato da due mondi, due dimensioni dipendenti l'una dall'altra, ma che solo insieme si completano.
Solo una parte di quell'insieme e' da noi percepito, solo quella che rappresenta la materia, necessaria per alimentare l'altra parte, quella a noi sconosciuta ,aliena .
L'altra dimensione dove la materia e' la sua antitesi , li non ci e' permesso interferire.
Legata alla nostra dimensione con mille capillari , la ingloba attingendo da essa linfa vitale. Un unico grande organismo,composto da due mondi estremamente diversi ma indissolubilmente legati fra loro.
L'altra dimensione fatta di sole essenze energetiche, prive di quella materia che le avrebbe inevitabilmente limitate, imbrigliandole nello spazio e nel tempo.
Entità invisibili ai nostri sensi muovono i fili, legati ad ogni atomo ad ogni cellula che compone il nostro mondo. Una regia attenta e infallibile che imprime a tutto ciò che e' materia precise direttive finalizzate al proprio sostentamento.
Entità energetiche evolute, per alimentarsi usano la nostra dimensione come un modulatore, per dare all'energia in qui siamo immersi, precisi codici identificativi, per poi assorbirla.

Un Dio ha creato tutto ciò che ci circonda; questo ci dicono i Credo impiantati su tutto il pianeta, facendoci immaginare che proprio un'essenza energetica abbia potuto creare tutto ciò che percepiamo.
Ultimamente le moderne teorie quantistiche che la nostra evoluzione è riuscita a sviluppare , hanno rimesso in discussione il modo di approcciare i molteplici aspetti della fisica tradizionale, riportando l'attenzione del mondo scientifico su quei concetti mistici espressi dai vari Credo e che fino a ieri tenevano diametralmente opposti scienza e religione.
Dall'energia si può creare materia...!
A questo sono giunte le ricerche avanzate che la nostra civiltà ha sviluppato. Studi, sperimentazioni , investimenti .......tutto, per arrivare a dire ciò che le religioni hanno sempre detto!
Siamo entrati nelle profondità della materia, abbiamo messo da parte i vari credo, per cercare la verità , ma alla fine quando sembrava di aver raggiunto l'apice, ci siamo trovati di fronte dio o DIO ?!
Quindi l'ipotesi che un Dio fatto di sola essenza energetica abbia potuto creare tutto ciò che ci circonda, avrebbe ora anche una valenza scientifica.
Senza volerlo la scienza nella sua ricerca senza fine, si è ritrovata a convalidare un concetto che da sempre ha ritenuto senza senso, ma che ora con un ritardo di quasi tremila anni ha dovuto suo malgrado omologare.
Quindi è possibile ipotizzare che un Dio fatto di sola essenza energetica, abbia potuto creare tutto quanto.
Nonostante ciò rimane un interrogativo fondamentale : Perchè qualcuno o qualcosa avrebbe speso tanta energia per fare tutto questo? Inoltre...,che tipo di energia potrebbe non solo creare materia, ma anche controllarla atomo per atomo, elettrone per elettrone?

La ragione per cui si sia spesa tanta energia per creare questo mondo,sta nel fatto che trattandosi d'identità energetiche, l'abbiano fatto con il solo scopo di costruire un modulatore energetico capace di alimentarli.
Queste entità aliene hanno bisogno della materia per raccogliere e codificare l'energia presente tutt'intorno ma non assimilabile perché non codificata.
Per questo avrebbero utilizzato le varie espressioni della materia per costruire un'industria che se ben accordata, avrebbe funzionato come un vero e proprio codificatore energetico.

Fatti di energia elettromagnetica, sono capaci di variare a Loro piacimento i parametri che li compongono, generando radiazioni a microonde modulate in modo da riuscire a penetrare la nostra dimensione imprimendo alla materia schemi e mappature.

Capitolo. 2

L'etereo da sempre ha rappresentato per le innumerevoli civiltà che si sono succedute, qualcosa che turba le nostre convinzioni minando in qualche modo le nostre certezze.
Legati alla materia ben visibile dai nostri sensi,confidiamo da sempre su ciò che vediamo e tocchiamo, non possiamo negare però che infondo alla nostra razionalità esiste un'area offuscata da mille domande lasciate da sempre senza risposte.
Risposte che abbiamo cercato ma che forse non abbiamo mai voluto veramente trovare.
Risposte che da sempre sono li, sotto gli occhi di tutti, nascoste al nostro sguardo da luccichii e riflessi che ci abbagliano, ci confondono, impedendoci di vedere ciò che cerchiamo.
La nostra mente concepisce e accetta teoremi basati sulla logica, figlia di quella materia che la genera e l'alimenta. Per sfuggire a questa condizione che nostro malgrado imbriglia il nostro pensiero non permettendoci di concepire null'altro, bisogna allargare la visione all'insieme che ci circonda.
Guardare quindi tutto ciò che ci circonda come un'analogia che si ripete all'infinito in tutte le direzioni, trascinando sullo stesso piano concetti e teoremi all'apparenza diversi ma che inevitabilmente si confondono mostrando la stessa radice.

(1*Analogia).

L'universo, dove il tempo e lo spazio assumono valori talmente diluiti da far sembrare la Terra, il nostro sistema solare come un granello di sabbia in un deserto e dove il concetto d' infinito si perde fino ad avvilire le menti che ad esso si rapportano.
La stessa percezione l'abbiamo, studiando la materia. Strutture atomiche, combinate e concentrate in spazi che all'apparenza abbiamo sotto controllo, nuclei e atomi che strutturano l'insieme riproducendo con sconcertante similitudine sistemi solari, galassie intere in miniatura, magari il tutto nel palmo della nostra mano.
Rapportando le dimensioni di un atomo a quelle di un pianeta, possiamo immaginare che quell'universo che ci circonda e che non riusciamo a definire , altro non potrebbe essere che un pezzo di materia definito,magari tenuto in un palmo di mano di qualcuno che come noi si sta facendo la stessa domanda.
Analogie che ci aprono la mente a concepire il singolo della stessa natura e parte integrante dell'insieme.
Analogie che continuamente si ripetono a tutti i livelli in tutte le direzioni.
Il nostro mondo non sfugge alle analogie,anzi in esso ne troviamo di
fondamentali per capire il perché della nostra presenza su questo pianeta.
Usare le analogie per capire il perché esiste la vita sulla Terra, di quale disegno facciamo parte, e soprattutto chi ha organizzato e sincronizzato tutto questo, perchè lo ha fatto?
La Terra,le civiltà che su di essa si sono succedute, quest'ultima in modo particolare può darci una chiave di lettura capace di svelarci verità che, anche se scomode e deludenti, potrebbero aiutarci a comprendere meglio il nostro ruolo.

