Lettera per Ferzan Ozpetek
Lettera aperta di Claudio Nicoletti a Ferzan Ozpetek
“La Vetrina - 2-3-4”
9 gennaio 2025,
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
2 UFFICIO di PIETRO – ESTERNO NOTTE
CL. (musica: Enya - primi 2 minuti della n° 5 di Watermark).
Una strada deserta, diritta, e sui due lati capannoni industriali, la luce dei lampioni viene riflessa dall’asfalto bagnato ma non piove più. In PP un parcheggio vuoto contornato da un giardino ben curato. La ripresa è effettuata da una postazione alta 5 o 6 metri e l’immagine non si muove sino alla fine della sequenza. In fondo alla strada, in lontananza, si scorge la luce di due fanali che entrano in scena e percorrono tutta la strada in direzione della macchina da presa, l’auto entra nel parcheggio dopo aver azionato l’apertura del cancello automatico scorrevole e si ferma vicino all’entrata dell’edificio di recente costruzione. I fanali si spengono.
3 UFFICIO di PIETRO – ESTERNO NOTTE
L’INQ davanti all’auto ne riprende la metà. Pietro scende con in mano una 24ore, guarda l’edificio della sua ditta con una sorta di amore odio, e la luna che esce da una nuvola richiama la sua attenzione, la osserva, (via alla musica) vorrebbe sdraiarsi per osservarla meglio e per confidarsi, si china ed accarezza l’erba. Guarda la mano bagnata.
4 UFFICIO di PIETRO – ESTERNO NOTTE – 2:00
PP di un particolare dell’auto. La ripresa si allontana alzandosi fino a comprendere tutta l’auto col protagonista sul tetto che osserva la luna con la 24ore in mano. Chiude gli occhi. L’INQ si alza verso la luna. (tempo 2 min.=4:30)
Autore: Claudio Nicoletti
Lettera per Ferzan Ozpetek. Lettera 183.
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Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 1 anno, da Claudio Nicoletti5 UFFICIO di PIETRO – INTERNO NOTTE – 3:00
L’ufficio è buio, l’INQ comprende la scrivania, la poltrona, una bella pianta e dietro la scrivania una finestra dalla quale si capisce che siamo al primo piano. Si ode il rumore di una persona che è entrata al piano di sotto e che sta salendo le scale. Pietro entra nell’ufficio senza accendere le luci e siede alla scrivania, la mano si allunga come per accendere il computer ma poi si ritrae senza averlo fatto. E’ sulla quarantina, lo sguardo è perso, rispecchia uno stato ormai privo di obiettivi, di stimoli, come di chi è consapevole che occorra fare qualcosa, il problema sembra essere cosa. Le mani massaggiano la fronte, poi Pietro si alza ed osserva dalla finestra il chiarore che preannuncia l’avanzare dell’alba: (parte la musica: Enya - primi 3 minuti della n° 6 di Watermark) laggiù, in quella parte di cielo più luminoso tra poco spunterà il sole. La mano si abbassa verso la tasca della giacca, prende qualcosa e la posa sul davanzale nascondendo la porzione di orizzonte dove immagina che il sole sorgerà: è un pezzetto di costruzione. Un pezzetto di Lego. Rosso. Lo ha sempre con se, da 40 anni, da quel giorno. Lo ha chiamato Kos, una cosa che rimane con te per 40 anni deve per forza avere un nome. Dopo qualche secondo, quando sposta Kos, dietro c’è il sole. Sul viso un leggero sorriso. Stringe un poco gli occhi per ricordare meglio. Ripensa alla sua infanzia. (tempo 3 min.=7:30)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 1 anno, da Claudio Nicoletti6 FB - BN - CASA della Nonna – ESTERNO GIORNO – 2:00
Pietro è un bambino di 8 anni, rincorre galline, sale sugli alberi per mangiare albicocche e ciliege, seduto sotto un albero con un coltello lavora un piccolo tronco, ritaglia una camera d’aria di bicicletta, un pezzetto di cuoio preso nella bottega di suo nonno calzolaio e costruisce una fionda rifinendola con tanti anelli sempre di camera d’aria per creare una impugnatura più comoda e con quella tira sassi alle rondini sui cavi elettrici, pesca con le mani sotto ai sassi del fiume e li mette in una pozzanghera.
VOCE FC - Siamo nella campagna emiliana negli anni sessanta: la tv e la corrente elettrica sono arrivate da poco, per la strada le macchine non sono ancora pericolose ed un bambino di 8 anni vive senza timori tutto il giorno senza controllo degli adulti ma solo coi coetanei, la bici, la natura e poco altro. Desideravo tanto “andare dalla nonna”, ogni momento libero dalla scuola e da giugno ad ottobre ero là coccolato da nonni e zii. Ero il primo, e per ora unico, nipote.
(tempo 2 min.=9:30)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 1 anno, da Claudio Nicoletti12 FB ## - CASA della Nonna – INTERNO GIORNO – 1:00
Il Nonno rivede la scena di Pietro bambino. E’ seduto su di un pavimento fine anni 50 in maglietta a righe orizzontali e pantaloncini corti. Nella stanza non si vede altro. Davanti a sè una costruzione di mattoncini Lego. Lo sguardo del bambino passa dalla costruzione a qualcosa più in alto, davanti a lui, più volte. Il suo sguardo è incuriosito dall’una e dall’altra cosa alla stessa maniera. FC il sottofondo è di un martello che picchia su dei chiodi per piantarli nel legno.
