Lettera per Carlo Verdone

Lettera aperta di Paolo DR. '63 a Carlo Verdone
“Musica, strumenti e suono della chitarra.”

21 novembre 2024,

Buongiorno sign. Carlo Verdone,
Ho sentito in varie interviste che Lei si interessa di musica e in particolare della chitarra. Io suono questo strumento oramai da tanti anni, troppi per dire quanti, ma sempre a livello amatoriale.
Lo studio della chitarra è un'attività che migliora molto l'umore e rasserena in una ripetitiva, piacevole abitudine quotidiana, anche quando non è finalizzato all'esecuzione del brano o ad un'esibizione.

Ho notato che lei ha la conoscenza della musica ed in particolare dei brani in cui la chitarra ha un ruolo importante. Chi suona comprende meglio una composizione perché ne conosce ed ha studiato tutte le note; a volte sono tante da ricordare, il più delle volte sono troppe e la mente non riesce a memorizzare per molto tempo, oppure non risulta possibile affatto.

Lei che non è un musicista di professione questo lo sa bene, ed io che rimango un dilettante me ne sono fatto una ragione. Non per questo bisogna però rinunciare al piacere di suonare ed a interpretare, perché se non si adatta il brano alla propria sensibilità musicale ed ai propri limiti tecnici esecutivi, si finisce per smettere di suonare. Capiamo bene che smettere di suonare significa uscire dal mondo dell'espressione musicale.

Io penso di aver capito quali sono i gusti musicali di Carlo Verdone, se ho appreso dalla musica la capacità di capire il gusto musicale ed il carattere delle persone in questo ambito.
Lei, ad esempio, non ascolterebbe Tosin Abasi perché perché fa parte di un tempo ed un mondo che non è il suo. Con questo mi risparmio di dire cosa le piace, penso di saperlo, potrei elencarle tutti i suoi brani preferiti e lei direbbe sì, ma solo perché gliene piacerebbero tanti quanti se ne potrebbero aggiungere ( è uno dei sintomi della indefinita passione estetica per la musica ).

È quel tempo e quel mondo che Lei comprende perché c'è ancora immerso, gli anni '60 e '70 del rock blues ( tempi precedenti o successivi li può apprezzare solamente ma non sentirli propri ).

Immagino che Lei ami la chitarra come strumento, come forma e come suono, ma ugualmente ama la chitarra anni '60, una superstrat può stupirla, anche ammirarla come oggetto, ma non la sentirebbe propria (neanche una iconica Steinberger GL2t per quanto ormai vecchia le piacerebbe. Perché dubito che Lei ami Allan Holdsworth: grand'uomo che ha scritto in mille modi un solo brano come solo lui al mondo e nei tempi poteva fare).

Io penso che lei non stia più suonando, è un ipotesi probabile perché è cosa ricorrente per certe generazioni e perché non ne parla. Chi suona parla dei brani che studia.

A me piacerebbe sentirla parlare di musica e di suoni della chitarra, perché sarebbero interessanti le sue opinioni e ricordi sull'argomento. Proprio perché lei non è un musicista, la sua lettura dei brani è più libera da tutti i vincoli che il mestiere di artista della musica comporta e che lo allontanano dalla sensibilità della gente comune.

Penso che quello che io so sull'argomento (non è poco) potrebbe interessarla e spingerla a suonare e quindi creare degli spazi musicali per lei e momenti creativi nella sua quotidianità (anche se la velocità delle dita e la loro sensibilità con tempo passa, ah ah ah! Si passa al blues).

Apprezzo molto, oltre alle sue opere (ma questo è scontato) i suoi racconti della vita quotidiana. Anch'io ne raccolgo di eccezionali, da film, ma io non scrivo per principio e quindi li dimentico.

Non gradisco molto lasciare il mio contatto nelle finestre sottostanti, ma ho capito una cosa: sul web puoi lasciare qualsiasi traccia di te e non la noterà nessuno. Per cui lascio la mia mail convinto che nessuno la guarderà.

21/11/2024 ore 19:06

Distinti saluti

Autore: Paolo DR. '63

Lettera per Carlo Verdone. Lettera 807.

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