Lettera per Carlo Verdone
Lettera aperta di Reinhard a Carlo Verdone
“Per favore, fate arrivare questa lettera al Signor Carlo Ver”
22 marzo 2025,
Non ricordo bene l’anno ma forse era il 2002 o il 2003. Mi trovavo all’aeroporto di Roma seduto su di una sedia a rotelle. Cera un signore molto gentile che spingeva la mia carrozzina. Ero il primo della fila dei passeggeri appena scesi dall’aereo. Ci bloccarono. Qualcuno ci disse che dovevamo aspettare perché cera Carlo Verdone che stava girando un film. Tutti i passeggeri si riempirono di entusiasmo.
A quel epoca avevo due grandi eroi. Alberto Sordi e Carlo Verdone. Veramente avevo soltanto due film loro, il Marchese del Grillo e in Viaggio con Papa. Questi film me li guardavo quasi tutti i giorni. E prima di avere il videoregistratore cera mio Padre che mi raccontava le loro avventure. Quanta pazienza aveva mio Padre. Mi faceva passare le giornate cosi, ridendo con le storie di questo Papa, che sarebbe lui che andava in viaggio con quel figlio che sarei io. Quante volte mi ha fatto ridere mio Padre con le storie del Marchese e di Carlo che andava in viaggio con Papa.
Sa, Signor Verdone. Se dovessi descrivere la mia vita in poche parole, la mia vita e stata un film dell’orrore. Un film dell’orrore che non finisce mai. Ma quel giorno ci bloccarono in aeroporto. Cera il mio eroe. Carlo Verdone. E mi creda, io non sono uno che impazzisce con le persone famose, ma quel giorno, cera li il mio eroe. Il signore che spingeva la mia sedia a rotelle fece subito sapere la mia storia ad un collega che lavorava li. In quel attimo la mia vita cambio. Carlo Verdone che stava recitando in quel momento fermo tutto e tutti per quel ragazzino seduto su quella sedia a rotelle, e adesso, quasi 25 anni dopo, ricordando quel momento mi vengono ancore le lacrime a gli occhi. Cera un vetro che ci separava. Cera il Signor Verdone la. Prese un foglio dal copione che stavano recitando in quel momento e scrisse: Per Reinhard. Troppo forte! Carlo Verdone.
Scrisse il mio nome bene. Il mio nome e difficile da scrivere. Mi guardo con quei occhi. Con uno sguardo che ancore oggi non riesco a descrivere. Con tanta bontà, con tanto amore e affetto vero, mi fece avere quella sua firma. La sua firma dedicata a me. Tutti i passeggeri fecero l’applauso. Io, preso dalla grande emozione non seppi cosa dire e allora dopo aver ringraziato il Signor Verdone dissi indicando la sedia a rotelle: questo me lo sono fatto andando in viaggio con Papa. Il Signor Verdone per un attimo si spavento, sbianco. Poi all’improvviso capi il mio scherzo e si mise a ridere. Tutti ridevano, le persone che lavoravano al film, all’aeroporto, i passeggeri. Carlo Verdone e veramente forte. E un’anima grande, pura.
Si, Signor Verdone, il percorso della mia vita no e stato facile. Allora stetti 6 anni allettato. Nel 2017, una quindicina di anni dopo del nostro incontro ho vissuto delle paralisi complete ma ho sempre continuato a vivere la vita con un sorriso tra le labbra. E quando sto molto male mi cerco un video suo su youtube e passo dei momenti molto gradevoli, ridendo, perché il sorriso a la forza di guarire, e chi fa ridere la gente in modo sano, ha un lavoro importantissimo perché e un grande guaritore. Ancora oggi, quando nel mezzo della notte mi sveglio pieno di dolore, o di paura, magari perché sono stato accarezzato dalla Morte, quando penso a quel giorno, al giorno che Carlo Verdone fermo tutto e tutti per quel ragazzino sulla sedia a rotelle il mio cuore si riempie di gioia e di luce. Lei non mi ha semplicemente fatto un dono, un attimo di felicita con quel suo gesto disinteressato, lei mi ha fatto un grandissimo dono che perdura nel tempo. Una gioia cosi grande piena di luce vera che non si spegnerà mai. Sono ormai passati quasi 25 anni e ho sempre sognato di invitarla a cena, per ringraziarla e per dirle che sto bene. Non sono guarito, ma cammino, cammino dritto e ho due figli meravigliosi. Non importa se la vita sia un orrore o una via di rose, quel che importa e il nostro sorriso sincero quando guardiamo la vita. Perché ce anche chi sente malinconia mentre cammina sulle rose. Questo e il dono che lei mi ha dato. E grazie a lei, dopo tutte le mie avventure e disavventure in viaggio con Papa e senza, io continuo a sorridere. Grazie a lei continuo a sorridere in questo viaggio che si chiama Vita. Forse lei non lo sa, ma io si. Non siamo mai da soli nel nostro viaggio, ci sono gli Angeli che ci proteggono e io so, che Lei e uno di quei Angeli nella mia vita. L’ho visto nei suoi occhi pieni di bontà quando mi fece avere la sua firma. Volevo farvelo sapere. Voglio farlo sapere a tutti. Adesso dovrò affidarmi a qualche Angelo per farvi avere la mia lettera perché non ho il suo indirizzo. E stato un piccolo gesto unito ad un bellissimo sorriso. Io non so se lei si ricorda di me, ma quel piccolo gesto e stato cosi grande che ancora oggi sento tantissima felicita.
Grazie Signor Verdone, grazie per tutto. E credo poter parlare a nome di tutti. Grazie per tutti quei meravigliosi momenti che Lei ci ha donato tramite i suoi film.
Grazie dal più profondo del mio cuore.
Con tantissimo affetto.
Reinhard Borgmeijer
Autore: Reinhard
Lettera per Carlo Verdone. Lettera 818.
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