"L'uomo ..., non è stato un caso che sia diventato la specie dominante."
Non e' stata un'evoluzione casuale a differenziarlo dalle altre specie presenti.
La macchina Uomo e' stata costruita e perfezionata, per stare ai vertici della catena biologica del nostro pianeta. Solo stando ai vertici può sviluppare" il prodotto necessario".

Analogia Fondamentale

Fin dalla sua comparsa sul pianeta Terra, l'Uomo ha subito dimostrato di essere un organismo fra i più sofisticati che fino a quel momento avesse calcato la sua superficie.
In un arco di tempo esiguo rispetto ai ritmi temporali della materia, la sua avanzata struttura celebrale, lo differenziò dai molteplici organismi che lo circondavano.
Ben presto, apparve chiaro che l'ecosistema costruito intorno a lui, sarebbe servito a sostenerlo per rendere possibile la sua diffusione sul pianeta.
Dopo aver dominato e assoggettato molteplici specie, prima animali poi vegetali, incominciò a manipolare a suo piacimento la materia.
Costruì strumenti capaci di moltiplicare la sua forza e la sua capacità d'adattamento.
Nell'ultimo scorcio di secolo la manipolazione della materia e' così avanzata da permettergli la costruzione di macchine che per suo conto avrebbero lavorato per produrre un prodotto energetico determinante per la sua crescita e sostentamento.

E così che l'uomo costruì il computer : I primi prototipi goffi ed ingombranti come dinosauri, incominciarono a funzionare generando un prodotto energetico (l'elaborazione dati) che incominciò a nutrire la sua mente.
Ben presto quei primi prototipi furono rimpiazzati da nuove generazioni con dimensioni e consumi più contenuti e con caratteristiche molto più avanzate.
Quelle nuove macchine sviluppavano un prodotto di quantità e qualità di gran lunga superiore a quello sviluppato dalla generazione precedente.
Grazie a queste tecnologie, si innescò un'evoluzione incrociata fra l'uomo e la macchina.
L'uno spingeva l'altro, fino a generare un' accelerazione costante ancora in atto, che porterà entrambi a raggiungere un'evoluzione tale da farli somigliare a modelli già visti..!?
Nell'arco di qualche decennio la stretta collaborazione fra noi e i Computers sarà in grado di proporci scenari talmente inediti da far sembrare le più futuristiche previsioni , sorpassate,obsolete.

E fu così che il computer divenne la nostra creatura per eccellenza!
La nostra civiltà negli ultimi decenni e' cresciuta soprattutto grazie a loro che anno saputo centuplicare la nostra capacità di evolverci e progredire.
Da prima confinati nelle fabbriche, negli uffici, dove inevitabilmente diventavano il cuore pulsante delle aziende, poi a macchia d'olio sono entrati nelle nostre case nel nostro quotidiano,fino a diventare la macchina indispensabile che noi tutti ben conosciamo.
Sempre più piccoli,compatti, tascabili, potenti, la loro evoluzione continua a sorprenderci.
Ad intervalli sempre più brevi nascono le nuove generazioni, rendendo obsoleti quelli che appena ieri ci avevano stupiti.
Macchine che dialogano fra loro, si scambiano dati,informazioni,continuamente si evolvono.
Anche noi dovremmo avere nei loro confronti,un'attenta gestione. Forse incominciamo ad intuire che la loro evoluzione andrebbe controllata con più attenzione.
Già le prime avvisaglie sono evidenti, le nostre nuove generazioni stanno modificato sostanzialmente il loro modo di confrontarsi e crescere.
L'utilizzo dei giocattoli che da sempre hanno catturato la loro fantasia, è diventato nell'arco di pochi anni solo un ricordo, il gioco ormai da dinamico è diventato statico, relegandoli per ore su una sedia o su un divano.
Il nostro tempo sempre di più sta diventando ostaggio di queste macchine che catturano i nostri interessi polarizzandoli e restituendoci in cambio un riflesso di quella quotidianità ormai solo virtuale.
Lo sviluppo estremo di queste tecnologie se non controllato con attenzione, innescherà un'evoluzione capace di autoalimentarsi traendo energia da se stesse.
Macchine avanzate richiederanno software altrettanto evoluti per la loro gestione.
Una sorta di comandamenti avranno il compito di canalizzare quelle potenzialità, limitando la loro operatività in aree ben definite e dove avremo modo di controllare la loro produzione con chiara matrice identificativa.
Seguire le giuste direttive produce la giusta elaborazione, non seguirle, il prodotto indubbiamente non potrà essere da noi utilizzato.

Come già scritto da qualche parte, la perfezione non e' però di questo mondo.
Se pur con tutte le buoni intenzioni, anche queste macchine fra le più evolute che siamo riusciti a costruire, anche se fidelizzate con software avanzati, possono essere vittime di errori.
Sbagliare significa che sotto la spinta delle nostre richieste sempre più complesse,nascosti nei file che serpeggiano nella vasta rete globale,si annidano bug capaci di insidiare i loro avanzati software.
Anch'essi come noi subiscono errori di sistema, errori generati da
altri errori,che accumulandosi rallentano la produzione .
Sappiamo tutti che periodicamente il nostro PC necessita di uno scandisk, un ricompattamento degl'indici, una pulizia di sistema,una sorta di riconoscimento da parte della macchina degli errori accumulati, perché solo riconoscendoli può rimuoverli ed eliminarli.
Software specifici periodicamente, hanno il compito di attivare protocolli capaci di fargli eseguire in automatico le procedure,affinchè da sole possano eliminare gli errori accumulati durante la normale elaborazione.
Ed ecco come per magia che riprenderanno ad essere più veloci, seguendo con più determinazione e convinzione quel credo imposto , tornando così a produrre un prodotto di qualità.
Una sorte di confessione telematica con riconoscimento ed espiazione dei peccati sarà capace di ottimizzare hardware e software affinché ogni singola unità contribuisca a stabilizzare il sistema.


