Lettera per Ricky Tognazzi

Lettera aperta di Fausto a Ricky Tognazzi
“La mia storia vera è drammatica.”

7 novembre 2020,

Buongiorno Ricky Tognazzi,

sono un signore nato nel 1950. Abito in provincia di Bergamo, sposato con tre figli. La contatto perché, da diversi anni, avverto l’esigenza di poter rivivere la mia storia, molto drammatica, attraverso lo schermo. Mi riferisco in particolare modo agli anni della mia infanzia, della mia adolescenza e in parte di quanto accaduto con la maggiore età. Tre fasi della mia vita vissute in modo tragico è indelebile (padre che all’eta di sei anni lascia l’Italia per un lavoro in Pakistan (lo rivedo a diciannove anni e muore dopo due anni all’eta di quarantaquattro anni mentre sono in servizio militare a Roma, perdo il treno e non lo posso salutare), messo in orfanotrofio a sette anni (seconda e terza elementare). Rimesso in orfanotrofio dove frequento la scuola media. Mandato, per necessità economiche, a lavorare in provincia di Savona come apprendista meccanico, in un cantiere dove si stavano costruendo le gallerie autostradali. Nel frattempo mia madre si ammala di esaurimento nervoso. Con il tempo peggiora e perde la ragione. Mi ritrovo solo con un padre all’estero (del quale non abbiamo più notizie, una madre fuori di testa e io a Savona. Quanto pianti! Quanta disperazione! Quanta solitudine! E qui mi fermo. Avrei tante cose da raccontare. Sono certo che un film, un libro che possa narrare la mia storia avrebbe un enorme successo. Riuscire, forse, a liberarmi delle angosce vissute nel passato. Se Lei fosse interessato a quanto narratoLe La prego di contattarmi. Un cordiale saluto.

Autore: Fausto

Lettera per Ricky Tognazzi. Lettera 20.

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