Lettera per Luciana Littizzetto

Lettera aperta di Renato Canepa Via Chiale 19 Genova Voltri 16158 a Luciana Littizzetto
“Autostrade, come rovinare un sogno.”

21 giugno 2022,

Buongiorno Luciana Littizzetto,
Preciso subito che non è una tragedia , neppure paragonabile con quella vissuta da alcuni col terribile crollo, però autostrade riesce a rovinare anche piccole cose.
Sono Renato, un pensionato genovese di 65 anni, fino a qualche mese fa mi ritenevo la persona più fortunata del mondo, adesso autostrade ha provveduto a portarmi ai livelli medi.
Cominciamo con le cose belle; ho lavorato per 40 anni come impiegato all’Ansaldo, sono sposato con due figli e sei nipoti, uno più bello dell’altro. Sono riuscito a andare in pensione a 60 anni, come usava una volta. Oltre il nostro appartamento sono riuscito a comprare le quote dell’eredità di mio fratello e mio cugino del terreno in campagna sopra Voltri che ci ha lasciato mio papà e che da sempre vivo come il mio giocattolo passandoci il mio tempo libero. Sono riuscito, partendo da luglio 2020 con una ditta di Ovada, a fare tutti i progetti per usufruire del bonus 110% sulla mia casetta in campagna (di circa 70mq) , con importanti lavori di riqualificazione sismica ed ecologica; ho vuotato la casa e pronti ai lavori da ottobre 2021. Una vera botta di fortuna. Posso lasciare ai miei cari un terreno e una bella casetta.
E adesso veniamo a autostrade. Già dal suo arrivo, nel 1973, si è presentata bene dividendo in due il terreno e buttando giù la casa colonica di tre piani che c’era, pagando il prezzo di due utilitarie. Però, seguendo la regola del padre di famiglia, (quella che chi divide un fondo deve lasciare un percorso per collegare i tronconi) ha lasciato la strada di cantiere e la scritta che l’indennità di esproprio era stata calcolata tenendo conto che potevamo passare sotto i ponti. Anche quello non era andato proprio bene, il contratto della strada l’ha fatto fare all’appaltatore dei lavori del tratto, (ponti e gallerie), Edilstrade di Forlì. Poiché la strada non era a regola d’arte come promesso e addirittura l’ultimo tratto era sterrato e con forte pendenza, c’è stata una causa di 15 anni che si è risolta con la condanna di Edilstrade (che nel 1995 non esisteva più) e quindi è stata una vittoria di Pirro. Comunque la strada c’era, i miei vecchi e poi io l’adoperavamo normalmente.
Nel gennaio 2021 segnalo a autostrade delle frane sotto i ponti, in corrispondenza dei piloni, che parzialmente ingombravano anche la mia strada. Ad Agosto è venuta un'impresa; prima ha tagliato l’erba sui bordi della strada (anche nel pezzo mio, non concordato comunque bene) poi ha tagliato gli alberi adiacenti (anche nel pezzo mio, non concordato, si sono portati via la legna , circa 400 quintali) poi hanno pulito le basi dei piloni e la strada sotto i ponti scaricando i detriti nel mio terreno (circa 150 metri cubi, non va bene). Poi, invece di togliere il materiale rimasto appeso e mettere in sicurezza le frane hanno messo dei new jersey che restringevano la strada (da 4 metri in certi punti ristretta a 2,20 metri). Mi sono lamentato, prima ci erano passati anche i pompieri, adesso non ci passa neanche un furgone; loro hanno chiuso la strada, anche a piedi.
Chiamo il 112, loro in pratica mi dicono: si figuri se autostrade, con tutti gli uffici che ha non ha controllato prima di farlo.
Gli scrive l’avvocato, non rispondono nemmeno.
Io adesso debbo allungare il percorso di 2 Km, passando per un ex sentiero pedonale stretto, l’impresa non può iniziare i lavori perché i suoi mezzi non ci passano, faccio una causa urgente. Dopo 5 udienze ravvicinate, di cui una sul posto percorrendo tutta la strada a piedi, esce la sentenza dove il Giudice condanna autostrade a togliere tutti i new jersey e ripristinare la larghezza originale e al pagamento delle mie spese, di 8366 euro. Bene, siamo ancora in tempo per fare i lavori del superbonus.
Autostrade fa reclamo, sostiene che il terreno franoso è il mio (falso), che non ci passo dal 2012 (falso, tra l’altro è da quel periodo che ci passo assiduamente) e che comunque sotto i ponti dell’autostrade, c'è una sentenza del 2018 (guarda caso) che essendo terreno demaniale, nessun privato può accampare nessun diritto, neanche di passaggio, neanche se lo fa da 50 anni . Dice che agli scritti di allora non è stato dato seguito. (figuriamoci, anche una causa di 15 anni).
L’udienza del reclamo dura dalle 13,45 alle 14,10. Poi esce la sentenza che accoglie le tesi di autostrade e mi condanna al pagamento delle spese dei due processi. (più di 20.000 euro).
Perso definitivamente il superbonus; allungo il percorso di 2 Km, il mio terreno svalutato senza comodo accesso e in parte irraggiungibile (dovrei passare sotto i ponti); debiti per pagare il processo.
Io non riesco a vedere le mie colpe, se colpa può essere aver segnalato una frana al vicino. Sotto lo stesso ponte ci sono altre 4 strade come la mia, case e campi. Loro non hanno segnalato frane, per ora l’hanno scampata.
Autostrade non ha fatto nulla al suo terreno per 50 anni, ha scaricato detriti nel mio terreno, non ha messo in sicurezza le frane, ha eliminato le responsabilità delle sue inadempienze chiudendo una strada (in centro abitato), ha detto bugie in un processo ed è stata premiata.

I miei sogni infranti, il mio giocattolo rotto, conto corrente in rosso, un vicino che non solo non ti fa passare per fare i lavori occasione di una vita, ma non lascia neanche passare ambulanze e pompieri, solo per deresponsabilizzarsi perché non fa i lavori bene.

Cara Luciana, ti sembra giusto che a Genova, dopo il 2018, succedano queste cose?

Autore: Renato Canepa Via Chiale 19 Genova Voltri 16158

Lettera per Luciana Littizzetto. Lettera 306.

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