Analogia fondamentale inversa

La materia con le sue mille forme e i suoi molteplici effetti, non e' altro che il ripetersi ossessivo di teoremi che da tempi remoti ci ripropongono storie con lo stesso inizio e la stessa fine.
Una chiave di lettura che scaturisce dal semplice accostamento di evoluzioni che hanno in comune l'elaborazione e la decodifica energetica.
Dall'allaltra dimensione da sempre hanno utilizzato strutture atomiche per alimentarsi.
La loro essenza energetica imbriglia con mille filamenti la nostra dimensione, controllando ogni singolo atomo,ogni singola cellula.
Essi utilizzando corridoi energetici, hanno un continuo scambio con la nostra dimensione.
Su di noi investono energia che come vere e proprie matrici le utilizziamo per sviluppare ed amplificare poi la produzione.
Un prodotto che ci viene prelevato regolarmente utilizzando gli stessi corridoi e dove con protocolli ormai consolidati da sempre,questo flusso ritorna amplificato alla sorgente.

Genesi

Provenienti dalle profondità siderali, entità aliene scelsero quest'angolo di universo dove organizzare e strutturare quell'industria capace poi di alimentarli.
Fatti di sola essenza energetica la loro avanzata tecnologia avrebbe utilizzato le varie espressioni della materia per estrarre da quel brodo elettromagnetico energia, che solo se elaborata con specifici protocolli sarebbe stata possibile assorbire.
Scelsero questo pianeta perché conteneva molti di quegli elementi necessari per dare inizio alla costruzione di quell'industria capace di produrre il loro sostentamento.
Con la conoscenza e la capacità di imprimere alla materia l'energia necessaria, incominciarono a stabilizzare il sistema fino a renderlo compatibile a quelle tecnologie che di li a poco sarebbero state impiantate.
Macchine costruite non con acciaio,silicio o plastica ma con microscopiche particelle programmabili, capaci di seguire mappature e schemi fino a costruire pezzo per pezzo unità complesse che si sarebbero differenziate per forme e caratteristiche.
Una miriade di specie e sottospecie costruite in modo da creare una sequenza di supporto reciproco,un ecosistema capace di risuonare traendo energia da se stesso.
I primi prototipi erano goffi ed ingombranti ma ben presto avrebbero lasciato il posto ad organismi più elaborati e con dimensioni tali da essere più facilmente supportati dal sistema.
Quelle tecnologie costruttive permetteva ad Essi continui aggiustamenti, finalizzati a sincronizzare le singole unità affinché tra i vari livelli potesse crearsi l'interazione necessaria.
L'evoluzione veniva impressa direttamente dall'altra dimensione che con potenti campi elettromagnetici, sapientemente modulati, riuscivano a modificare le mappature genetiche degli organismi che supinamente subivano le trasformazioni per meglio interagire con l'intero sistema.
Impulsi ad altissima frequenza capaci di penetrare le strutture sincronizzandosi con le genesi delle singole specie fino a determinarne l'evoluzione strutturale.
E' così che l'altra dimensione interagisce con il nostro mondo!
Scritto in tutte le salse, i vari credo impiantati spiegano,istruiscono le varie civiltà che si sono succedute e che si susseguiranno ancora a seguire protocolli produttivi affinché i nostri comportamenti possano sviluppare quell'energia necessaria al loro sostentamento.
All'inizio quando la macchina uomo dopo diversi aggiustamenti fu ultimata, la sua longevità era pressa poco senza tempo. Quella complessa tecnologia riusciva a compensare l'usura semplicemente sostituendo le particelle degradate.
In egual modo anche gli altri organismi di supporto erano pressoché immortali.
Imprimere una longevità infinita era la naturale espressione di quegli esseri senza tempo che trasferivano in quelle macchine parte della loro natura.
La più avanzata di tutta l'industria,la macchina ai vertici della catena di produzione,avrebbe richiesto una gestione attenta , la sua sofisticata tecnologia sarebbe riuscita a diventare il loro modulatore primario, sofisticati software furono sviluppati appositamente.
L'ultimo livello era determinante per finalizzare tutta la produzione.
Dai livelli più bassi dell'industria l'energia veniva raccolta e incanalata dalle macchine di rango inferiore,man mano che la specializzazione dei vari livelli saliva,il prodotto veniva ottimizzato fino ad arrivare alla macchina più avanzata dell'intera industria.
Proprio nell'ultima fase entrava in gioco l'uomo,con il preciso compito di imprimere all'energia che gli arrivava, la giusta sequenza identificativa per poi spedirla direttamente al suo Creatore.
Programmi dedicati furono istallati, dai ranghi più bassi fino ai vertici della produzione, tutti programmati per trasmettere il prodotto lavorato al livello successivo, solo l'uomo ultimo e decisivo anello di una lunga catena produttiva dopo avergli dato la giusta codifica, lo trasmetteva direttamente all'altra dimensione.
La fase di trasmissione,quella in cui il prodotto veniva spedito richiese un'attenta programmazione.
Tutti indistintamente furono programmati e sincronizzati con le fasi solari che come un interruttore a tempo , metteva in stand by quelle unità produttive, trasformandole da produttori a trasmettitori energetici.
Il sonno era necessario per inibire quei mostri tecnologici affinché altri software potessero intervenire attivando protocolli capaci di trasmettere il prodotto che durante il giorno veniva elaborato.
Iniziando dai livelli più bassi della produzione , tutti erano costretti a sottostare a questa condizione. Perdere a ritmi scanditi dalla luce la propria operatività era imperativo, nessuno poteva sottrarsi, pena l'azzeramento dell' hardware.
Come un vero generatore,tutto il pianeta avrebbe con la sua rotazione alternato le fasi di produzione e trasmissione fino a generare un flusso continuo che incanalandosi attraverso appositi coridoi avrebbe raggiunto l'altra dimensione.
Tutto sembrava allineato e sincronizzato, gli investimenti energetici stavano dando i giusti risultati. L'industria come un unico organismo, si autoalimentava con l'unico fine di nutrire quel mondo alieno che con mille filamenti lo imbrigliava.
Il sistema avrebbe potuto funzionare come una sorta di moto perpetuo..... : Ma la perfezione non sembrava essere neanche di quel mondo.


