Lettera per Paola Cortellesi
Lettera aperta di Giandonato Disanto Cell 336608585 a Paola Cortellesi
“Il testamento di Emilia”
26 aprile 2024,
Buongiorno Paola Cortellesi,
Sono Giandonato Disanto, di Mola di Bari.
Da bambino, nel 1952, avevo 12 anni, a Mola di Bari, mi recavo spesso in un centro per anzian, dove era ricoverata una vecchietta, amica di famiglia e che io andavo a trovare di tanto in tanto.
In quel centro era ricoverata anche una signora molto anziana, che, in occasione della tornata elettorale del 1952, non solo voleva andare a votare ma, affermando che la votazione è una cerimonia importantissima ed alle cerimonie importanti, ci si reca adeguatamente agghindate, si era fatta portare da casa l'abito bello.
Aiutata da un'altra signora ricoverata, lo stava indossando.
Mentre si procedeva, non si era sentita bene.
Chiamato il medico, questi le aveva diagnosticato stanchezza insieme ad emozione in un soggetto anziano, legata alla funzione che si stava apprestando a compiere (andare a votare). Le aveva prescritto riposo, rinviando all'indomani l'uscita dalla "casa", per recarsi al seggio.
L'indomani, quando il personale della Casa è entrato nella sua camera, l'ha trovata seduta su una sedia, già pronta con indosso l'abito bello ed il cappellino, ma era morta.
Qualche giorno dopo, quando sono ritornato a trovare la mia conoscente, ho saputo quanto era accaduto e mi sono posto la domanda: "Ma chi era questa persona che, in quell'epoca, aveva una tale sensibilità verso il voto delle donne?"
Da ragazzo, quale ero, nessuno mi ha dato risposta ma la domanda mi è rimasta dentro per tutta la vita.
Dopo qualche anno con i miei sono andato via da Mola di Bari ma, negli anni successivi, sino al 2015, ancora chiedevo a qualcuno del paese che mi capitava di incontrare, chi fosse questa signora.
Nel 2015, passando sulla circonvallazione del paese ed avendo tempo, mi sono fermato e sono andato all'anagrafe per fare ricerche su una mia ava (tra l'altro, nonna di Ricciotto Canudo che forse Lei conosce), che era di Mola di Bari.
All'anagrafe, mentre la direttrice faceva le ricerche richieste, le ho raccontato la storia della signora morta con il desiderio di andare a votare in un giorno, la cui data avevo rintracciato (24-25 maggio 1952).
Nella mia mente, mi ero convinto che si trattasse di un mio sogno di bambino e che il tutto non fosse vero.
La funzionaria ha sospeso le ricerche della mia ava ed è andata a vedere, sul registro dei morti, se vi fosse qualche possibile riferimento al fatto che le avevo raccontato.
Con grande emozione, sua e mia, abbiamo scoperto che, effettivamente in quel giorno, in quel ricovero per anziani era morta una signora.
Con questa notizia, è scattata la mia ricerca che mi ha riportato a Mola di Bari, dove ora abito, ma che mi ha fatto scoprire la storia di questa signora.
L'ho riportato in un libro "IL TESTAMENTO DI EMILIA", pubblicato da Schena editore. Sulla quarta di copertina, ho riportato una sua frase: "Per andare a votare, bisogna indossare il più bell'abito che si possiede, perché il voto è una cerimonia importantissima e alle cerimonie importanti si va adeguatamente agghindate".
Se mi fa avere un indirizzo, mi farebbe piacere farle omaggio di una copia del libro che temo non sia più in libreria.
Autore: Giandonato Disanto Cell 336608585
Lettera per Paola Cortellesi. Lettera 269.
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