(tempo 1 min.=18:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 1 anno, da Claudio Nicoletti13 RITORNO ALLA SCENA 11 - ## – CASA della Nonna – INTERNO GIORNO – 1:30
...e prendendo la mano di Pietro posa nella stessa il pezzetto di costruzione e dolcemente la richiude. Carezza la testa del bambino e senza dire una parola esce, turbato.
Pietro guarda il pezzetto con un sorriso e guarda la nonna con sguardo interrogativo. Nonna lascia ciò che sta facendo, si asciuga le mani nel grembiule mentre si avvicina al divano. Si siede ed inizia a parlare quasi come raccontasse una fiaba.
NONNA Quel giorno d’estate eravamo in casa solo io, tu ed il nonno. Sembrava una giornata come tante ed invece proprio quel giorno, proprio qui, proprio a noi, doveva succedere qualcosa di particolare, qualcosa che da quel giorno... ci ha un po’ cambiati. Non so dirti il motivo, o forse il motivo è molto semplice. Forse il motivo è che in questi anni lo abbiamo raccontato tante volte ed ogni volta chi lo racconta si emoziona ed emoziona chi lo ascolta. Nonno l’ha raccontato a me una volta soltanto e da allora non vuole più nemmeno sentirne parlare.
Gli prende una agitazione e deve andarsene.
Tu non puoi ricordare.... Eravamo qui io, tu ed il nonno.
Io dovevo uscire e chiesi al nonno se poteva guardarti per alcuni minuti......
(la musica sale e copre la voce che sfuma)
Il PP di Pietro bambino sfuma nel PP di Pietro adulto in ufficio che osserva il pezzetto di costruzione. (tempo 1:30 min.=19:30)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 1 anno, da Claudio Nicoletti14 UFFICIO di PIETRO – INTERNO GIORNO
E’ ormai giorno e arrivano uno ad uno tutti i dipendenti.
Arrivo del socio. Del socio si sente la voce ma la ripresa resta su Pietro.
SOCIO Eccomi, quando vuoi possiamo iniziare.
PIETRO Sono pronto.
L’espressione di Pietro è assente come fosse ancora tra i ricordi. Quando ritorna al presente prende i documenti dalla 24 ore ed esce dall’ufficio (ancora una volta la ripresa resta immobile ed inquadra ora l’ufficio vuoto.
15 UFFICIO di PIETRO – INTERNO GIORNO
Attraverso una vetrata si vede Pietro seduto ad un tavolo. Non c’è sonoro del dialogo ma solo Musica . Non si vede nemmeno il socio interlocutore. Attraverso la mimica di Pietro, si percepisce che sta ascoltando il socio, gli atteggiamenti sono di disapprovazione e di sconforto. L’incontro inizia calmo poi sempre più agitato. Pietro sfoglia carte e cerca di convincere il socio di qualcosa. Vengono inquadrati alcuni dipendenti dagli sguardi preoccupati (qualche battuta tra i dipendenti potrebbe starci). Poco dopo Pietro sconsolato esce dall’ufficio e dall’edificio.
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 1 anno, da Claudio Nicoletti16 UFFICIO di PIETRO – ESTERNO GIORNO – 3:00
(stessa ripresa della scena 2, ora però è giorno fatto ed il parcheggio ora è pieno di automobili)
Pietro esce, sale in macchina e si allontana lungo la strada.
(tempo 3 min.=22:30).
17 STRADA nel BOSCO – ESTERNO GIORNO – 4:30
(Musica: Enya – 7 Watermark - Orinoco Flow 4:25) Ripresa dall’interno dell’auto.
Ora è uscito il sole e l’aria è stata pulita dalla pioggia. La strada è stretta e tortuosa e attraversa un bosco di castagni e felci. Il paesaggio è incantevole ed emana calma. L’espressione del viso è più rilassata ma gli occhi sono lucidi. Le abitazioni sono vecchie case di campagna ristrutturate e ben curate. Pietro le osserva, una ad una, ma lo sguardo è di chi già le conosce. Pare voglia attingere dalle aie, dai portici, dalle stalle la tranquillità che oggi non ha.
Guidando si allarga il nodo della cravatta. L’auto dopo la salita è giunta in cima ad un crinale che domina la valle e la città, poco dopo parcheggia su un prato vicino ad una piccola vecchia chiesa forse non più utilizzata. Pietro scende dall’auto e lasciando la portiera aperta si avvicina ad un albero, sembra accarezzarne il tronco, osserva una lunga fila di formiche che sale e scende poi siede ai piedi dell’albero.
PPP sugli occhi chiusi. La ripresa si allontana molto lentamente finchè è visibile la cravatta con sopra KOS e poi tutto il corpo abbandonato sull’erba, con le mani sull’erba, indietreggia ancora finchè non entrano nell’immagine l’auto e la chiesa.
La musica sfuma.
...E’ passato del tempo, (in sottofondo ora solo i rumori della natura) riapre gli occhi, ruota la testa per guardare verso la sua mano. PAN lungo il braccio sino alla mano: sul dorso una chiocciola. La avvicina al viso e la osserva,
PIETRO – Buongiorno ....
tocca delicatamente le piccole “corna” che si ritraggono e tornano a distendersi. Rilassa il viso e richiude gli occhi nuovamente tenendo la chiocciola sul petto che avanza sulla cravatta in direzione di KOS. (tempo 4:30 min.=27:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 1 anno, da Claudio Nicoletti18 CASA DI PIETRO – INTERNO GIORNO – 3:00
La moglie incinta ed un figlio lo accolgono. Lei sta preparando la cena ed il bambino aiuta ad apparecchiare la tavola. Quando Pietro entra, Mamma guarda l’orologio a muro incredula. Non arriva mai così presto.