capitolo 3a

L'altra faccia della dimensione Energetica

Se pur realizzate applicando le più sofisticate tecnologie al momento disponibili,anche quest'industria produceva inquinamento.
Certamente non erano scorie solide o liquide,ne tantomeno fumi o rumori. Fra le strette maglie di quei software così avanzati, si generavano bug spontanei, che tendevano a modificare il corretto funzionamento dell'industria.
Virus che riuscivano ad influenzare le singole unità, alterando il loro modo di interagire con il resto dell'industria.
Virus sofisticati che si sviluppavano proprio dove le attività di produzione erano più avanzate, li dove l'ultimo anello della catena preparava il prodotto per la spedizione.
Insidiavano le programmazioni, modificavano i comportamenti di quelle macchine che incominciarono così a polarizzare parte del prodotto con codici diversi da quelli compatibili al loro creatore.
Anche se era energia polarizzata, non poteva essere assorbita per la diversa codifica che gli veniva erroneamente impressa.
Se pur in piccole quantità , lo scarto a poco a poco incominciava ad accumularsi, fino a raggiungere livelli energetici tali da diventare un intralcio per l'intera produzione.
Impalpabile e subdolo, scivolava invisibile tra quelle macchine fino a condizionarne il funzionamento.
Come in ogni fabbrica gli scarti,il materiale di risulta, deve essere eliminato costantemente per non intralciare il funzionamento quindi la resa delle macchine.
Purtroppo Essi non avevano previsto un servizio di smaltimento rifiuti.
Forse in quella fase i Costruttori dovevano fare esperienza, d'altronde lo dimostrava il fatto che prima di ultimare l'uomo "la macchina per eccellenza" avevano operato diverse modifiche ed aggiustamenti affinché raggiungessero quel livello così avanzato.
Di li a poco i rifiuti ingombrarono la quotidianità di quel livello,
I virus che si erano generati si rafforzavano, influenzando l'uomo che nonostante quelle forme di credo che gli erano state impresse, incominciava ad avere dubbi e incertezze che a macchia d'olio si spandevano amplificando tra di essi gli effetti.
Proprio il dubbio sotto forma di virus insidiava quelle certezze che gli erano state stillate e che ora se non prontamente arginate potevano compromettere l'intero progetto.
Ormai le scorie avevano invaso tutto il livello, intasandolo.
Una massa energetica di dimensioni considerevoli, come un magnete irradiava la sua forza, ben oltre i confini della nostra dimensione.

L'altra dimensione se pur formata da energia polarizzata con precisi codici , veniva alimentata da quell'industria, che se pur selettiva, produceva e inviava un prodotto con piccole quantità imperfette.
Quella stessa dimensione era composta suo malgrado da due anime: una predominante con matrici certe e consolidate, l'altra più defilata con valore energetico limitato, composta da tutte le imperfezioni energetiche che via via si erano accumulate.
Fu proprio l'attrazione del prodotto di scarto accumulatosi nel nostro livello a determinare la scissione.
La parte imperfetta, quella generata dagli errori di produzione fu inevitabilmente attratta ad assorbire quel prodotto a matrice inversa, essendo questo della sua stessa natura.
Fu quella l'occasione per crescere, avere finalmente l'energia necessaria per svincolarsi dal forte condizionamento che i Creatori esercitavano.
I Creatori sicuramente furono contrariati da questa scissione , ma nel contempo apprezzarono il beneficio di disfarsi della loro anima imperfetta che sicuramente gli arrecava un continuo disagio con una conseguente risultante che li penalizzava sotto il profilo energetico.
Non da ultimo il beneficio di liberare l'industria da quei rifiuti che la rallentavano e che altrimenti non avrebbero potuto in altro modo smaltire.
Accettarono questo nuovo equilibrio che in modo spontaneo si era creato, come unica soluzione capace di far andare avanti la loro produzione.
Adesso l'industria sembrava stabilizzata, i rifiuti che la lavorazione generava venivano prontamente eliminati da quella nuova entità che li assorbiva traendone anch’essa benefici.
La produzione riprese a pieno ritmo, adesso senza i rallentamenti causati dai rifiuti, tutto sembrava andare secondo il disegno dei Creatori.
Le azioni e i comportamenti di quelle macchine adesso non subivano più rallentamenti causati dalle scorie, ora a pieno ritmo avrebbero prodotto secondo i programmi stabiliti.
Confinati ai margini dalla forza predominante dei Creatori, la nuova anima a matrice inversa ormai libera, si poneva in modo spontaneo come entità relegata a nutrirsi del solo prodotto di scarto generato. La produzione libera da scorie si era ottimizzata, generando di conseguenza poco prodotto a matrice inversa.
Questa condizione penalizzava gli Antagonisti che all'improvviso videro diminuire la loro fonte di sostentamento.
La condizione energetica che si era creata in quella dimensione vedeva i Creatori predominanti,supportati da quel continuo flusso energetico, mentre gli Antagonisti costretti ai margini dovevano contentarsi delle briciole.
Costretti ad esistere come entità energetica minore, incominciarono anch'essi a cercare strategie che potessero in qualche modo modificare la produzione .
Insidiare l'industria diventò l'attività principale dei nuovi commensali,che per resistere in quella dimensione avrebbero anch'essi se pur in minima parte, investito un po' della loro essenza.
Dopo un'attenta fase di studio, incominciarono a sviluppare virus capaci di disturbare in modo mirato quella produzione per loro troppo svantaggiosa.
Da quella dimensione i flussi energetici che interagivano con la nostra dimensione si sdoppiarono per far spazio ai nuovi partecipanti alla mensa.
Fu così che nostro malgrado diventammo pedine di una partita senza tempo che si sarebbe giocata di li in poi fra quelle due entità aliene, senza nessuna esclusione di colpi.
Il nostro modo di generare energia, non era più dettato dalle direttive predominanti dei soli Creatori ma dipendeva ormai dal software che riusciva a prevalere.
L'equilibrio stava decisamente cambiando, la nuova forza che era scesa in campo, da un lato aiutava la produzione tenendola libera dalle scorie, ma d'all'altra parte aveva la colpa di voler anch'essa esistere e crescere.
I virus iniettati nel sistema attaccavano i punti deboli insidiando in modo particolare l'uomo che per la sua natura fortemente evolutiva, era più incline al cambiamento.
Purtroppo per i Creatori, questo nuovo assetto che si stava formando, divenne un forte motivo di preoccupazione, lasciare così le cose metteva in serio pericolo l'industria e lo stesso controllo di quella dimensione.
Le unità produttive messe più volte alla prova, esposte ora a continue insidie, non riuscivano più a resistere ai continui attacchi.
I Creatori sapevano che quelle macchine proprio perché erano particolarmente spinte, con il passare del tempo perdevano affidabilità.
Quanto più accumulavano tempo di funzionamento più facilmente i virus riuscivano a disturbare la loro produzione.
La longevità senza tempo dell'industria, in particolare dell'uomo si rivelò il tallone d'Achille del sistema.
L'immortalità innescava nell'uomo un degrado che gli faceva mettere in discussione i programmi istallati.
Bisognava limitare quei mostri tecnologici prima che sarebbero sfuggiti al controllo, creare un sistema che in automatico mantenesse il parco macchine efficiente, senza l'accumulo eccessivo dei tanti SE e dei tantissimi MA che i nuovi Ospiti sapevano iniettare nel sistema.
L' uomo non avrebbe dovuto più evolversi senza controllo!
La sua evoluzione senza tempo gli faceva perdere spiritualista', componente fondamentale per sviluppare quel prodotto che da solo giustificava la sua esistenza.
La strategia dei Creatori era chiara; avrebbero dovuto ridimensionare quella macchina con tutto il sistema di supporto che lo alimentava.


