Lettera per Luciana Littizzetto
Lettera aperta di Enza a Luciana Littizzetto
“Il sensore antiabbandono”
17 novembre 2019,
Buongiorno Luciana Littizzetto,
Vorrei che ringraziassi la Signora MAMMA G. Meloni che ha firmato la legge sull'installazione dei sensori antiabbandono senza considerare che il primo a morire insieme al bambino è il genitore colpito da un immane tragedia. Senza voler sorvolare mi sembra doveroso spiegare a chi scrive e pensa di introdurre nuove leggi che magari potrebbe considerare anche quei genitori che non riescono a comprare il latte crescita per i propri figli, a quelli che hanno più di un figlio, a quelli che in situazioni di difficoltà chiedono ad un parente o amico di passare a prendere il proprio figlio. Si è pensato di fare un grossissimo favore a fine anno alle case costruttrici dei sediolini. In sintesi:
ogni sensore deve essere installato su un sediolino, ogni casa costruttrice risponde solo dei sensori installati sui sediolini della medesima casa,
la maggior parte dei sensori non hanno un primo segnale acustico ma sono direttamente comunicanti con lo smartphone
per non parlare su come e ogni quanto debbano essere ricaricate le batterie.
Ora, da mamma, ho trovato tutte le situazioni possibili per invalidare la presenza del dispositivo, ma, da mamma, avendo due figli, avrei voluto un solo dispositivo installato, permettimi, SOTTO IL MIO CULO. Infatti sarebbe stato meglio chiederci di installare un sensore sotto il posto guida per ricordare a chiunque guidi di dover controllare di non avere altri passeggeri a bordo. Insomma abbiamo il bip delle cinture, il bip delle luci, il bip degli sportelli aperti, il bip della chiave, perché non mettere anche il bip bébé. Io, avendo una sola auto, avrei dovuto acquistarne solo uno per la mia, per quella di mio padre e per quella di mia zia. Invece, con due figli ne ho dovuti comprare due e proibire ai miei figli di uscire coi nonni e gli zii finché non si adegueranno! Ricordo che l'istruzione, anche se fino ai sei anni non è obbligatoria, è da considerarsi un valore sociale e civico, solo che la scola per l'infanzia statale mi ha già chiesto 35€ per i colori dell'asilo, 10€ del fondo cassa per fornire a scuola la carta igienica, il rotolo asciugamani, 9€ per il libro ecc... E ancora siamo a novembre! L'unica considerazione da fare è che non solo per lavorare ma anche per avere famiglia bisogna lasciare questo paese.
Autore: Enza
Lettera per Luciana Littizzetto. Lettera 229.
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