Lettera per Paola Cortellesi

Lettera aperta di Nadia Castelletti a Paola Cortellesi
“Lia, mia madre”

3 gennaio 2024,

Buongiorno Paola Cortellesi,
Ti ammiro molto da quando sei apparsa pubblicamente. Non so perché ti scrivo forse perché tu magari lo capisci meglio di altri.

Nonna Lia
È nata il 4 settembre 1918 a Montecatini (Pistoia). Il suo nome era Cecilia ma tutti la chiamavano Lia.
La sua famiglia era povera. Suo padre Arturo Baggio faceva l’autista di un nobile di Thiene, che lo portava con se nei periodi in cui andava a Montecatini per la cura delle acque termali. Perciò erano lì quando nacque Lia. Il nonno Arturo morì giovane poco più che trentenne. Lia ne aveva 3 era ancora piccola.. Aveva un fratello più grande che si chiamava Battista.
La nonna Stella rimasta sola tornò a Thiene. Si risposò con Angelo Stivanello ed ebbe altri due figli Salvatore ed Elisa. Lia a 12 anni cominciò a lavorare come piccola operaia in una fabbrica di caramelle. C’era a Thiene un mecenate con la passione della musica che radunava bambini particolarmente dotati da avviare allo studio degli strumenti musicali per formare un’orchestra. Lei fu scelta per studiare il violino. Così comincio a dare gli esami al conservatorio di Vicenza e per dieci lunghi anni lavorò e studiò... fino allo scoppio della guerra.
A 17 anni le regalarono un violino per la sua bravura. Il violino era di un liutaio vicentino Giuseppe Zamberti. Durante la guerra fece anche contrabbando di sale e sigarette, perché non c’era lavoro, attraversando i confini di notte rischiando l’arresto molte volte.
La nonna Stella faceva la magliaia e così Lua comincio ad aiutare sua madre.
Se ne andò da Thiene durante la guerra per cercare lavoro a Milano dove abitava sua zia che aveva sposato un sarto milanese. Fu ospite loro e intanto suonava la sera nei teatri, negli avanspettacoli e in alcuni concerti o quando la chiamavano il qualche orchestra.
Trovò anche lavoro come impiegata ai magazzini generali di Erba poi a Milano. Nel ‘46 alla fine della guerra conobbe mio padre Gianni che tornava in Italia dopo due anni di campo di prigionia in Germania. Si sposarono dopo sei mesi. Il viaggio di nozze fu il giro di Milano in tram.

Lasció il posto di lavoro a mio padre e smise di suonare la sera nei teatri.
Nel 1947 sono nata io in via A. Scarpa nella casa di nonno Samuele dove è nato anche mio padre. L’ostetrica si chiamava Cappelli come quella che ha assistito alla nascita dei miei figli (stranezze della vita).
Dopo quasi quattro anni nel 1951 nacque mia sorella Patrizia detta Pita.
RACCONTI DI NONNA LIA
• Quand’era giovane era molto bella e molto corteggiata. Andava a ballare e suonava con altri amici musicisti alle feste e ai matrimoni poi la guerra e la fame la convinsero a fare contrabbando di sale e sigarette. Una notte fu presa dalla polizia però fu rilasciata per intercessione della nonna Stella che riuscì a convincere i carabinieri a lasciarla andare per la sua giovane età.
• Appassionata di cinema e teatro conosceva tutti i film musicali dell’epoca e ha trasmesso la sua passione anche a me. Appassionatissima per la lirica di cui cantava interi brani. La sua prima volta alla Scala di Milano fu quando avevo circa 6 anni. Ricordo che andò con una amica e mi ricordo ancora il vestito a palloncino di tessuto lucido con un grande fiocco piatto dietro....era bellissima.
• A Milano abitavamo a casa di mio nonno Samuele in via Scarpa. C’erano molti cinema vicini il Gloria, lo Zenit ...così eravamo spesso al cinema. Ho visto tutti i film di Disney.
• Ci portò ad un provino a Teatro per la parte di una bimba cieca (“Anna dei miracoli”) da recitare con l’allora famosissima attrice Anna Proclemer (1960). Si dispiacque molto quando non fummo scelte né io né mia sorella.
• Era creativa tagliava e cuciva vestiti per noi. Confezionava costumi per carnevale litigando con mio padre che non gradiva questo tipo di cose.
• Era allegra e anche iperprotettiva con noi. Non ci mandò all’’asilo perché non si fidava.
• Cantava sempre e in casa c’era sempre musica d’opera. Più tardi negli anni fu una grande fan dei Queen
• Mi ricordo che a Milano in via Scarpa c’era una piccola fabbrica di bottoni di latta che rivestivano di tessuto e il proprietario aveva una bella voce baritonale e così mia madre dal balcone e lui dal cortile cantavano i duetti più famosi e i vicini stavano tutti alla finestra e poi applaudivano.
• I momenti più belli erano a Thiene quando andavamo a trovare i nonni. Allora mio zio Salvatore e zia Elisa con mia madre cantavano pezzi di opera interi cantavano e si accompagnavano col violino. Mi ricordo quei momenti come i miei più felici. Trasmettevano passione, entusiasmo, divertimento e gioia....