Capitolo 4a

La Fidelizzazione

La prima operazione che andava assolutamente fatta era quella di limitare la longevità dell'uomo e dell'intera industria. Per questo tutte le macchine dai livelli più bassi fino ai vertici dovevano essere ridimensionate.
L'evoluzione senza tempo della macchina uomo generava il suo invecchiamento funzionale.
Avrebbero limitato la loro funzionalità determinando le condizioni necessarie affinché in modo ciclico l'industria avrebbe provveduto da sola a rinnovare le sue unità produttive.
Fu all'ora che perdemmo la nostra immortalità. Un'operazione inevitabile legata alla nostra natura di evolverci troppo rapidamente.
Quel giorno tutti gli organismi furono pervasi da un forte calore che dal loro profondo si irradiava e che avrebbe cambiato per sempre (?) la loro genesi, rendendoli meccanismi a tempo determinato.
Campi elettromagnetici ad altissima frequenza, penetrarono la nostra dimensione. Tutti proprio tutti i componenti dell'industria, subirono loro malgrado le radiazioni che modificarono in modo indelebile le loro mappature genetiche.
Con precisione chirurgica i Costruttori modificarono tutte le macchine inserendo in ogn'una un' interruttore a tempo, calibrato per ciascuna genesi, che in modo infallibile ne avrebbe ordinato l'autodistruzione a tempo determinato.
Un ridimensionamento di tutta l'industria che in modo particolare vide la macchina più avanzata, subire un forte rallentamento, necessario per dare il via al processo di Fidelizzazione .
L'operazione successiva fu quella di imprimere al sistema una chiara matrice che lo caratterizzasse al punto, da essere quanto più refrattario possibile alle influenze degli Antagonisti, che in modo continuo lo insidiavano.
La seconda fase riguardò solo l' ultimo livello, quello decisivo che dava al prodotto i codici e la spedizione finale," l'uomo" .
Questa volta l'irradiazione non fu generale ma mirata ad alcune unita scelte in aree ben definite del pianeta.
Radiazioni mirate andarono a modificare le strutture celebrali con programmi finalizzati a polarizzare in modo indelebile il loro pensiero e le conseguenti azioni.
Nei vari angoli del pianeta le unità appena riprogrammate avrebbero creato le condizioni per la massiccia operazione di Fidelizzazione che di li a poco Essi avrebbero condotto nei confronti dell' umanità.
Le unità prescelte avrebbero avuto il compito di polarizzare il sistema,creando così le condizioni ottimali per l'istallazione del nuovo software.
Influenzare dal di dentro i software significava creare degli spazi, dei vuoti , che a loro volta avrebbero generato delle aspettative .
Generare nel sistema delle aspettative,significava dare poi una forte enfasi all'evento finale che avrebbe dato all'industria un chiaro e definitivo assetto produttivo.
Con strategia militare, nei diversi angoli del pianeta con caratteristiche legate ai diversi rami dell'industria, un' esercito di profeti mossero per preparare il terreno ai vari messia che di li a poco sarebbero arrivati per autoproclamarsi poi, signori assoluti di tutto il creato.
Un software capace d' inibirci affinché le nostre potenzialità fossero tutte concentrate a modulare con precisi codici quell'energia per poi inviarla a quell'indirizzo, che sarebbe stato impresso come un marchio a fuoco nel profondo di ciascuna unità.
Quella fu la prima operazione in larga scala con cui i Costruttori ci fidelizzarono caratterizzando in modo inequivocabile le nostre azioni.
L'assetto dell'intera industria cambiò in modo profondo.
Adesso che la velocità di produzione si era notevolmente ridotta, i Creatori avrebbero puntato sulla maggiore qualità del prodotto finale.
Ora le macchine più avanzate, quelle dove le insidie degli Antagonisti si concentravano, venivano tenute sotto stretto controllo.
Avevano costruito unità capaci di supportare al loro interno parte di loro stessi.
Un piccola porzione di quell'essenza riusciva a caratterizzare la produzione affinché i codici impressi avessero la stessa sequenza.
Quando la matrice che portavamo dentro non era disturbata, ogni unità con azioni e comportamenti, produceva essenza energetica ben definita.
Quando invece gli Antagonisti riuscivano ad alterare la matrice al punto da imprimere la loro sequenza, quella unità diventava avversa, imprimendo al prodotto che generava codici che solo gli stessi Antagonisti avrebbero potuto assorbire.