MAMMA – Ciao?! Stai poco bene?
PIETRO – No, no. Tutto a posto.
(rivolto al figlio) Ciao amore, come stai?
Sembra ci sia armonia, Pietro è tranquillo, aiuta anche lui a preparare cena e tavola.
Si scambiano poche frasi sulla giornata (DS Dialoghi da Sviluppare)
Durante la cena basta però una sciocchezza, una disattenzione del figlio per innervosirlo e l’armonia è perduta. La moglie lo critica duramente ma da un po’ di tempo è un comportamento abituale.
Dialoghi DS
(tempo 3 min.=30:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 10 mesi, da Claudio Nicoletti19 CASA DI PIETRO – INTERNO NOTTE – 3:00
Lui si dispiace. La sera a letto, mentre il bambino dorme, lui parla alla moglie della propria situazione al lavoro.
Parlano di quello successo a tavola, dei vari litigi degli ultimi tempi, delle motivazioni, delle paure, dei ripensamenti, dei dubbi.
Monologo accorato di Pietro al quale la moglie si arrende. Lei piange ma lo rassicura. Insieme prendono la decisione. Pietro lascerà il proprio lavoro. La ditta alla quale ha dedicato gli ultimi dieci anni.
Dialogo DS
PIETRO – Scusa.
Penso di non farcela a sopportare ancora questa situazione. Ogni giorno è peggio. Pensavo fosse un momento passeggero ma non vedo soluzioni. Il problema è che non sono più sereno. Non riesco a prendere la vita come vorrei. E questo è insopportabile. Non posso accettare che il lavoro guasti ogni altra cosa. I soldi servono ma ora passano in secondo piano. Abbiamo qualcosa da parte ma non è molto e a giorni nascerà Anna. Ma non posso continuare perchè so già che me ne pentirei per tutta la vita.
MAMMA – Che pensi di fare?
PIETRO – Cercherò un lavoro. Ricominceremo, lo so non è facile ma so anche che devo cambiare, non posso rimanere. Devo andarmene da lì.
MAMMA – Cosa pensi di fare, hai qualche idea?
PIETRO – Nemmeno una.
Silenzio. Mamma spegne la lampada. Nella penombra la voce di lei.
MAMMA – Amore, in qualche modo faremo, purchè tu sia tranquillo, purchè la nostra famiglia e la nostra vita sia tranquilla.
(tempo 3 min.=33:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 10 mesi, da Claudio Nicoletti20 UFFICIOdi PIETRO – ESTERNO GIORNO
Stessa INQ della scena 2. Arrivo dell’auto.
21 UFFICIO DI PIETRO – INTERNO GIORNO
(Musica: Enya: n° 2 Watermark)). Non c’è dialogo. Pietro porge la mano ai suoi ex dipendenti maschi e bacia le femmine. Tutti dimostrano dispiacere.
Lascia tutto sul tavolo: chiavi, carte di credito, telecomandi,...
Firma un paio di fogli...
22 EX UFFICIOdi PIETRO – ESTERNO GIORNO
...e se ne va a piedi. Stessa INQ della scena 20. Si allontana lungo la strada con le mani in tasca.
23 UN PARCO – ESTERNO GIORNO – 2:00
Rumori del parco. Senza dialogo.
Siede su una panchina. Panoramica sul parco in una bella giornata di maggio. Ha smesso da anni di fumare, ma se le porta sempre con se. Si accende una sigaretta. Non è chiara la funzione della sigaretta. Non parlo del vizio, quello è fin troppo chiaro. Penso ai “non fumatori”, quelli che fumano due sigarette al mese, che a volte, in certi momenti, sentono la necessità di fumare, anzi non di fumare, ma del gesto del fumare. Forse è solo il fatto che siamo cresciuti guardando i miti, i Bogart, i Dean, i Delon, che nelle condizioni critiche si accendevano una paglia e a volte era l’ultimo gesto prima di un inizio, di una fine comunque di una svolta....butti fuori ciò che hai dentro assieme al fumo. Butti fuori la rabbia, la tensione, la verità, le paure e con la sigaretta tra le dita non sei solo a prenderti la responsabilità del momento....siete in due: tu e la sigaretta, tu hai solo la metà della colpa.
Guarda il fumo della sigaretta e si ricorda di quella volta da bambino quando .........
(tempo 2 min.=35:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 10 mesi, da Claudio Nicoletti24 FB - CASA DI NONNA – ESTERNO GIORNO – 3:00
Pietro (a 8 anni) è seduto sul marciapiede e vede un pacchetto di sigarette sotto ad un tavolino in giardino. E’ attratto da quella cosa “da grandi”. Nessuno si accorgerà se ne prendo una. In cucina recupera qualche fiammifero di legno ed ora prova ad accenderla. Ha dato due tiri quando sente i passi di qualcuno, soffia fuori il fumo e cerca un posto per nasconderla, a misura di braccio la botola che dà sulla cantina. La getta dentro. La nonna esce dall’angolo della casa con i panni da stendere e lo guarda sorridente e Pietro risponde al sorriso.
.....
Del fumo esce dalla botola. Ma nonna è ancora li. Finalmente libero corre a vedere. Il fuoco ha acceso il terreno pieno di pezzetti di legna e segatura. A un paio di metri la catasta di legna. Chiama aiuto mentre di corsa risale le scale. Un getto d’acqua sta spegnendo il fuoco e il nonno si congratula con lui.
