Lettera per Paola Cortellesi

Lettera aperta di Matilde Orlandi a Paola Cortellesi
“Riflessioni di un'insegnante sul film "c'è ancora domani"”

13 novembre 2023,

Buongiorno Paola Cortellesi, oggi ho pubblicato un post sui miei social con una foto dei miei amici e come seconda una locandina del suo film: "c'è ancora domani" ed ho scritto questo:

"Cosa c'entrano queste due foto?
Con alcuni della prima foto, ieri, ho visto quelle della seconda🤣Entrambe bellissime rappresentazioni di gente con ideali importanti, questioni che molti di noi giovani, diamo per scontato ma che scontate non sono, come: il rispetto, la parità di genere, il diritto di espressione, di voto, di libera scelta sulla propria vita.

Ringrazio i miei amici con cui ho visto il film meraviglioso della Cortellesi: "C'è ancora domani", un film sul quale si potrebbe scrivere un libro, non una recensione.

Non ho letto recensioni, mi sono fidata di mia madre, quando mi ha detto: "È bellissimo, vai a vederlo"

Io non la presunzione di fare nessun trafiletto, ma qualche cosa vorrei dirla, sia per la mia professione, sia ai miei amici che ancora non l'hanno visto, secondo me tutti dovrebbero vederlo (in particolare gli italiani) andateci, guardatelo, prendete tutte quelle emozioni, piangete, soffrite, ridete, arrabbiatevi, sospirate, siate felici, orgogliosi... dirò di più sarei favorevole affinché venisse proiettato nelle scuole (direi dai 12/13 anni in sù), con professori competenti (si presta veramente all'interdisciplinarità: lettere, inglese, storia, sociologia, filosofia, psicologia, pedagogia, politica) che smuovano alla riflessione e al pensiero critico.

Amo il cinema, ma non ho grandi competenze per parlarne in modo professionale a riguardo... (ho dato un solo esame di storia del cinema, con risvolti pedagogici/psicologici, in particolare riguardo alla pedagogia speciale e all' inclusione)...per me è stato come un caleidoscopio sull'aspetto socioculturale e politico del dopoguerra italiano.

Non racconterò la trama per chi ancora deve vederlo. I temi su cui ho maggiormente riflettuto sono stati: l'emancipazione femminile, la violenza di genere, la pedagogia e l'educazione sessista (abbiamo veramente bisogno dei grembiuli azzurri e rosa alla scuola dell'infanzia?)...
La situazione socioculturale e politica del '46, le realtà di paese, i conflitti di classe, i traumi irrisolti che psicologicamente si posso tramandare di padre in figlio o di madre in figlia e le scelte della regista, come la rappresentazione della violenza domestica."

Io sono un' insegnante, un'educatrice, una guida ambientale escursionistica ed un capo scout. Per me è importante divulgare la cultura , l'educazione, la pedagogia e la crescita personale come respirare. Avrei voluto scrivere di più ma lo spazio sui social (## ed #######) era terminato. Vorrei farle i miei più sinceri e profondi complimenti per la regia e ancora più come prima attrice protagonista.

È un film veramente intenso, emotivo, profondo che necessita di tempo per essere assimilato in tutte le sue sfaccettature. Spero davvero che possa essere proiettato nelle scuole, c'è tanto bisogno di parlare di tutti questi temi, il fondamentale per me è la parità di genere e il rispetto, senza il quale non può esserci alcuna relazione sana, non solo d'amore, ma neanche amicale, professionale e tanto meno una mera e superflua conoscenza.
Grazie per smuovere le coscienze.
Grazie per il suo capolavoro.
Matilde Orlandi

Autore: Matilde Orlandi

Lettera per Paola Cortellesi. Lettera 168.

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