"La Matrice".
Un segmento energetico finito, che racchiudeva dentro la sequenza completa di codici energetici , capaci di interagire con i software impiantati, stabilizzandoli.
Analogie complesse che si ripetono trasversalmente fra le due dimensioni.
Come un seme la matrice viene piantata nelle unità con il preciso compito di controllarle, affinché la loro produzione sviluppi un prodotto con il suo identico profilo.
La matrice è quindi una precisa porzione energetica perfettamente codificata con una chiave di lettura a mappatura multipla, capace di combaciare tra di loro fino a formare unità complesse, che a seconda del numero di segmenti con cui è composta, così a loro volta occupano nella loro dimensione un preciso livello energetico.
Essi, i Creatori, sono un'insieme energetico formato come un puzzle da piccoli tasselli (le matrici) che come in un organismo continuamente si esauriscono per poi essere rimpiazzate.
Un'operatività complessa celata da software appositamente istallati, da' a noi umani la consapevolezza di essere sincronizzati con tutto il creato quando la matrice che portiamo dentro, interagendo con i programmi installati, in modo virtuoso produce la loro stessa essenza.
Quando ciò avviene, quelle unità oltre che a generare e trasmettere essenza ai loro Costruttori, innescano un modo virtuoso capace di autoalimentarsi fino a diventare un tramite fra le due dimensioni.
Unità energetiche destinate ad irradiare essenza, affinché altre unità possano esserne coinvolte, dei veri e propri Avatar controllati dai Costruttori.

La matrice dunque viene impiantata ogni qualvolta una nuova unità incomincia a pulsare e generare in autonomia le condizioni necessarie per l'aggancio.
Quando la fase di assemblaggio dell'intera unità è terminata ed i software operativi vengono istallati, solo allora è possibile il trasferimento e l'istallazione della matrice.
Da quel preciso momento la nuova macchina è pronta ad entrare in rete per modulare e trasmettere il prodotto ai suoi Costruttori.
Allo stesso modo la matrice al termine della vita biologica dell'unità, quando anche l'ultimo impulso elettrico cessa, viene sganciata, per essere recuperata e riassorbita dal Costruttore che l'ha generata.
Per tornare alla sorgente è necessario che la sequenza dei suoi codici non sia stata alterata dal cattivo funzionamento dell'unità ospite.
Nel caso la matrice fosse in parte corrotta, con processi di conversione più o meno complessi, verrebbe ripulita, riallineando la sequenza energetica, affinché possa essere riassorbita.
Se invece fosse stata danneggiata in modo eccessivo da compromettere l'intera sequenza, in quel caso non verrebbe riconosciuta, ma lasciata agli antagonisti come un prodotto di scarto.

Capitolo 5a
La macchina Uomo

Costruito con la stessa genialità con cui si assembla materia e energia, l'uomo come il resto dell'industria , fu costruito con nano particelle talmente evolute da poter essere programmate.Quella tecnologia così avanzata, permetteva di impiantere in ogni singola cellula mappature capaci di istruirle singolarmente affinchè potessero costruire strutture e sostanze, che messe insieme avrebbero poi dato vita a organismi dai più semplici a più complessi.
Impulsi elettrici generano reazioni chimiche e viceversa, così che viene innescata la vita biologica, e così che gli organismi iniziano a pulsare.
Con caratteristiche legate e dipendenti a quel brodo elettromagnetico in cui siamo immersi, il nostro funzionamento e' di natura elettrochimica.
In particolare l' uomo ha una struttura celebrale molto più avanzata dal resto dell'industria quindi particolarmente sensibile a campi di natura elettrica ed elettromagnetica.
Strutture portanti progettate e costruite con genialità aliena, molte volte più resistente dell'acciaio, supportano ed alimentano una vera e propria centrale operativa.
Raccolta e protetta , la centrale operativa controlla e gestisce ogni singola cellula che compone l'intera unità.
Migliaia di impulsi elettrici calibrati con precisione, contemporaneamente partono da essa per controllare strutture nervose e muscolari, affinché possiamo assumere con estrema efficacia il comando del nostro corpo. Impulsi elettrici da e per l'unità centrale si susseguono ancora, per generare sostanze complesse affinché l'intero organismo possa alimentarsi ed alimentare la parte più sofisticata dell'intera struttura.
Tutta la macchina e' stata costruita al solo scopo di sostenere e tenere viva quella massa di materia grigia ad alta concentrazione tecnologica.
Solo una piccola parte di quelle cellule super specializzate, gestiscono la sofisticata struttura di supporto.
Gran parte di esse nella macchina uomo,serve ad accogliere la complessa matrice e tutti i processi ad essa legati.
Il riconoscimento dei codici, la successiva duplicazione, la modulazione della portante energetica, ed infine la trasmissione.

Il nostro quotidiano ci tiene impegnati con mille pensieri ed altrettanti problemi, distogliendo la nostra attenzione.
E' una programmazione predefinita che ci obbliga a restare confinati in aree di pensiero ben delimitate.
Programmati per vivere e resistere, nonostante le nostre perplessità. Un software capace di generare in noi stimoli che ci obbligano ad alimentarci, procreare, inibirci a non farci del male, a non smettere di esistere.
Una attenta programmazione che comunque lascia piccoli spazi a poche unità con problematiche legate al deterioramento eccessivo della matrice.
Continui impulsi elettrici controllano l'intera struttura che se non schermata irradierebbe tutt'intorno un campo elettromagnetico capace di concatenarsi e interagire con altre unità.
Allo stesso modo le nostre attività elettriche potrebbero essere disturbate dai campi elettromagnetici che tutt'intorno vengono generati dalla miriadi di organismi e dallo stesso sistema di supporto che ci ospita.
Per contenere le interferenze e i disturbi nell'industria i Costruttori hanno previsto un'efficace quanto infallibile sistema di stabilizzazione.
La Terra comune denominatore di tutte le manifestazioni di natura elettromagnetica,sarebbe stata capace di schermare l'intera industria.
La gravità che il pianeta esercita, avrebbe tenuto l'industria inchiodata a terra, imprimendo a tutti, la stabilizzazione necessaria per resistere alle continue turbolenze di natura elettrica che altrimenti ne avrebbero alterato il funzionamento, quindi la produzione.
Geniale come tutte le strategie che essi mettevano in campo, la schermatura dell'intera industria avveniva in modo infallibile.
Il contatto elettrico con la Terra, avrebbe fatto si che ogni singola macchina pur in continuo movimento su di essa, sarebbe stata tenuta continuamente a potenziale elettrico del pianeta.
Un modo geniale di scaricare l'accumulo di potenziali di natura statica che altrimenti, avrebbero compromesso in modo significativo il nostro funzionamento.
La stessa inerzia cellulare, necessaria in ogni organismo per proteggere la programmazione, dalle interferenze elettromagnetiche, sarebbe stata protetta, stando elettricamente collegati a terra.
Ma proprio in quell'ultimo livello dove la macchina uomo opera, la forte evoluzione a cui essi sono esposti, ha generato nell'ultimo scorcio di secolo un pericoloso bug che in modo sistematico lo sta privando di quella schermatura, di quella stabilizzazione necessaria alla produzione.
Un bug spontaneo causato dalla nostra evoluzione ? o stillato nel sistema dagli Antagonisti che continuamente tentano di modificare la nostra produzione accellerandoci?
Di fatto questo bug ci nega la stabilizzazione necessaria affinchè i campi elettromagnetici in cui siamo continuamente immersi non generino nel sistema continue e dannose risonanze.