(tempo 3 min.=38:00)
25 CASA DI PIETRO – INTERNO GIORNO – 1:00
La famiglia è in giardino. La moglie è ormai prossima al parto. Pietro taglia l’erba ed il figlio gioca col pallone.
MAMMA – Papà puoi venire?
Il vestito leggero di Mamma è bagnato sul davanti.
MAMMA – Mi sa che è ora.
PIETRO – Andiamo?
MAMMA – Penso di sì. Prendi tu la valigia? (poi rivolta al figlio) Vieni un attimo. Ti ricordi quello che ti abbiamo detto sulla sorellina? E’ ora di andarla a prendere. Tu rimani con Nonna, anche papà deve venire con me per aiutarmi. Stai tranquillo amore, ti telefono stasera.
Pietro strizza l’occhio al figlio ed escono.
(tempo 1 min.=39:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 4 mesi, da Claudio Nicoletti26 CLINICA – INTERNO GIORNO DS – 2:00
Alcune scene subito dopo il parto. E’ un momento stupendo in famiglia e Pietro ha tutto il tempo che vuole da dedicarle.
Foto e riprese della famiglia.
(tempo 2 min.=41:00)
27 CASA DI PIETRO – INTERNO NOTTE – 1:00
Sono bei momenti: alla sera bacia la moglie, il figlio, la figlia e si ritrova solo nella penombra a combattere con i conti che non tornano e a letto rimane ore a guardare il soffitto. E una notte ripensa a quel giorno seduto sul prato, alla chiocciola (FB). Ripensa a un ricordo lontano: si alza e al buio sale le scale che portano in soffitta cercando di non fare rumore.
(tempo 1 min.=42:00)
28 CASA DI PIETRO (SOFFITTA) – INTERNO NOTTE – 3:00
Musica da scegliere. Passeggia tra tutte quelle cose cariche di polvere e di ricordi. La chitarra, gli spartiti, i vecchi 45 giri, i fumetti, i modelli di navi, le foto, le conchiglie raccolte nelle ferie estive, i vecchi giocattoli.......Cerca tra i libri, e tra le pagine ritrova tanti ricordi. Apre scatoloni chiusi da tempo, gli capitano in mano diversi libri, poi finalmente trova quello che sta cercando. “L’allevamento della chiocciola”. Soffia sulla polvere, scopre dal nylon un vecchio divano, si siede e comincia a leggerlo.. (tempo 3 min.=45:00)
29 CASA DI PIETRO – INTERNO GIORNO – 2:00
DS diverse scene flash sulla ricerca.
Approfondisce l’argomento. Enciclopedia. Internet. Esiste una Associazione Nazionale Elicicoltori. Stampa un periodico. Prende appunti, telefona, contatta persone che hanno allevato...
Ha deciso: alleverà Chiocciole. (tempo 2 min.=47:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 4 mesi, da Claudio Nicoletti31 CAMPAGNA –ESTERNO GIORNO – 1:00
Ora deve trovare la terra in affitto. Non è facile. Varie INQ sulla ricerca. Passano i giorni, gira la pagina del calendario: è già novembre. Se non trova la terra subito perderà un anno: la deve trovare, assolutamente.
PIETRO – La terra non si trova! Nessuno vuol cedere nemmeno un ettaro.
MAMMA - Motivo?
Praticamente non hanno motivo. Sto offrendo loro il doppio di quello che ricaveranno, eppure. Sono troppo legati alla loro terra, non so. Come posso convincerli? Poi ci vuole l’acqua vicina e possibilmente la corrente elettrica, altrimenti dovrò mettere un generatore,......... ma a questo penseremo dopo, ora devo trovare un paio di ettari.
MAMMA – Non so se augurarti di trovarla!
PIETRO – Ci devo almeno provare.
Lei lo accarezza sulla testa.(tempo 1 min.=51:00)
32 CAMPAGNA –ESTERNO GIORNO – 1:00
Musica senza dialoghi. Continua la ricerca. In campagna parla con tante persone finchè .....
Il proprietario sta curando le ultime cose rimaste di un bell’orto.
PIETRO – Buongiorno..mi scusi. Saprebbe darmi un’indicazione.Mi chiamo Pietro. Sto cercando terra in affitto.
DARIO – Buongiorno, (allunga la mano) Dario. E per farci cosa?
PIETRO – Vorrei allevare lumache.
DARIO – Mi piacciono le lumache. E quanta terra le serve?
PIETRO – Un paio di ettari.
DARIO – Venga che ne parliamo davanti a un caffè
Scene col proprietario della terra che mostra una possibile soluzione, il canale per irrigazione, l’attacco della corrente elettrica,..... E’ ormai inverno per non perdere un anno dovrà lavorare duro, ma l’ha trovata, l’ha trovata. Ha due ettari di terra. (tempo 1 min.=52:00)
33 CAMPAGNA –ESTERNO GIORNO - 4:00
(Musica: Enya-4 Watermark - Storms in Africa 4:00 =56:00) (Scene varie sulla costruzione dell’impianto. Ognuna di qualche secondo. Mette un asse per Kos ed ogni sera segna la posizione del tramonto. Tutti i lavori vengono eseguiti davanti a Kos DS)
PP Una mano tiene un paletto ed una mazza lo colpisce per piantarlo. Vi è fissata l’estremità della cordella metrica che si allontana mentre l’INQ si allarga. E’ Gennaio. Fa freddo. Col gesso vengono segnati i confini. Si scava il solco per la recinzione esterna. La trivella perfora il terreno per i pali. Sistemazione delle lamiere. Scavo per elettricità. Alla sera a casa dolori ai polsi, ai gomiti, alle spalle. Pioggia e fango. Fatica. La neve. La disinfestazione. Costruzione dei recinti interni. Impianto di irrigazione. Fresa. Semina. Dolori. A casa ha preparato una targa che ora attacca alla porta d’entrata sulla quale è scritto “My Way”(tempo 4 min.=56:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 3 mesi, da Claudio Nicoletti34 CAMPAGNA –ESTERNO GIORNO - 4:00
La famiglia viene a visitare l’allevamento in costruzione. Pietro spiega nei particolari quello che farà. Una mano attiva l’irrigazione e la scena termina con la visione dell’intero impianto irrigato al tramonto. ”(tempo 1 min.=57:00)
35 CAMPAGNA –ESTERNO GIORNO DS – 4:00
Ora occorre aspettare che la verdura sia almeno 20 cm per poter mettere le fattrici.
