Lettera per Robert De Niro
Lettera aperta di Gaetano Libertino a Robert De Niro
“Proposta sceneggiatura”
19 agosto 2023,
Buongiorno Robert De Niro,
Ciao Robert,
ti diamo del tu perché sappiamo di parlare con una persona umile e alla mano. Siamo
Maurizio Gennaro e Gaetano Libertino, tuoi accaniti ammiratori da sempre. Ti scriviamo dal centro
della Sicilia, precisamente dalla piccola e amena città di Enna (il più alto capoluogo d’Italia). Una di quelle terre del Sud che tu spesso vieni a visitare.
Ma, andiamo al dunque: due anni fa abbiamo scritto a due mani una sceneggiatura dal titolo “MORTE
PRESUNTA”, tratto da una storia vera, ambientata nella seconda guerra mondiale e precisamente tra la
campagna di Russia e la città di Enna.
Questo progetto filmico, è stato letto e sottolineato da accreditate case cinematografiche italiane, è stato
anche però definito “un film molto interessante, ma, molto impegnativo”.
Abbiamo tentato in tutti i modi di trovare chi potesse e volesse realizzare il film ma, se da un lato siamo
stati elogiati per la interessante storia, dall’altro ci hanno allargato le braccia. Sappiamo di essere
presuntuosi, sappiamo anche che sei molto impegnato, ma, ti chiediamo di fare un piccolo grande sforzo
per trovare 10 minuti del tuo prezioso tempo, e leggere la sinossi del film.
Ti preghiamo, se possibile, di aiutarci nel nostro progetto.
Aspettando tuoi preziosi ed attesi consigli, ti auguriamo tanta salute e tutto il bene del mondo.
I tuoi accaniti fans.
- Maurizio Gennaro: Direttore Fotografia AIC – IMAGO, Docente presso ROMA FILM ACCADEMY, Istituto di
Stato Cinema e Televisione, Consulente Tecnico KODAK, PANAVSION, e di varie aziende di attrezzature
cinematografiche.
Contatti: maurizio.gennaro@####,com - mobile: 39-3387135966
- Gaetano Libertino: poeta (ho pubblicato 2 libri), regista teatrale è “cinematografico” (5 anni
fa ho scritto la sceneggiatura e realizzato il mio primo film tratto da una storia vera dal titolo
“Quel cappotto che non ti ho comprato”, firmandone anche la regia, ed ho pubblicato il libro
dello stesso film, sceneggiatore, attore, cantante, …
Contatti: glgaetanolibertino07@####.com - mobile #########
Allego alla stessa la SINOSSI:
Film drammatico
MORTE PRESUNTA
La vera storia di Michele Matraia
Soggetto e sceneggiatura di
Gaetano Libertino e Maurizio Gennaro
Giuseppe è l’unico figlio, ancora vivente, di una famiglia del centro della Sicilia e
ci racconta la storia bizzarra ed allo stesso tempo triste della sua famiglia, la famiglia Matraia.
1974 - Giuseppa Viola, madre di Giuseppe Matraia è morente, chiede al suo unico figlio
se mai avrà la fortuna di rivedere il marito, disperso nella Campagna di Russia.
Un campo di girasoli fa da cornice ad un momento drammatico della storia.
Il nostro protagonista, Michele Matraia, vaga senza meta, trascina il moschetto, poche altre misere cose, logoro per gli stenti, al pari della sua divisa.
1941 - Michele Matraia, in procinto di partire per il fronte, è l’immagine mesta e triste di chi ha capito quanto brutta e assurda sia la guerra.
1942 - Troviamo Michele, con un altro soldato in un momento di “tregua”.
Dentro la trincea in Russia si parla delle proprie famiglie e di tutto ciò che
si vorrebbe fare quando si potrà tornare a casa.
Michele racconta dei suoi genitori, un’umile famiglia di minatori dove suo padre e la moglie avrebbero potuto avere una vita serena se non fossero successi fatti tragicamente bizzarri: i figli nati dalle quattro maternità di Carolina, per un fatto “strano” (almeno per l’epoca, siamo nel 1910/12) si erano concluse con la morte dei bambini all’età di due anni.
1920 - Alla nascita del quinto figlio, la coppia era assai preoccupata per quello che avrebbe potuto succedere.
1922 - Questa volta il quinto figlio arriverà ai due anni non morirà ma, proprio il giorno del suo compleanno morirà invece la madre, colpita da un malore improvviso.
Il piccolo Michele, resta con il padre malgrado il duro lavoro da minatore.
1925 - All’età di cinque anni, mentre lavora in miniera con il padre, assiste ad un incidente ma questa volta, con altri minatori, sarà il padre di Michele a morire.
Michele è ormai orfano di entrambi i genitori e sarà una vecchia cugina, ultra ottantenne, l’unica parente che potrà tenerlo con se.
La presenza dell’anziana donna scongiurerà momentaneamente l’affidamento ad una istituzione assistenziale.
Passa un anno, ma anche la vecchia cugina Rosa, scomparirà per morte naturale e questa volta sarà il collegio ad accogliere il nostro Michele.