• Aveva una carissima amica a Milano, più giovane siciliana mi ricordo che il cognome del marito era Rosas ed era uno dei piloti della squadra acrobatica dell’aeronautica.
• Cucinava in modo creativo aveva unito la cucina veneta con quella milanese e i piatti erano appetitosi sempre. Mi ha insegnato a mangiare di tutto dal baccalà alla vicentina al risotto milanese con il midollo, la casseola col maiale, lumache, rane, le moleche di Venezia che trovava al mercato di piazza Piemonte. Ma quando preparava le chiacchiere per carnevale era una festa. Ne faceva una grande quantità anche per i vicini.
• Tutti le volevano bene e la cercavano per consigli e aiuti di tutti i generi
• Mi ricordo che un anno prima di morire si occupava di una signora vicina di casa che aveva la cirrosi....mia madre è morta e la vicina venne al suo funerale.
• L’entusiasmo per la vita me l’ha trasmesso lei
• La curiosità lei
• La creatività lei
• Il piacere del cibo lei
• La passione per la musica lei
• La passione per il ballo lei
• Anche dove mettere i dadi nel frigo ....
• Tutto ciò che sono mi viene da lei.
• Ma un brutto giorno successe l’inevitabile... mio padre la tradì con un’altra che aveva conosciuto vent’anni prima e che ritrovó come collega all’Enel.
• Io venni a saperlo a 19 anni dai miei amici di Bergamo conosciuti da poco perché quando presentai loro mia madre uno ingenuamente disse: ah! Credevo che tua madre fosse un’altra!
• Cominciò la fine per mia madre arrivarono al punto di volersi separare.
• Avevo appena compiuto diciannove anni e per me è stato uno shock.
• Ancora non sapevo nulla della vita e dover sostenere mia madre disperata per me fu devastante...
• La sofferenza e la delusione furono così forti che mi allontanai da tutti e due.
• Lei si adattò, mio padre rientrò in famiglia chiedendo scusa a tutti noi e lei cominciò a morire dentro finché si ammalò di cancro al rene e morì a 63 anni.
• Ho dormito e vissuto con lei all’ospedale di Thiene per un mese sino al suo ultimo respiro lasciando Martino e Luca a mia suocera.

• Quando ha capito che era finita mi chiese persino di aiutarla a morire. È stato un momento terribile anche per me.
• Fortunatamente entrò in coma e dopo qualche giorno smise di respirare anche se il suo cuore continuò a battere per qualche secondo
• Il suo cuore era forte e quando era vivo era anche grandissimo...

Inviato da iPhone di Nadia

Autore: Nadia Castelletti

Lettera per Paola Cortellesi. Lettera 235.

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