Lettera per Paolo Sorrentino
Lettera aperta di Marco Mulas a Paolo Sorrentino
“Realizzazione di un film...la mia vita da Pizzaiolo ”
27 luglio 2024,
Buongiorno Paolo Sorrentino,
Marco Mulas, con quasi 50 anni di esperienza alle spalle, inizia la sua carriera a soli 13 anni per esigenze di lavoro nel ristorante "da Severino" a Senorbì, cittadina situata nel sud della Sardegna. Luciano Citarella è stato il suo primo maestro e mentore che gli ha trasmesso la passione per l'Arte Bianca. Marco oggi risiede in questa zona dopo aver trascorso ben trent'anni in Liguria. Nato a Cagliari nel 1962, ha frequentato il corso di formazione alberghiera e si è specializzato come cuoco durante il servizio militare. Partecipa a meeting organizzati da importanti mulini dove incontra rinomati professionisti, come il biologo Paolo Scarpellini che lo ha guidato ed ispirato.
Le esperienze lavorative includono lavori presso l'hotel Romazzino, situato nella splendida Costa Smeralda e il ristorante-pizzeria "La Scaletta" situato a Genova Pegli. Inoltre, è stato titolare di molti locali tra cui "La Pizzeria Marco", inaugurata nel 1994 ad Arenzano e nel 2006 decide di cedere l'attività. Successivamente apre il ristorante-stuzzicheria "La Rana Blu" sempre ad Arenzano, dal 2006 al 2008, per poi aprire il ristorante "La Conchiglia" a Senorbì nel 2010, che ha gestito fino al 2020. Attualmente è impiegato come primo pizzaiolo presso un ristorante-pizzeria di Cagliari.
Marco ha partecipato a numerosi concorsi e gare, ottenendo importanti riconoscimenti come il terzo posto per velocità al Mondiale di Parma nel 1998 e il primo posto al Campionato Regionale italiano "Terra Sarda" nel 2014. Nel 2015 è stato il primo classificato al Masterchef Pizza TV e nel 2022 si è classificato secondo nel Campionato Mondiale a squadre di Palermo.
Il suo stile si caratterizza per l'utilizzo di farine di tipo 1 o 2 integrale in purezza, l'idratazione varia dal 65% all'82% a secondo del prodotto da creare e dal mix di farine utilizzate, mentre la lievitazione va dalle 36 ore alle 48 ore. Predilige i metodi tradizionali, senza però negare l'innovazione. Il suo obiettivo è raggiungere l'eccellenza e continuare a condividere le sue conoscenze tramite l'insegnamento ai corsi professionali della regione, in Sardegna. Il suo motto è "Produrre carburante umano", sottolineando l'importanza di utilizzare le migliori materie prime per creare cibo di qualità.
Marco è anche autore del libro "Semplicemente Pizzaiolo", pubblicato nel 2016. Il libro è uno straordinario viaggio nella vita di Marco, un racconto emozionante che permette al lettore di scoprire i segreti della pizza attraverso gli occhi di un maestro. Le ricette, le storie, le suggestioni che lo compongono invitano ad entrare nel mondo affascinante dell'Arte Bianca. Condivide inoltre, le ricette: "Fabio", "Debby", "Sara" e "Mary" che sono solo alcune tra le pizze più celebri, dedicate alle persone speciali della sua vita: al figlio primogenito scomparso prematuramente, alle sue due figlie e alla moglie. Rappresentando attraverso di esse l'essenza della passione e dell'amore che trasmette in ogni sua opera.
Una storia per il cinema
Atto 1: Le radici e i primi passi
Nel film, vediamo un giovane Marco, appena adolescente, che inizia a lavorare nel ristorante "da Severino" a Senorbì. La cittadina sarda è rappresentata con la sua vivacità e bellezza, un luogo dove le tradizioni culinarie sono profonde. Il rapporto tra Marco e il suo mentore, Luciano Citarella, viene esplorato in profondità, mostrando come Luciano diventa una figura paterna per Marco, insegnandogli non solo le tecniche della pizza ma anche l'amore per l'arte culinaria.
Atto 2: La scoperta di nuove frontiere
Con il passare degli anni, il film mostra Marco che si trasferisce in Liguria, dove lavora presso l'hotel Romazzino e "La Scaletta". Qui, incontra nuove sfide e persone che lo influenzano, tra cui il biologo Paolo Scarpellini, che lo introduce alle farine integrali e alla scienza dietro una buona pizza. Vengono mostrate le difficoltà di gestire la propria attività con "La Pizzeria Marco" e le decisioni difficili, come quella di vendere il locale.
Atto 3: Le vittorie e le perdite
Marco apre "La Rana Blu" e successivamente "La Conchiglia", mostrando il suo spirito imprenditoriale e la sua capacità di reinventarsi. La trama introduce anche momenti di dramma personale, come la perdita del figlio Fabio, un evento che segna profondamente Marco. Il film esplora come Marco canalizza il suo dolore nella creazione di nuove pizze, ognuna dedicata alle persone amate della sua vita.
Atto 4: Il ritorno alle origini e la consacrazione
Il climax del film si raggiunge con Marco che torna a Cagliari, lavorando come primo pizzaiolo e partecipando a concorsi internazionali. Le vittorie al Masterchef Pizza TV e al Campionato Mondiale a squadre di Palermo sono momenti di grande soddisfazione, ma il vero cuore del film è nel suo insegnamento ai giovani pizzaioli. La storia si conclude con una scena emotiva in cui Marco, circondato dai suoi allievi, guarda al futuro con speranza, continuando a "produrre carburante umano" con le sue pizze.
Elementi di fantasia
Per rendere la storia più avvincente, si possono introdurre personaggi e sottotrame inventate:
Una giovane apprendista: Una ragazza talentuosa e ribelle che Marco prende sotto la sua ala, diventando per lei ciò che Luciano è stato per lui.
Un rivale in cucina: Un altro pizzaiolo con cui Marco ha un'accesa rivalità, che sfocia in una competizione avvincente.
Un mistero familiare: La scoperta di un segreto di famiglia che Marco deve risolvere, che lo lega ancora di più alle sue radici sarde.
Con queste aggiunte, il film non solo celebra la vita e i successi di Marco Mulas ma aggiunge profondità e tensione, rendendolo una storia affascinante e ispiratrice per il grande schermo. Che dice se po fa?
Autore: Marco Mulas
Lettera per Paolo Sorrentino. Lettera 427.
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