Tra varie vicissitudini, la vita di Michele si alternerà tra un collegio di Catania ed un collegio di Caltanissetta, dove imparerà il mestiere da sarto.
1938 - Lo stato non gli consentirà di costruire una propria esistenza. La chiamata alle armi, interromperà la giovinezza del nostro Michele.
Il destino vuole che prima di partire per il militare, una ragazza di nome Pina incroci la sua esistenza. Michele si innamora ed a sua volta sarà corrisposto. Con molta difficoltà Michele riesce a farsi accettare dalla famiglia di Pina, una famiglia arcaica, patriarcale e di origini contadine, restia ad essere contaminata, da un giovane Michele, che vorrebbe avviare il mestiere imparato.
1940 - 20 giorni prima del congedo della leva militare scoppia la Seconda Guerra Mondiale, Michele sarà costretto a non poter tornare a casa, il sogno di metter su famiglia sposando Pina dovrà essere rinviato.
Per sposare la sua Pina, gli viene in soccorso la pratica più comune in tempo di guerra: il matrimonio per procura.
1942 - In Grecia, la sua guerra, sembra interrompersi. Michele è ferito ad una gamba e, dopo le cure nell’ospedale da campo, potrà usufruire di un po’ di giorni di convalescenza.
Finalmente la coppia di sposini ha la possibilità di stare insieme e di consumare il matrimonio.
Il destino però aspetta al varco Michele, la vera guerra dovrà farla nella Campagna di Russia.
La rovinosa impresa in Russia, vedrà Michele coinvolto in una logorante guerra di trincea. La presenza del compagno Carmelo sarà il solo sfogo al suo dolore, le loro tristi storie si fonderanno con il crepitio delle mitraglie e le esplosioni delle bombe.
1943 - A Pina, dopo poco tempo dall’inizio della campagna di Russia, sarà recapitata una lettera del Ministero della Guerra: Michele Matraia è dichiarato disperso.
Nessuno ascolterà quella giovane donna disperata ed a nulla servirà cercare di avere notizie, presso i maggiorenti del paese (podestà, politici, nobili).
Pina, porterà in grembo una maternità che è il ricordo del breve ritorno a casa di Michele.
Trascorreranno mesi tra difficoltà, stenti e l’amarezza di non conoscere il destino del marito. Ad allietare la difficile esistenza, arriverà il figlio che Pina chiamerà Giuseppe.
Per 32 anni Pina aspetterà l’arrivo di Michele e morirà tra le braccia del figlio che,
sino all’ultimo, cercherà di confortarla facendole sperare un improbabile ritorno.
1975 - La fortunosa occasione di uno scambio culturale tra l’Italia e la Russia, consentirà a Giuseppe di intraprendere un viaggio della speranza alla ricerca del padre disperso.
Helena, guida Russa impersona pienamente il concetto di bello femmineo degli anni ’60-‘70, lei e Giuseppe fanno amicizia e condividono quei giorni del viaggio in un’atmosfera che sfocerà in una relazione passionale e perché no anche sentimentale.
Il coinvolgimento di Helena verso l’insana idea di Giuseppe, di trovare i teatri di guerra della ritirata italiana, è forte. Helena lo accompagnerà persino nelle zone dove lo stato sovietico non permette di andare.
Helena, affascinata dalla storia del caporale Michele Matraia e dalla determinazione di Giuseppe, organizzerà un avventuroso viaggio a Rostov.
Per un caso fortuito, i due si ritroveranno inconsapevoli proprio nel campo di girasoli dove Michele Matraia, in quei tempi ormai remoti, girovagava in uno stato confusionale…senza meta, trascinando il moschetto, poche altre misere cose con il corpo logoro per gli stenti.
Helena andrà da sola alla ricerca di tracce e per un caso parlerà con una donna che ricorda qualcosa…
…si ricorda quell’uomo in una foto sbiadita che ricrea un matrimonio non celebrato…
…si è proprio lui Michele che, con il suo compagno Carmelo, hanno voluto ostinatamente lasciare un posto sicuro che lei e la sorella gli offrivano…
…poi più nulla, solo il crepitare delle armi.
Helena non racconterà nulla a Giuseppe, piangerà sommessamente, forse lo accompagnerà e lo proteggerà da quella verità terribile…sa sicuramente lei sola il destino di Michele Matraia………….
2000 – Giuseppe riceve nel cortile della sua bella casa di campagna la lettera del ministero che, allo scadere degli 80 anni, certifica la “morte presunta” del caporale Matraia.
Giuseppe incredulo per questa inaspettata comunicazione si rivolge alla moglie
Elena………….
Il nome del caporale Matraia Michele, è inciso sulla stele del Monumento ai Caduti delle due guerre, ai piedi del Castello detto “di Lombardia”, nella piccola e amena città di Enna, il più alto capoluogo di provincia d’Italia, a 998mt s.l.m.
Autore: Gaetano Libertino
Lettera per Robert De Niro. Lettera 19.
Celebrità > R > Robert De Niro > Lettera 19 > scrivere