Lettera per Catherine Spaak
Lettera aperta di Enrico Saccaro a Catherine Spaak
“Aneddoto”
21 gennaio 2021,
Buongiorno Catherine Spaak,
Enrico Saccaro
via Filippo Di Giovanni 81, 90146 Palermo
- ######### - enrico.saccaro@#####.it
Cara Catherine,
il giorno 10 marzo 2015, ho letto le tue dichiarazioni su Ansa.it a proposito dei ragazzi francesi e dei due piloti argentini deceduti in quell’incredibile incidente aeronautico, e non posso che essere d’accordo con te, con le tue opinioni espresse sull’accaduto. La vita è sacra e non bisogna metterla a repentaglio, soprattutto, poi, quando il fine è uno spettacolo televisivo, seppure importante.
Scusami, se ti do del tu, ma ti ho sempre vissuta come un’amica di famiglia, una parente.
Era da tempo che volevo raccontarti un aneddoto risalente a qualche anno fa: molti per essere sinceri.
Eravamo agli inizii degli anni sessanta, in un piccolo paesino, a Zagarolo, in provincia di Roma. Tu eri agli esordi della tua carriera. Si girava uno dei tuoi film. La gente del luogo si prestava a fare da comparsa se non per il piacere di partecipare. Zagarolo, almeno allora, era un “set” naturale. Strade piccole e lastricate di san pietrini neri, poche macchine. Sempre lì, oltre a te, ho avuto modo di conoscere anche i comici siciliani Franco Franchi e Ciccio Ingrassia; non ricordo se ho visto anche Johnny Dorelli, che poi diventerà tuo marito, o se noi ragazzini, invece, facessimo dei commenti solo sull’alta velocità della sua macchina che a quell’epoca, stando al contachilometri, raggiungeva i 280 chilometri all’ora.
Dicevamo, io ero piccolissimo e alcuni componenti della “troupe” che giravano per te mi dissero di mettermi accanto allo stipite di un portone di un palazzo nobiliare facendo finta di giocare. Io mi accovacciai e iniziai a svolgere il ruolo.
Tu scendevi le scale del Palazzo, attraversavi il portone, e, subito dopo, giravi velocemente a sinistra. E allora, in quel momento, un folto gruppo di donne, con fare aggressivo, in piedi e gesticolando, ti apostrofavano con parole irripetibili: puttana, zoccola...
Tu ti mettevi a correre, attraversavi la vicina porta medievale del Paese, e ti andavi a perdere, lontana dalla scena.
Ho cercato molte volte di vedere quello spezzone di film, non ci sono mai riuscito, chissà poi se ha mai fatto parte di una pellicola e con quale titolo.
Era da molto tempo che volevo raccontarti questo episodio, spero di averti fatto sorridere un po’, ma soprattutto di non averti annoiata.
Auguri per i tuo compleanno che, qualche giorno fa, ho appreso dal Corriere della Sera.
Trieste, addì 13 aprile 2015.
Au revoir Catherine
Autore: Enrico Saccaro
Lettera per Catherine Spaak. Lettera 3.
Celebrità > C > Catherine Spaak > Lettera 3 > scrivere