Diverse scene in campagna.
Nell’attesa lavora l’orto. Osserva gli animali. Porta i figli in campagna. La primavera è bellissima.
Scene di campagna alle quali assiste e che lo fanno riflettere sul passato e sulla qualità della vita sino ad allora. Capisce che per il lavoro ha perso tanti momenti. Gli animali della campagna, le piante nascono, crescono, le albe, i tramonti, le emozioni piano piano prendono vita ed importanza nella sua vita.
Un vecchio contadino confinante a volte si ferma incuriosito dall’allevamento e gli insegna alcune cose (seminare, usare gli attrezzi, il trattore).
KOS è sempre sull’asse del tramonto. Il canale per irrigare diventa un amico. Sotto la quercia, sulla sedia, dalla tasca estrae il pezzetto di costruzione e ricorda la sua infanzia. ..e si ripete la scena del nonno che si allontana quando la nonna racconta di quel giorno.
FB Il racconto della nonna FC aiutato dalle scene prosegue (tempo 4 min = 61:00)
36 FB BN CASA della Nonna – INTERNO GIORNO – 2:00
PP di Pietro bambino che seduto a terra gioca con le costruzioni.
Musica (sceglierne una che sarà riproposta in tutti i ## di questa scena).
NONNA –Per la camera di Zia Sonia nonno aveva recuperato dalla cantina un vecchio armadio ancora in buone condizioni ma col pannello posteriore rotto.
Nella stanza solamente un armadio scostato dalla parete e dietro l’armadio il nonno su una scala sta aggiustando il pannello posteriore. Ha i chiodi in bocca, il martello in mano, ne pianta alcuni, scende e risale sulla scala e procede a mettere chiodi sempre buttando ogni tanto lo sguardo sul bambino. (tempo 2:00 = 63:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 3 mesi, da Claudio NicolettiSECONDO TEMPO
38 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO – 4:00
(Musica: Enya- n° 1 The Celts - ..... 4:00)
Il vecchio Ducato avanza lungo la carrareccia lentamente. La verdura è stupenda.
SOGG – CARR sulla magnifica verdura.
Si aprono i portelloni del furgone e sul pianale decine di sacchetti contengono le 9.000 chiocciole.
39 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO
Immissione Fattrici. E’ presente tutta la famiglia. I sacchi di chiocciole scaricati dal furgone vengono trasportati con la carriola e scaricati a fianco del recinto. Le chiocciole vengono delicatamente fatte scivolare sulla rigogliosa verdura. Irrigazione.
40 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO DS
Si riposano tutti osservando i getti che lentamente bagnano tutto l’allevamento. Pietro si alza ed evitando l’acqua cammina tra i recinti mentre le chiocciole, svegliate dall’acqua, iniziano a muoversi. Lo sguardo è emozionato come un padre davanti al figlio appena nato.
MAMMA –Vieni a casa?
PIETRO – Rimbocco le coperte e arrivo.
Sotto la quercia, il riposo e ripensa al passato per capire il presente. Prende appunti. Primi ricordi da bambino. Ripensa alle emozioni della sua vita. Tutto questo finirà con lui. A meno che....non resti una traccia, non restino in qualche modo questi ricordi, per far sì che altri possano rivivere quei momenti, altri possano godere di quelle emozioni per crearne di nuove. Questo, forse, è dare un senso alla vita. Lasciare un segno, un graffio su questa vita. Le emozioni della sua vita saranno quel segno. Deve raccoglierle per lasciarle a qualcuno. A qualcuno che le possa apprezzare. A qualcuno che si possa emozionare un’altra volta. Sì, forse è questo il senso, forse è questo che ha spinto gli artisti a creare dipinti, sculture, pagine indimenticabili, musiche incredibili, sceneggiature affascinanti. Ma pure la natura con le sue manifestazioni rappresenta momenti unici.
(tempo 4 min. = 69:00)
41 CASA DI PIETRO (SOFFITTA) – INTERNO NOTTE
In soffitta ricerca le vecchie cassette dei film, i ricordi di famigla, di sport e musica. Ricordi di bambino.
Scrive i propri ricordi per poterli far rivivere ai suoi figli. Per non dimenticarli. Ritrova gli oggetti della sua vita.
(tempo 3 min. = 74:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 3 mesi, da Claudio Nicoletti42 Diverse scene in CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO –
Musica dalla Radio. (Musica) Scena spensierata. Poi le fatiche, i dolori, gli amici che vengono a visitarlo, le emozioni, gli aiuti, i pro e i contro, il benessere del corpo, le conquiste, gli errori, la qualità della vita, l’orto, le verdure per se e per gli altri, lo studio, accettare la natura, accettare la pioggia, il vento, il sole e ......mai lamentarsi verso la natura.
