Lettera per James Franco

Lettera aperta di Daniela P. a James Franco
“Ciao”

21 dicembre 2021,

Buongiorno James Franco,
mi chiamo daniela e non posso definirmi una tua fans. Non ho visto abbastanza film e non sono nè una fanatica, nè una esperta di siti e gossip, per avere seguito la tua carriera. Ti ammiro. Come attore. Ho visto spaider-man (non è tanto il mio genere), il mago di oz, e tristano e isotta. Purtroppo mi ricordavo di aver letto da qualche parte delle denunce, ma finita li. Poi da poco abbiamo visto il film di Tristano e Isotta e sono andata a vedere qualcosa su te sugli altri film e mi sono imbattuta di nuovo nel discorso delle denuncie vecchie e in nuove. Non so che dire. Non ho la conoscenza per giudicare. Posso solo immaginare lo trazio che sentirsi presi di mira procura. Io l'ho provato dalla parte dell'ingiustizia. Quando ero giovane, neanche tanto a trent'anni avventurarsi in uno sport è già tardi, ma sono stata sempre una persona tenace che dove volevo riuscire mettevo tutte le mie energie. Correvo in bicicletta, prima mountain-bike, poi strada. E mi piaceva un sacco la fatica, vedere che nel provare e riprovare superavi ostacoli che prima ritenevi impossibili. Ho avuto sempre belle soddisfazioni, non sempre vittorie. In una gara di un certo livello a cui tenevo tanto ci sono arrivata già un pò disidratata, in quel periodo avviavo la mia azienda agricola e lottavo con i rovi con il caldo (ero l'unica, su questo sono certa, atleta, che invece di farsi le unghie, leggeva "Vita in campagna" e invece di avere lo smalto avevo i segni di rigate su gambe e braccia da contatto con rovi e rami) e in gara persi la borraccia. 43 gradi il 21 giugno del 2003. Collasso cardio-circolatorio per disidratazione, avevo azzerato quasi il livello di potassio nel sangue.
Ti risparmio, elicottero e mia dicendo. Mi sveglio e quando dalla rianimazione passo nella camera di ospedale mi aspettano i nas. Ero indagata per doping. Titolo a cinque colonne sulla testata locale. Non ti dico. La sicurezza di essere pulita mi ha salvato. mi accusavano di aver assunto sostanze dopanti ma io ero sicura non le avevo mai prese e giravo con l'elenco per essere sicura di non prenderle. Alla fine era il tranquillante somministrato per potermi caricare o in ambulanza o in elicottero perchè in preda alle convulsioni. La testata locale il giorno dopo cinque colonne di smentita. Tutto finito. No. La mia città è Genova a Genova sulla testata locale cinque colonne di accusa e il giorno dopo trafiletto da una colonnina con tre righe di smentita. Quando giravo in bicicletta, i commenti che sentivo erano "è per quello che va forte". Mi ricordo che mi arrabbiai molto. Volevo denunciare il giornale.
Non feci nulla. Alla fine quella esperienza mi fa fatto aprire gli occhi.
Dove non avevo mai visto o forse non mi avevano mai fatto vedere, mi resi conto del doping. Di come in tante atlete si aiutavano in modi consenti o no per finire una gara o per vincerla e come anch'io se volevo continuare dovevo essere disposta a scendere a patti. No: Lo sport per me era e doveva essere un modo per migliorare se stessi non per barare e prevaricare gli altri.
Scelsi di mettere. Stetti male. Perchè forse ho un'ingenuità un pò da eterna bambina sognatrice. Inizia a vedere anche il brutto anche fuori dallo sport, nella vita, nel privato. Ho vissuto anni difficili e chi mi ha aiutato veramente è stata la natura, quella piccola azienda agricola, che aveva bisogno di me. Che non potevo abbandonare. Che dovevo creare.
La terra mi ha insegnato i valori fondamentali. La vita. La morte. L'amore non solo tra persone. Nel suo totale. La bellezza di un terreno riportato alla vita. La mia asina che ara la terra senza fare nessun rumore. La fatica di realizzare le bancalature sinergiche. Il bello della semina. L'attesa della nascita delle piante, del raccolto. La bellezze delle vita quando nasce un vitello o un agnello. E non sempre c'è il lieto fine. Ci sono quelli che non vengono accettati dalle madri, quelli imbranati che non trovano le mammelle di madri amorevoli. La fatica di capire come aiutarli. Questo è amore.
Torno a dirti sono so giudicare se sei innocente o colpevole. Credo solo che come dice Maria in tutti insieme appassionatamente: "Quando il signore chiude una porta e sempre per aprirne un'altra". Siamo noi che però decidiamo cosa trovare dietro quella porta se vogliamo basarci solo su noi stessi, non interessandoci degli altri, se possiamo ferire o no qualcuno o scegliere quella dove noi siamo in armonia con gli altri e spesso la nostra persona viene messa da parte per gli altri, traendone però la ricchezza più importante, l'amore più importante.
Ti auguro che quella porta tu la troverai. Con il tuo talento ci sono miliardi di cose che puoi fare, che puoi aiutare a fare. Non buttare via la tua vita. E' dentro al tuo cuore che devi cercare per sapere chi sei. E se troppa polvere ci si è depositata impedendoti di vederlo chiedi aiuto. Alle persone che ti vogliono bene. La natura non volta mai le spalle. Neanche l'amore.

Autore: Daniela P.

Lettera per James Franco. Lettera 2.

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