Lettera per Bud Spencer
Lettera aperta di Carlo a Bud Spencer
“Grazie Bud Spencer”
4 ottobre 2012,
Buongiorno Bud Spencer,
sono nato un anno prima che Lei girasse il celeberrimo film che ha inventato un genere per la prima volta copiato dagli americani e non viceversa, e questo, grazie a Lei e Terence Hill, mi ha fatto sentire ancora più orgoglioso di essere italiano. Coltivo sin da bambino un grande desiderio, quello di incontrarLa di persona per poterLe stringere semplicemente la mano, ma poiché questo sogno fino ad ora non si è ancora avverato, affido i miei sentimenti a questa lettera, nella speranza che possa almeno giungere ai suoi occhi.
Confesso che non l'ammiro solo per i suoi film con tutte le emozioni che mi hanno trasmesso e che ancora mi trasmettono, film che trascendono i limiti temporali senza subirli, opere che non nascono cavalcando un'onda ma che creano quella stessa onda la cui scia altri si sforzeranno di solcare. Lei è tutto questo ma soprattutto tanto altro perché, come orgogliosamente afferma, è un personaggio diventato un grande attore che reca con sé, regalandolo al pubblico, un enorme bagaglio di umanità e ricchezza interiore.
Lei non è un accademico, un attore uscito dalle più titolate scuole di recitazione che sa donare al pubblico solo momenti di grande interpretazione scenica, riscuotendo apprezzamenti solo per quello. Bud Spencer è una mente poliedrica, un curioso della vita attratto dagli ambiti più variegati, un uomo che ha fatto tanti mestieri, un campione nello sport che ha toccato anche con mano la povertà in Amazzonia, dove gli indigeni utilizzavano come casa i grandi segmenti di tubo della condotta da realizzare, una persona dai tantissimi interessi a cui una sola vita davvero non basterebbe.
Lei è inciampato per caso nel cinema e grazie a quest'ennesima congiuntura in quello strano e immenso teatro che è la vita, ha potuto elevarsi dalla sfera privata per entrare nella dimensione pubblica, grazie alla quale è riuscito a condividere il suo ricchissimo patrimonio interiore con milioni di persone, dispensando tanta umanità, semplicità ed umiltà, dote quest'ultima che appartiene a chi conta veramente nella vita e non ai tanti "lei non sa chi sono io!", purtroppo disseminati in ogni cella del tessuto sociale. Chi guarda i suoi film ha l’impressione di trovarsi al cospetto di una persona vera diventata un grandissimo attore, una persona che non può non possedere quei valori che riesce così bene a veicolare, al di là degli abiti che Le ha cucito addosso ogni regista, e questo perché Lei è l’autentico possessore di quell’immensa ricchezza di esperienze di vita e umanità, che nessuna scuola di recitazione al mondo riuscirebbe mai ad insegnare.
Per tale motivo i Suoi film di maggiore successo, a mio parere, non riscuotono smisurati consensi per il loro carattere più immediato, quello scanzonato, spassoso, di rivalsa pulita nei confronti delle piccole ingiustizie quotidiane di cui ognuno è vittima, ma perché dietro questo paravento esteriore dall’impatto diretto, opera il vero motore invisibile del successo, ovvero i protagonisti, con tutto ciò che solo loro, e non altri, sono in grado di trasmettere in maniera subliminale al grande pubblico. I generi cinematografici sono legati alle epoche e alle mode, e questi sono indissolubilmente legati all’aspetto epidermico a cui facevo riferimento prima, ma il motore invisibile del successo travalica le tendenze estemporanee, per allocarsi un una dimensione sovrastante. Per tale motivo la popolarità cinematografica non va a braccetto con quella televisiva, amata figlia di ogni generazione.
Se un giorno avrò la fortuna e l'onore di poterLe stringere la mano, Le dirò semplicemente "grazie", un grazie che racchiuderebbe sentimenti profondi che, sono sicuro, una persona come Lei coglierebbe immediatamente nella loro più autentica e profonda essenza, senza l’ausilio di ulteriori, non necessarie parole.
Con profonda stima
Carlo
Autore: Carlo
Lettera per Bud Spencer. Lettera 1.
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