Tutto questo modifica la visione della vita. La natura ti indica sempre strade giuste ma spesso difficili da percorrere. La vita te ne indica altre, quasi sempre più comode ma spesso vuote. E’ sempre più difficile vivere ciò che ti emoziona.
Vivere adesso. E’ l’unico modo per combattere giorno dopo giorno la morte. Non rimpiangere nulla.
(tempo 6 min. = 80:00)
43 Diverse scene in CASA di PIETRO – INTERNO GIORNO –
(Musica: Enya- n° 3? The Celts - ................. 0:00)
Vuota una bella vetrina antica da cose inutili.
La sistema in sala.
La pulisce.
La restaura.
Inizia a preparare la sua Vetrina delle Emozioni. Le vecchie videocassette dei figli, i disegni, i quaderni di scuola, le proprie pagelle, le foto scolastiche. Poi la sua passione: il cinema (VHS, DVD, foto, oggetti,..).
Il rapporto coi genitori, con i figli, i compagni di scuola, il lavoro, la lettura, l’arte, la musica,..... il cinema.
44 CASA di PIETRO – INTERNO GIORNO –
Tutto migliora. I tempi della natura, gli animali, la terra, le piante, il sogno, la volontà, la sconfitta, il ritorno.
45 Diverse scene
Sotto la quercia, per riposarsi, dedica sempre qualche minuto ai ricordi. L’infanzia, l’attacco del cane, la mamma che lo scopre ferito, le cadute in bici, la mamma che ancora una volta lo scopre ferito, la pesca con le mani nel fiume, l’armadio ed il nonno che se ne andava.
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 3 mesi, da Claudio Nicoletti46 Diverse scene davanti alla TV in CASA di PIETRO – INTERNO GIORNO – 12:00
Nella vetrina ripone gli oggetti delle sue emozioni e a volte non si trattiene dal riviverle:
Nel cinema: Blade Runner, Mission, C’era una volta il west / in America, Il cacciatore, Balla coi Lupi, L’Attimo Fuggente, Il gladiatore, Il Postino, Schindler’s List, Blues Brother, Frankestein Junior, ....
Nello sport: Tomba, Baggio, Pantani. Kassius Clay (da grande e da malato).
Nella Musica: My Way, Imagine, Moon River, Elvis, Pavarotti, la Callas e ....Vasco.
Nella Poesia: Lentamente di Neruda, Se di Kipling,....
Nei fatti: La guerra, la fame, la povertà, i personaggi,.....
Nella famiglia: gli eventi, i ricordi, le foto,.....
Nell’arte: Pitture, sculture, architetture, ......
Inizia un’osservazione degli animali, lo stile di vita, la filosofia di vita. La lentezza genera la calma, la serenità, il pensiero, la ragione. Il sonno della ragione genera mostri (Goya).
Imporsi di non arrabbiarsi, la comprensione, la tolleranza.
La Madre: sarta alla macchina da cucire tutta una vita (macchina vecchia sfuma in una moderna)
La sua vita (della madre) per i figli.
Rivive la vita dall’infanzia ad oggi ed in questo modo analizza e comprende cose che non aveva analizzato ne compreso prima.
Comprende ora che ha figli i comportamenti della madre verso di lui bambino.
Emozionarsi ogni giorno ecco “il senso della vita”, se un giorno sta per finire senza una emozione, prima di andare a dormire vai e dai una carezza ai tuoi figli, emozionarsi per qualunque cosa lo meriti, creati l’emozione quotidiana.
Bambino: armadio (quando la nonna rientra il nonno è stravolto, non parla ed esce) quella deve essere stata una bella emozione: peccato non ricordarla.
(tempo totale 12 min. = 92:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 3 mesi, da Claudio Nicoletti47 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO – 0:30
(Musica: Enya- n° 8 The Celts - ....................... 0:00)
Lavoro in campagna da giugno a settembre. Una sera di un bel giorno di agosto scorge le prime chioccioline nate.
Migliaia di piccole chiocciole improvvisamente, quasi tutte nello stesso istante, iniziano a muoversi, a mangiare, crescono.
48 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO – 0:30
Spostamento da un vecchio recinto ai nuovi. e conta delle nuove nate.
49 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO – 0:30
Semina accessoria di colza e girasoli. E’ il momento cruciale. L’allevamento è cresciuto. Scene di Girasoli coi bambini che giocano. I conti, sulla carta, tornano. Dal prossimo anno si parte.
(tempo 1:30 min. = 93:30)
50 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO – 0:30
(Musica: Enya- n° 6 The Celts - ....................... 0:00)
Deve raccogliere le chiocciole di notte. Preparazione della carriola con le lampade fissate sul bordo. (tempo 0:30 min. = 94:00)
51 CAMPAGNA – ESTERNO NOTTE – 1:00
Due persone si allontanano tra due recinti chinate a raccogliere. Sullo sfondo la quercia e la luna (Immagine per la locandina:vedi schizzo).
(Musica: Enya-a day without rain ... =.........) Musica durante la raccolta. (tempo 1:00 min. = 95:00)
52 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO – 0:30
E’ ora di coprire i recinti con tessuto-non-tessuto e Buon Riposo.(Musica: Enya- n° 7 The Celts - ....................... 0:00)
(tempo 0:30 min. = 95:30)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 3 mesi, da Claudio Nicoletti53 CASA di PIETRO – INTERNO GIORNO – 1:30
Continua a raccogliere materiale per la Vetrina rivedendo ed emozionandosi ogni volta. (tempo 1:30 min. = 97:00)
54 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO – 0:30
Due mesi dopo.