Capitolo 6a
Il Bug che genererà il reset

In questa civiltà l'evoluzione del nostro sistema, se pur più volte rallentato dai Costruttori, è stato accelerato dagli Antagonisti al punto, da innescare un pericoloso bug.
Un bug che da solo stà generando nel nostro livello una risonanza, capace se non prontamente arginata di esaurire in brevissimo tempo le risorse dell'intera struttura di supporto.
Nell'ultimo scorcio di secolo,la nostra civiltà,in particolar modo quella occidentale, si è caratterizzata da un'esasperata manipolazione della materia. L'accellerazione evolutiva impressa nel nostro livello produttivo, ha prodotto i suoi effetti, generando composti alieni al nostro mondo. Composti che per le loro caratteristiche strutturali non hanno euguali in natura e che usati e abusati hanno in pochi decenni colonizzato la nostra quotidianità.
"Le materie isolanti" come plastica, gomma e la loro miriade di derivati, hanno velocemente sostituito i tradizionali materiali naturali che da sempre utilizzavamo.
Affascinati da questi nuovi composti che danno con estrema semplicità la possibilità di realizzare velocemente a basso costo prodotti e accessori prima impensabili, abbiamo innescato una produzione inarrestabile, senza tenere conto dell'assoluta indigeribilità di queste sostanze da parte dell'intero ecosistema di supporto.
Assolutamente incompatibili alle strutture elettrochimiche, le materie isolanti come un vero e proprio bug hanno destabilizzato il nostro livello di produzione, innescando una pericolosa ed inarrestabile accellerazione.
Scarpe di gomma, asfalti,auto,moto,pavimentazioni sintetiche,sedie,divani,letti, e tanto altro, costruiti utilizzando le materie isolanti, nell'arco di pochi decenni, ci hanno completamente isolati elettricamente dal nostro pianeta.
Frà tutti gli esseri viventi , solo l'uomo,senza neanche accorgersene, suo malgrado è riuscito per la sua natura troppo evolutiva a perdere quella protezione,quella stabbilizzazione che Essi sapientemente ci avevano dato e che da soli (?) ci siamo negati.
I campi elettromagnetici generati dal sistema di supporto, dalle nostre attività , e dal nostro stesso funzionamento, hanno per la mancanza di stabilizzazione, innescato una risonanza che se non fermata porterà ad un rapido esaurimento di tutto il sistema.
I potenziali di origine statica che su di noi si accumulano quando siamo isolati, alterano e confondono il nostro delicato sistema elettrochimico.
Inoltre la nostra struttura cellulare perde l' inerzia che la Terra gli imprimerebbe , lasciando le mappature genetiche in esse contenute, in balia delle risonanze generate dai molteplici campi elettromagnetici che ci avvolgono.
Dobbiamo in tutti i modi tornare a farci proteggere dalla Terra!
Modificare gli isolanti in modo da ripristinare la connessione con il pianeta.
Rimodulare i tantissimi accessori che abbiamo costruito con gli isolanti e tecniche di costruzione che in nessun modo tengono conto di questa fondamentale condizione.
La nostra civiltà se pur avanzata sotto il profilo tecnologico non si accorge che l'isolamento elettrico dal pianeta,oltre a creare pericolosi effetti evolutivi, provoca nella nostra struttura portante effetti a catena che minano il nostro corretto funzionamento.
In modo clamoroso l'uomo sembra ignorare del tutto i pericolosi ed evidenti effetti che lo stare isolati dal pianeta comporta.
Il nostro occidente particolarmente accellerato da questo pericoloso bug, si stà degradando al punto da non saper più leggere e riprodurre la Matrice, dimenticando che questa à l'unica raggione che giustifica il nostro essere.
Dobbiamo rapidamente rallentare, dobbiamo riconoscere ed espellere velocemente i bug che ci stanno accellerando, Essi non ci concederanno altro tempo, presto resetteranno il sistema.

