Lettera per Beppe Fiorello
Lettera aperta di Giuseppa a Beppe Fiorello
“Penso che un sogno così ”
12 gennaio 2021,
Buongiorno Beppe Fiorello,
che dire, sarà perché sono siciliana, sarà perché stiamo vivendo un periodo particolare, un periodo in cui ci sentiamo fragili, indifesi, e abbiamo sete e fame di amore e di calore umano, sarà perché . . . . sei tu , , , bravo . . . bravo , , , sei grande, grande.
Sei riuscito a farci vivere e rivivere certi momenti del passato, di un passato non solo mio, tuo ma di tutti noi italiani degli anni '60 e non solo. Sei riuscito, a momenti, a farmi ridere: e la zia con la sua cicoria e la casa piena di invitati che si moltiplicavano da 20 a 40 e poi a 50 e 60, e tuo padre generoso com'era, aggiungeva più di un posto a tavola, bei tempi quelli! E noi, adesso, come siamo ridotti, altro che aggiungi un posto a tavola! E poi sei riuscito a farmi piangere: la melodia, le parole delle canzoni e poi ancora l'immagine di tuo padre, in macchina, che esalava l'ultimo respiro; e poi, a momenti, ancora sei riuscito a farmi reagire emotivamente piangendo e ridendo contemporaneamente. Prima ho cercato di nascondere le lacrime, ma poi mi son detta, perché nascondersi, è bello sentire una canzone, è bello commuoversi, la vita in fondo, è anche questo.
Ciao Beppe, grazie.
Un forte abbraccio
Autore: Giuseppa
Lettera per Beppe Fiorello. Lettera 47.
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