Bufera di neve. Termometro segna -9.
Segna sul diario le temperature minime e massime giorno dopo giorno, se la temperatura rimane sotto lo zero anche di giorno per parecchi giorni, le chiocciole potrebbero gelare e morire. Anche di giorno la terra è ghiacciata e la vanga non riesce ad entrare.
(tempo 1:30 min. = 97:30)
55 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO – 2:00
Durante l’inverno ampliamento dell’allevamento. Gelo, la fatica, alzarsi sempre con il buio ed iniziare a lavorare all’alba. Nuovi recinti. Raddoppia l’area di allevamento (visto dall’alto).
(tempo 2 min. = 99:30)
56 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO – 4:00
Finalmente il primo disgelo. (Musica) E’ ora di scoprire i recinti. Primo recinto, secondo, terzo....... solo gusci. Quattro, cinque, sei,...ventidue, ventitre, ventiquattro ... solo gusci vuoti.
Aveva messo 9.000 chiocciole fattrici, erano nate ed ora morte 180.000 chiocciole, ora non ne rimangono che poche centinaia. Fa freddo, si guarda attorno, l’inverno, il gelo senza tregua per 12 giorni ha decimato le chiocciole. E’ un disastro. Va verso Kos, lo prende, si inginocchia e come non faceva da anni, piange.(Musica: Enya- n° 8 Watermark - Evening Falls 4:00) (tempo 4 min. = 103:30)
I soldi sono finiti, non si può investire per altri due anni. Devo trovarmi un lavoro e ricominciare, di nuovo.
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 3 mesi, da Claudio Nicoletti57 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO – 4:00
Scena commovente della distruzione dell’impianto DS.
A cosa è servita tutta quella fatica? A cosa è servito? Avevano ragione tutti quelli che lo sconsigliavano? Cerca in ogni sventura qualcosa di buono, sempre.
Non piange più. Ha capito ora a cosa è servito tutto questo.
A migliorare i giorni che gli restano. A cogliere i lati positivi dei momenti difficili. Ad emozionarsi. A cercare un senso nella vita e a trasmetterlo ai figli.
E’ stata un’emozione lunga 3 anni. Ma l’emozione continuerà, ora. Ogni giorno, avrà un motivo per emozionarsi. Ha imparato che vivere emozionandosi da oggi sarà un’altra vita. Sarà finalmente vita.
Saluta quel che resta dell’allevamento, prende solamente Kos e la scritta “My Way” e promette di ritornare. Forse un giorno ritornerò.
Si allontana.
(tempo 4 min. = 107:30)
58 CASA –INTERNO GIORNO DS – 1:00
Si veste. Giacca e cravatta come un tempo. Ma ora è diverso, ora sa cosa fare, sa come affrontare la vita, come guardarla, come cogliere da lei il succo, il sapore, l’odore, l’armonia, i momenti irripetibili. Il senso della vita non è solamente quello che fai, ma come lo fai. Con che spirito, come ti predisponi alle cose, cosa puoi avere dalle cose , dai momenti, dagli sguardi, dalle parole. L’Emozione della vita, la tua vita, la cosa più bella che ti possa succedere è vivere. Guarda Kos, la sua mano (rallentata) entra della sua tasca.
(Musica: Enya- n° 10? The Celts - ....................... 0:00)
...................
30 anni dopo
..................
La sua mano (invecchiata e rallentata) esce dalla tasca della giacca stringendo Kos e ... il tempo è passato, la vita è passata.
(tempo 1 min. = 115:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 3 mesi, da Claudio Nicoletti59 CAMPAGNA – ESTERNO GIORNO
L’INQ si allarga. E’ vecchio. Un sorriso sotto la barba bianca. Seduto sotto la quercia guarda la famiglia che sta arrivando.
Tutti. Il nipotino ha 9 anni lo saluta e lo abbraccia, quando vede Kos gli chiede cosa sia, si siede in braccio e ascolta il nonno.
Non c’è sonoro, solo musica. Racconta e rivive l’emozione che non ricorda: ma l’ha sentita tante volte che ormai è sua.
(tempo 2 min. = 117:00)
60 FB BN CASA di Nonna – INTERNO GIORNO – 3:00
(Forse tutta la scena andrebbe al rallentatore.)
Pietro bambino gioca con le costruzioni. Manca un pezzetto per finire il muro della casetta. Lo cerca con lo sguardo e lo vede poco lontano. Gattonando lo raggiunge. La scena passa più volte da Pietro al nonno che lavora. Il nonno continua a piantar chiodi sul retro dell’armadio, la ripresa dalla testata intagliata scende lungo il fianco dell’armadio fino a terra e un piede a cipolla si inclina un poco, cede piano piano poi si spezza. Il nonno urla. L’armadio inizia a cadere verso il bambino. Il nonno è sulla scala, lascia il martello, cerca un appiglio per tenerlo da dietro ma non c’è nulla, la mani scivolano, l’armadio sta cadendo, Pietro guarda verso l’alto con espressione tranquilla, incosciente e curiosa. Stringe Kos nella mano. Il nonno per un attimo sembra fermare la caduta, le sue mani attaccate al pannello che sta inchiodando, ma è un attimo poi ad uno ad uno iniziano a saltare tutti i chiodi. Le urla del nonno. L’armadio ora sta cadendo, niente e nessuno lo fermerà. Il pannello gli resta in mano mentre l’armadio inesorabilmente, cade. Urla ma non può fare altro. L’armadio finirà sul bambino. Mentre l’armadio cade le due ante lentamente si aprono. Il viso di Pietro con KOS in mano che guarda l’armadio. Il suo viso passa dalla luce all’ombra creata dal pericolo che sta arrivando. Poi le urla ed infine un fragore, la casetta di costruzione sbriciolata dalla testata in legno massello scolpito dell’armadio, la polvere riempe la stanza e poi il silenzio.
