Lettera per Carlo Petrini
Lettera aperta di Michele Versace a Carlo Petrini
“Speranze e disillusioni”
26 settembre 2024,
Buongiorno Carlo Petrini, ho visto la sua ultima intervista alla trasmissione televisiva Geo, condotta da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi.
Anche io, e non da adesso, sono sensibile alle questioni del cibo e del rispetto della natura, ma al contrario di quanto sento dire da lei, io sono un po’ più disilluso, un tantino più pessimista. Veda, il rispetto della natura e la giustizia sociale sono in antitesi con la filosofia capitalista, in particolare con la globalizzazione, che ha messo in concorrenza il contadino di Pachino con quello di Hammamet, costringendo il primo a doversi servire di manodopera extracomunitaria, sfruttata all’inverosimile e sostanze chimiche, per poter reggere la concorrenza di paesi dove il costo della vita, e soprattutto le normative in materia di sicurezza, sono molto più bassi.
La sovrappopolazione dei paesi emergenti è la causa principale delle ingiustizie sociali e non solo, delle carestie, e che ci creda o no, dei cambiamenti climatici, dato che la disperazione delle popolazioni più povere porta inevitabilmente alla deforestazione (già operata dalle multinazionali della carne e dell’olio di palma), ossia alla distruzione degli unici esseri viventi in grado di assorbire CO2 ed emettere ossigeno, oltre che la scomparsa della biodiversità.
La giustizia sociale e la salvezza della nostra specie passeranno inevitabilmente da una decrescita demografica (oggi considerata una bestemmia), condizione ineludibile, perché come diceva qualcuno molto più autorevole di me: “chiunque creda nella crescita indefinita su un pianeta fisicamente finito, o è pazzo o è un economista!”.
Un cordiale saluto.
Autore: Michele Versace
Lettera per Carlo Petrini. Lettera 7.
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