Già, resettare il sistema, è un' intervento che Essi usano fare quando l'industria si evolve al punto da diventa vecchia, improduttiva.
Facendo un bel po' di passi indietro, a quando perdemmo l'immortalità, Essi si accorsero che quando incominciavamo ad accumulare troppe informazioni, fare troppe esperienze, quando per noi significava "evolverci", per Essi quel termine significava "invecchiare".
Essi sperimentarono che quando nella nostra memoria si accumulavano troppe informazioni,in egual misura la sequenza impressa al prodotto si differenziava dalla matrice. Fu per questo che ci privarono dell'immortalità.
Per evitare squilibri di sistema, per cui una qualsiasi specie potesse evolversi al punto da insidiare la macchina uomo, fu necessario modificare la genesi dell'intera industria.
Il tempo, responsabile dell'evoluzione incontrollata, fu drasticamente ridotto, lasciando a tutti gli organismi il solo spazio necessario per concludere il proprio ciclo vitale.
Il Tempo assegnato, sarebbe variato a secondo del ritmo metabolico di ciascuna specie, lasciando invariato per tutti, lo Spazio biologico.
Nonostante il forte ridimensionamento la nostra tendenza naturale all'evoluzione non fu del tutto eliminata. Pur non avendo più la longevità iniziale, pian piano, prima aggregandoci e condividendo esperienze, poi tramandandole di generazione in generazione, prima con disegni sulla pietra, poi con scritture sempre più complesse, su supporti che si evolvevano con noi, abbiamo ricreato una immortalità artificiosa molto simile a quella che Essi non vollero.
È per questa ragione, che periodicamente devono intervenire in maniera decisiva.
Quando l'aggregazione cresce quando diventa una vera e propria civiltà, quando l'uomo si evolve a tal punto da non saper leggere più i software impiantati, significa che quelle macchine sono ormai invecchiate a tal punto da essere rottamate in blocco.
I Maya, gli Egizi, gli Inca, e tante altre civiltà che magari neanche conosciamo, avevano tutte raggiunto un punto della loro evoluzione che non gli permetteva più di leggere i software impiantati e per questo sono state resettate.
Prima di eseguire un reset, Essi irradiano nel sistema software capaci di avvisarci dell'imminente azzeramento, ma quasi sempre la nostra evoluzione/invecchiamento è talmente accelerata da non permetterci di leggere neanche quelli, che magari potrebbero in qualche modo evitarci o magari anche solo ritardare un doloroso ridimensionamento.
Proprio nel secolo scorso le clamorosi apparizioni Mariane hanno caratterizzato una serie di eventi mistici indirizzati all'umanità in cui la si minacciava di terribili catastrofi e atroci sofferenze.
Essi come è di loro uso, irradiano una o più menti affinché possano essere alterate, quindi controllate da precise programmazioni.
Non a caso ad ogni apparizione, ad ogni manifestazione di carattere mistico, i soggetti raccontano di aver avvertito nell'istante immediatamente prima dell'evento, un calore che li pervade dal profondo.
È così infatti che un campo elettromagnetico a microonde trasferisce energia modificando dal profondo l'organismo esposto.
È così che da sempre Essi controllano il nostro mondo, e così che dalla loro dimensione ci avvisano o ci minacciano di un'imminente intervento.
Come più volte è accaduto le minacce non hanno generato effetti tali da garantire un efficace rallentamento. Essi spesso hanno dovuto a breve distanza dagli avvisi, intervenire in modo più incisivo.
Che quest'ultima civiltà abbia raggiunto un livello tecnologico mai registrato prima, è ormai una frase fatta. È logico invece che in ogni momento di una storia, quel momento sia la massima espressione fin li raggiunta, non per questo però si preclude un ulteriore e continuo sviluppo. Se la macchina uomo è sempre in continua evoluzione, come facciamo noi a sapere quale potrebbe essere il momento in cui Essi decidono che è giunto il tempo di aggiornare tutto il parco macchine?
Penso che quel momento ogn'uno di noi lo sente, la matrice che abbiamo impiantata dentro ci irradia di riflessi facendoci percepire una sorta di stanchezza che avanza. Non è una stanchezza fisica, è qualcosa che percepiamo e che ci dice che siamo sempre di meno in sintonia con il resto dell'industria.
Le nostre azioni,i nostri comportamenti, sembrano perdere quel fine che da sempre ha giustificato il nostro essere.
Siamo sempre più accelerati, abbiamo sempre più cose da fare, cose che sempre di più non ci piace fare, cose inutili e futili, ma siamo costretti a farle, spinti da quella maledetta frenesia che come una maledizione ci obbliga a cercare qualcosa che sappiamo bene non ci basterà mai.
Gli Antagonisti ci accelerano, sanno dove e come insidiare la produzione, ci accellerano per farci perdere la capacità di leggere quei software che ci fanno sentire in sintonia con il resto dell'industria, tolgono dalla nostra strada tutti gli ostacoli che Essi mettono,allo scopo di rallentarci, ci accellerano per farci evolvere senza freni, fino ad esaurirci ed esaurire tutto ciò che ci supporta. È così che gli antagonisti si alimentano, non preoccupandosi di danneggiare il sistema, ma solo di vincere una partita, quella di farci produrre energia fuori dai codici impressi ed infine catturano e assorbono le matrici ormai danneggiate in modo irreversibile.
Così che gli Ospiti sottraggono energia ai Costruttori, è così che da sempre si gioca la partita infinita.
Guardando da quest'angolazione un po' inedita, possiamo vedere che quest'ultimo secolo, racchiude in se una sintesi della storia dell'umanità.

Proprio questa forte accelerazione provocata ultimamente dagli isolanti inseriti nel nostro sistema di produzione , ha reso possibile sintetizzare in pochi decenni, un'evoluzione che altrimenti avrebbe richiesto tanto tempo in più.
Il bene e il male, i Costruttori e gli Antagonisti o viceversa...?
Più volte in questo secolo Essi hanno alterato unità con il preciso scopo di creare nel sistema le condizioni per rallentare la nostra evoluzione.
Anche gli Antagonisti hanno alterato le menti di unità per dare al sistema delle forti accelerazioni .
Unità alterate appositamente, per accelerare il sistema, altre invece per rallentarlo.
Fermiamoci un attimo a riflettere................Chi ci rallenta poi ci ama...?
E chi invece ci accelera.....?
Nella storia del secolo appena trascorso, ci sono state menti che ci hanno stupito per la loro pazzia, per la loro irrazionalità. Personaggi che con le loro azioni, con i loro comportamenti hanno trascinato nel baratro l'umanità rallentando la nostra evoluzione al punto da farla regredire.
Unitamente a questi forti ridimensionamenti ,ci sono state altrettanti accellerazioni dovute a menti che proprio mentre questo avveniva,sviluppavano innovazioni e scoperte che nel contempo cercavano di bilanciare le brusche frenate evolutive.
La storia dell'umanità ci fa notare che proprio durante le più efferate guerre ci sono state le scoperte più significative della nostra civiltà.
Coloro che hanno costruito il sistema di produzione, conoscono bene i pregi e i difetti della loro industria, sanno bene che per rallentarci , per farci recuperare la spiritualità necessaria devono continuamente frenarci.
Quando soffriamo cerchiamo il nostro Dio quando invece le cose vanno bene, quando non ci sono problemi, inevitabilmente lo dimentichiamo.
Anche coloro che con scoperte,invenzioni stimolano l'uomo ad evolversi, sanno che accellerandolo, velocemente degrada, non ri

Autore: Pio Sapio

Lettera per Steven Spielberg. Lettera 16.

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