L’INQ mostra il fianco dell’armadio con le ante aperte come due ali accoglienti.
L’INQ si alza e il bambino è là, seduto con Kos ancora in mano, al centro dell’armadio. Guarda il nonno, guarda l’armadio, guarda KOS, guarda la sua casetta completamente distrutta e il suo viso si fa triste.
(tempo 3 min. = 120:00)
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 3 mesi, da Claudio Nicoletti61 SOTTO LA QUERCIA - ESTERNO GIORNO – 3:00
Lo sguardo del nipote è incantato dal racconto. Pietro ripete il gesto che fece suo nonno e mette Kos in mano al nipote e gli richiude la piccola mano. Tienilo sempre con te, dice. Spero ti emozionerà come è stato per me.
Tutti se ne vanno. Il bambino lo saluta con la mano che stringe Kos. Ora il nonno è solo ma lo sguardo è tranquillo.
Parte la musica. ((Musica: Enya- n° 11? The Celts - .............. 0:00)
Si alza un po’ a fatica entra dalla porta con su scritto My Way, il posto di Kos è vuoto. L’ INQ si alza. Si incammina lentamente all’interno dell’allevamento col tramonto alle spalle.
Si ferma, si appoggia ad un recinto, si inginocchia e ci si appoggia. Si ha l’impressione di un malore o forse solo di stanchezza.
Ora il viso è sofferente ma non vuole farlo vedere anche se non c’è nessuno. Si volta verso Kos, ma Kos non c’è. Ha ottantadue anni e ottanta li deve a Kos, senza di “lui” di me sarebbero rimaste solo alcune foto di un neonato su un letto, al posto di una vita vissuta: per essere un pezzetto di costruzione rosso, pensa che Kos abbia fatto abbastanza per lui, non gli può chiedere altro e con un cenno del capo ringrazia. A fatica si rialza e raggiunge i girasoli in fiore. Col coltello ne taglia uno e rientra nel recinto, tra le sue chiocciole. Si inginocchia tra il radicchio e la bietola, poi si appoggia al recinto col girasole in grembo. PP Chiude gli occhi.
(la scena ricorda quel giorno sotto l’albero 30 anni fa) Parte l’irrigazione ed il getto passando bagna il suo viso. Gira lo sguardo verso la sua mano aperta e bagnata: una chiocciola vi sta salendo, porta la mano vicino sul girasole e la chiocciola scende per mangiare, stringe per un attimo la mano tremante poi la morte la riapre. L’INQ si allontana e si alza e mostra l’allevamento e l’irrigazione al tramonto.
Parte la musica. (Sinatra - My Way)
(Musica: Enya- n° 9 Watermark - River 3:10)
(tempo 3 min. = 123:00)
FINE
Buongiorno Ferzan Ozpetek,
C'era 3 mesi, da Claudio NicolettiAma.
Non al denaro, non al progresso, non al lavoro, non alla famiglia, non alle gioie ne alle sofferenze. Dedicato all’unica cosa che rende una vita unica: le emozioni.
Non si può fare ciò che, fatto da tutti, sarebbe terribile.
Fai, però, ciò che tutti non fanno e fallo a modo tuo.
Non fare una cosa perchè è comoda, uguale.
Non fare una cosa perchè è scomoda, diversa.
Fai una cosa perchè la ami, perchè la sai fare bene, perchè ti emoziona. Non continuare a farla se non la ami più, se non sai più farla bene, se non ti emoziona più.
Qualunque cosa tu faccia, rispetta il tuo corpo, la tua mente e la natura tutta.
Non sprecare, risparmia. Non risparmiare, elargisci. Non elargire, dona. Non donare, cresci. Non crescere, matura. Non maturare, gioca. Non giocare, ama.
Non abbatterti, recrimina. Non recriminare, inghiotti. Non inghiottire, sbotta. Non sbottare, trattieniti. Non trattenerti, spara. Non sparare, pensa. Non pensare, ama.
Non colpire, sfiora. Non sfiorare, mordi. Non mordere, assapora.
Non copiare, inventa. Non inventare, impara. Non imparare, conosci. Non conoscere, ama.
Non annoiarti, divertiti. Non divertirti, gioisci. Non gioire, soffri. Non soffrire, dimentica. Non dimenticare, ricorda. Non ricordare, vivi. Non vivere, ama.
Non morire, sogna. Non sognare, costruisci. Non costruire, semina. Non seminare, spera. Non sperare, credi. Non credere, dubita. Non dubitare, ama.
Non tradire, rifiuta. Non rifiutare, acconsenti. Non acconsentire, urla. Non urlare, parla. Non parlare, agisci. Non agire, rifletti. Non riflettere, ama.
Non ridere, piangi. Non piangere, ridi. Non cedere, combatti. Non combattere, lotta. Non lottare, discuti. Non discutere, parla. Non parlare, ama.
....e quando tutto finisce........potrai dire di aver amato.
Ciao Ferzan
Claudio Nicoletti
Via Curiel, 13 – San Giorgio di Piano – BO
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claudio.nicoletti2011@####.com