Lettera per Walter Veltroni

Lettera aperta di Nadia Farina a Walter Veltroni
“Sulle tracce di un'etica del sentimento- Pubblicità”

28 febbraio 2022,

Buongiorno Walter Veltroni,

Oggi più che mai, in un tragico momento in cui la parola GUERRA, echeggia nei nostri animi, le interruzioni pubblicitarie tra i vari servizi sul racconto della stessa, indignano e mi fanno vergognare. L'uomo non può avere speranza se la pubblicità conta sempre più della Storia e delle storie dell'essere umano. Mi si perdoni il paragone ma emozioni spezzate sul nascere come un dito infilato in bocca durante uno sbadiglio, appiattiscono i sentimenti rendendoli banali. In venti anni ho pubblicato su vari giornali per i quali scrivo e ho scritto, questa lettera ,ed altre ancora, sulla pubblicità selvaggia, ma una goccia nel mare avrebbe sortito identico effetto.
Scrivo a Lei, sapendola sensibile su questo argomento.

Sulle tracce di un’etica del sentimento

- “Uccisa un’altra donna- La rabbia della gente”
- “Ancora un atto di feroce bullismo”
- “Un altro stupro, vittima una quindicenne”
- “Ancora una strage”
Questi, alcuni titoli dei servizi televisivi, vuoi- Rai- Mediaset- La 7..
- “Ma.. ci fermiamo un attimo, restate con noi: Pubblicità”
E noi, restiamo per capire cosa è successo.
Straziate e dolorose, arrabbiate, incredule, le parole dei parenti delle vittime, che ne delineano vite, ricchezza di ideali e di progetti, tutti da vivere.
Amare e sfiduciate nei confronti della giustizia umana, che sembrerebbe dare impunità a qualunque delitto a carico della dignità fisica e morale dell’uomo e che, troppo spesso, vanifica il lavoro delle forze dell’ordine, impiegate nella ricerca di assicurare i delinquenti alla giustizia stessa.
Ritornando dunque alle trasmissioni televisive, tra lucide considerazioni e lacrime di autentico dolore, in momenti in cui si grida senza volgarità da più parti, un:- Basta!- alla violenza, all’indifferenza, al disprezzo della vita umana, la voce del giornalista, di qualsivoglia rete, fino a quel momento concitata e partecipe, impone una brusca frenata al coinvolgimento emotivo e alla riflessione degli spettatori, mandando la pubblicità.
Come dire “Ci siamo arrabbiati, abbiamo pianto, ora ci fermiamo un attimo per parlarvi di dentifricio, detersivo, spaghetti al dente, ma torniamo subito, state con noi, per ri-piangere e ri-arrabbiarci.”
Parole come principi, valori, rispetto, vengono propinate da tutti, dal politico all’opinionista di nuova nomina, dal religioso al laico, nell’articolo di fondo del direttore di un giornale ed in qualunque intervista.
Ma quale rispetto e rispetto, se un dentifricio o un sapone valgono più del basta alla violenza, con una pubblicità che entra a gamba tesa, e ormai in modo sempre più selvaggio. Non c'è dramma, dolore, orrore, che non venga appiattito dalla pubblicità! C'è sempre stata, inutile negarlo, ma oggi viene prima di qualunque orripilante notizia! E se la pubblicità è così importante, che valore può mai avere l'uomo? Al dolore non si dà il tempo di entrare nell'anima. E così nasce lentamente in modo subliminale, una società insensibile e indifferente!
E adesso, senza pausa alcuna :"PUBBLICITA'
-“Rispettiamo i morti dando giustizia!”- Dicevano
- “Rispettiamo i morti!
Dopo la pubblicità!!!!

Grazie dell'attenzione
Nadia Farina

Autore: Nadia Farina

Lettera per Walter Veltroni. Lettera 132.

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