Lettera per Paola Cortellesi

Lettera aperta di Giacobbi Maurizio a Paola Cortellesi
“Don Roberto Sardelli”

16 marzo 2024,

Buongiorno Paola Cortellesi,
Gentile Paola Cortellesi,
Sono Maurizio Giacobbi, pensionato
73enne. Non faccio parte di quei fanatici fans assetati di autografi dei propri beniamini dello spettacolo. Tu sei la seconda artista a cui mi rivolgo. Il precedente collega é il compianto e Grande Gigi Proietti,al quale chiesi una copia dello spartito della canzone " te vojo di...". Mi rispose che non esisteva e lui la cantava grazie agli artifici dei suoi musicisti. A te scrivo per un argomento più nobile, che riguarda la vita di Don Roberto Sardelli. Premetto che, al 99%, sono certo di averti incrociata, insieme ad un'altra signora, circa 30 giorni fa, in via del Quadraretto che, passando sotto due ponti ferroviari, accede al Parco di via di Tor Fiscale (7°Municipio zona Porta Furba).
Al 99% sono certo eri tu, perché la tua "alias", come si dice a Roma, era molto "imbacuccata", ma la parte di volto scoperta mi lascia convinto della mia supposizione. Molto meravigliato di quell'incontro, mi sono chiesto quale motivo ti avesse spinta a venire in una zona piena di storia ma anche di tanta povertà. Qualche giorno dopo, in una delle mie passeggiate nel parco, ho avuto la sorpresa di vedere un gruppo di baracche a ridosso degli archi dell'antico Acquedotto Felice. Conoscendo le ragioni della povertà di cui ho accennato, mi sono rattristato al pensiero della disperazione di chi aveva eretto quelle spiacevoli costruzioni. Ma poi parlandone con i compagni della Sezione ANPI "NIDO DI VESPE" del QUADRARO, della quale mi onoro di far parte, ho saputo che le baracche sono una scena del film sulla vita di Don Roberto Sardelli, il prete baraccato per scelta, la cui Regista mi risulta che dovresti essere tu. Ora se l'informazione che ho ricevuto é esatta, ti faccio tanti complimenti per la tua scelta e auguri per il tuo film. Avendo frequentato Don Roberto negli ultimi anni della sua vita, prima che si ritirasse al suo paese natio, e avendo letto il suo testamento spirituale, penso che non gradirebbe un film celebrativo della sua persona, ma un film che metta a fuoco il suo pensiero : "schierarsi dalla parte dei poveri" . Quindi mettere a fuoco quel pensiero, significa mostrare come tanti lo abbiano condiviso in quel periodo:
- i 13 sacerdoti che hanno scritto, insieme a Don Roberto, le due lettere ai cristiani di Roma, con le quali sono state denunciate le condizioni di vita dei baraccati, con grosse responsabilità del mondo politico, industriale e della Chiesa;
- le tante scuole popolari sorte a sostegno dei poveri dei quartieri di Roma;
- i tanti cittadini che sono scesi in piazza per sostenere i lavoratori delle fabbriche occupate.
Riproporre e dare forza al pensiero di Don Roberto, ripercorrendo quei fatti, in questo periodo storico, sarebbe un grande contributo per riaffermare l'importanza del motto "I care", rispetto all'opposto " me ne frego", che produce t⁵anta indifferenza e complicità verso i gravi fatti di oggi.
Se tu ritieni degne di attenzione queste mie considerazioni, per la realizzazione del tuo film, noi della Scuola Popolare del Quadraro (1970/1974), il famoso " NIDO DI VESPE" , che ha subito il rastrellamento nazifascista il 17/4/1944, siamo in grado di fornirti, gratuitamente, documentazioni scritte in merito, un video presente su you tube e farti visitare la baracca, originale, in cui i 13 sacerdoti, scrissero la seconda lettera ai cristiani di Roma.
Per questa possibilità, lascio la mia mail giacobbi.maurizio@####.com
Grazie per l'attenzione

Autore: Giacobbi Maurizio

Lettera per Paola Cortellesi. Lettera 257.

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