Lettera per Luciana Littizzetto

Lettera aperta di Calogero Ventura a Luciana Littizzetto
“Italianità del lavoro”

17 novembre 2016,

Buongiorno Luciana Littizzetto,

Vanno in Germania le commesse della Faiveley Transport Italia, preoccupazione per i 500 lavoratori di Piossasco (TO).

Siamo a portare alla vs. attenzione un caso di estrema rilevanza sociale che sta creando non pochi problemi occupazionali nei territori comunali piemontesi.

Il settore ferroviario italiano, a differenza di altri settori, è ancora oggi oggetto di interessanti opportunità per l'intera filiera tecnico-produttiva, rimanendo un punto di riferimento europeo e mondiale per l'importanza dei programmi interni e degli investimenti avviati e già operativi;

nell'ambito del settore ferroviario gravitano importanti industrie italiane tra le quali, in prima fila, si segnala il gruppo Finmeccanica e la controllata "Hitachi Rail Italy", già Ansaldobreda SpA, specializzata e dedicata proprio al settore ferroviario;

tra le aziende che appartengono alla "storica" filiera tecnico-industriale ferroviaria italiana, un ruolo di rilievo è svolto dalla "Faiveley Transport Italia SpA". La società con sede a Piossasco (Torino), specializzata nella progettazione e nella produzione di sistemi frenanti di sicurezza, occupa circa 500 lavoratori e, pur affrontando diverse evoluzioni societarie, ha sempre effettuato importanti investimenti nell'ambito della ricerca tecnica, garantendo lo sviluppo del livello produttivo ed occupazionale locale;
la commessa dei 500 treni regionali che Trenitalia ha immesso sul mercato, per un valore di 4,5 miliardi di euro, un importo senza precedenti in Italia, rappresenta un'occasione di assoluta importanza per le imprese italiane operanti nel settore;

sono risultate aggiudicatarie delle commesse la Alstom (circa 150 treni a media capacità), Hitachi Rail Italy (300 treni alta capacità) e su 50 treni diesel esiste ancora una riserva da sciogliere;

alla Faiveley Transport Italia SpA è stato comunicato che tutta la fornitura degli impianti di sua potenziale produzione, relativi al freno pneumatico e alle porte, è stata assegnata, per intero, a 2 società tedesche: la Knorr Bremse per la parte freno e la Bode per le porte, ossia alla società che ha prodotto le porte di scarsa qualità costruite e montate sul Treno Jazz;
Le commesse aggiudicate contraddirebbero talune dichiarazioni rilasciate dall'amministratore delegato di Trenitalia, secondo le quali gran parte dei treni sarebbero stati prodotti in Italia, anche da società straniere, e che l'Italia avrebbe mantenuto nel settore ferroviario un know how importante;
Alla luce degli accadimenti, le produzioni dei sistemi frenanti e delle porte dei 500 treni regionali di Trenitalia saranno effettuate in Germania ed in Ungheria, con evidenti ricadute occupazionali negative nel nostro Paese. Secondo recenti calcoli sarebbero a concreto rischio oltre 2.000 lavoratori in tutta Italia, di cui più della metà nel territorio piemontese;
La mancata assegnazione alla Faiveley Transport Italia SpA della fornitura dell'impianto di sicurezza del freno pneumatico e delle porte riduce le possibilità per la società di continuare la propria tradizione tecnico-produttiva e la possibilità di continuare ad investire localmente in risorse, nuove assunzioni, in impianti e reparti e quindi di mantenere in vita lo stabilimento di Piossasco;
Per effetto della situazione che si è venuta a creare, il piano industriale della Faiveley dovrà essere aggiornato in negativo, avviando serie considerazioni sulla futura presenza nazionale del gruppo.
Trenitalia e il suo indotto rappresentano fondamentali volani di sviluppo per l'economia e l'industria del territorio piemontese, in grado di attivare un circuito virtuoso nell'attuale difficile congiuntura; persistendo, invece la decisione di confermare le suddette 2 commesse ad aziende tedesche è evidente che tale volano di sviluppo viene totalmente a mancare.
E' altresì evidente che le amministrazioni comunali locali e sindacati , si trovano a disagio di fronte a tali situazioni di criticità che pervengono dalle molte famiglie presenti sul territorio, e dunque ci sentiamo in dovere di sollevare la questione per portarla alla spettabile attenzione delle Direzioni di Ferrovie ed Hitachi, per chiedere di ri-esaminare la situazione che si è venuta a creare con l'auspucio che si vengano a promuovere azioni necessarie affinchè le decisioni prese, ad oggi, possano essere favorevolmente ri -considerate.
Ciò nell'interesse del nostro Paese, dei nostri territori e dei lavoratori e relative famiglie che verrebbero, viceversa a trovarsi in situazione di estrema difficoltà.

Autore: Calogero Ventura

Lettera per Luciana Littizzetto. Lettera 99.

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