Lettera per Lapo Elkann

Lettera aperta di Mincolla Francesco a Lapo Elkann
“Help :-) ”

4 gennaio 2020,

Buongiorno Lapo Elkann,

Ho appena scoperto questo sito e mi sono detto : tentare non costa nulla e non lascia rimpianti e allora perché no, provo a scriverti e magari mi capita il miracolo che queste mie poche righe arrivino veramente a destinazione e che tu possa leggerle. Mi chiamo Francesco sono nato in provincia di Taranto ma ho sempre vissuto a Pescara dove sono cresciuto in un collegio perché sono rimasto senza genitori troppo presto. Ho ereditato da mio nonno la passione per la Juventus dove da bambino sognavo di giocare oppure di poter lavorare anche solo ricoprendo il ruolo di magazziniere pur di poter dare il mio piccolissimo contributo alla squadra che ho sempre adorato. Nella mia vita il massimo che sono riuscito ad avvicinarmi ai colori bianconeri è stato nelle vesti di tifoso per 4-5 anni sono riuscito a seguire la Juve dalla curva ovunque giocasse potendo permettermi di pagarmi viaggi e biglietti per lo stadio soprattutto grazie al mio lavoro in una fabbrica di furgoni ducato denominata sevel di Atessa. Era un lavoro che mi piaceva e a cui tenevo tantissimo sia perché è stato il migliore lavoro che ho potuto fare in tutta la mia vita, perché in quella fabbrica si stava veramente bene e anche perché era una fabbrica della Fiat e anche così mi sentivo di dare quel mio piccolissimo contributo alla causa juventina. Purtroppo ci ho potuto lavorare solo da interinale e non conoscendo nessuno che mi potesse aiutare non sono riuscito ad ottenere una assunzione definitiva e così il mio sogno si è infranto. Da quando ho perso quel lavoro la mia vita non ha fatto altro che peggiorare e la cosa più brutta per me che sono cresciuto senza genitori è che non ho mai avuto una casa tutta mia ritrovando i spesso a dormire per strada. Quello che vorrei provare a fare attraverso questa mia lettera senza fare giri di parole ma essendo diretto e parlando onestamente vorrei provare a chiederti una mano. Molto probabilmente queste mie righe non arriveranno mai a destinazione e non le leggerai mai ma se non ci provo non lo scoprirò e magari mi porterò il rimpianto per non averci provato. Quello che chiedo non sono soldi, regali ecc. Ma la possibilità di potermi guadagnare qualcosa con il mio sudore. Mi piacerebbe avere un lavoro che abbia a che fare anche lontanamente con la Juventus, sarei disposto anche a vendere le bibite o fare le pulizie nello stadio o magari riottenere in maniera definitiva il mio vecchio lavoro nella fabbrica di furgoni sevel di Atessa ( ch). Io ci ho provato magari avviene il miracolo che mi cambia la vita ma soprattutto che mi dia la garanzia di non tornare mai più a dormire per strada. Inutile dire che realizzando questo mio sogno ti sarei riconoscente a vita. Il mio numero di telefono è #########

Autore: Mincolla Francesco

Lettera per Lapo Elkann. Lettera 24.

Un commento su questa lettera a Lapo Elkann
  1. Carissimo nella tua condizione ci sono tante persone...ormai l’Italia è questa... io sto peggio di te credimi e non ho fatto gesti estremi perché la mia famiglia non potrebbe permettersi nemmeno il mio funerale , e sarebbe da codardi far soffrire gente che ami... un abbraccio grande

    C'era 6 anni, da Chicco


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