Lettera per Walter Veltroni

Lettera aperta di Ardito Sabino a Walter Veltroni
“Richiesta di aiuto per denunciare una vicenda di malagiustiz”

6 febbraio 2026,

Buongiorno Walter Veltroni, abbiamo bisogno dei Suoi consigli e del Suo aiuto per rendere nota una vicenda alquanto scandalosa che ci riguarda personalmente. Premetto che ho già trasmesso in maniera ufficiale tramite pec la presente segnalazione al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, nonché al Consiglio Superiore della Magistratura. Mi chiamo Ardito Sabino, sono residente a Cassano delle Murge, un centro di poco più di 15.000 abitanti in provincia di Bari. Ci rivolgiamo a Lei poiché, nel nostro tentativo di far emergere la verità giudiziale, a seguito di un incidente mortale che ha provocato la morte di nostro figlio, abbiamo potuto riscontrare un muro di gomma che non ci permette di avere le dovute risposte. Quello che Le chiediamo è di aiutarci a rendere la vicenda che Le stiamo per raccontare', di dominio pubblico. Non Le nascondiamo che, nonostante abbiamo inviato i dettagli della vicenda alle trasmissioni televisive più competenti in materia, al momento non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Probabilmente il momento storico è alquanto problematico, essendo a ridosso di un Referendum Costituzionale che mette mano al potere della Magistratura, ma forse per questo riteniamo ancora più importante affrontare questa battaglia di legalità.

La nostra vicenda è zeppa di soprusi e reticenze perpetrate sia da forze dell’ordine che da magistrati condizionati nel loro operato da soggetti influenti che agiscono con la loro prepotenza. Conosco il Suo impegno nella lotta alle ingiustizie e nel diffondere la legalità nella società civile, pertanto ritengo che i Suoi consigli ed il Suo intervento nel divulgare la nostra storia possano aiutarci a far emergere la verità dei fatti.

Tutto, purtroppo, è scaturito da un incidente stradale in cui ha perso la vita nostro figlio Giacomo, un ragazzo di 27 anni che in una calda mattina di agosto del 2023 su una strada rettilinea con piena visibilità si scontra con un Tir, in circostanze ancora da chiarire.

Da questo momento in poi si verificano, documentati dagli atti, tutta una serie di decisioni ed azioni da parte sia della Polizia Locale, dei Magistrati e dei nostri legali che determinano un insabbiamento del caso.

A rendere la storia più complessa e scandalosa c’è un dettaglio non da poco: il soggetto alla guida del tir nell’incidente di nostro figlio, non più di tre mesi e mezzo prima, era stato coinvolto in un altro sinistro mortale nel quale aveva perso la vita un altro ragazzo di 24 anni di Altamura. Per tale incidente l’autista è tuttora a giudizio al Tribunale di Brindisi con l’accusa di omicidio stradale.

Tale circostanza è probabilmente il motivo scatenante di tutta una serie di “anomalie” che hanno caratterizzato la gestione e la risoluzione del sinistro di nostro figlio. Basti pensare che in entrambi gli incidenti mortali non si è proceduti con il ritiro della patente di guida e la relativa sospensione. Il fatto scandaloso è che questo soggetto con il suo mezzo pesante ha provocato la morte di due ragazzi, non è mai stato fermato ed è ancora sulla strada.

A condire la vicenda di aspetti imbarazzanti contribuisce il sospetto che dietro una serie di coperture ci sia la mano di qualcuno che ha connivenze con ambienti malavitosi ed assume comportamenti di tipo mafiosi.

Ciò che ho scoperto, una volta che ho acquisito personalmente il fascicolo del tribunale, è qualcosa di scandaloso ed a chiunque ho sottoposto il caso, compresi addetti ai lavori, ad unanimità hanno espresso il loro consiglio di non arrendermi. Al fine di rendere più efficace la nostra battaglia di legalità e sollecitare le coscienze dei cittadini, abbiamo rilasciato un'intervista ad una testata giornalistica locale, in cui denunciamo pubblicamente la vicenda e di cui alleghiamo il video diffuso su youtube.

Per denunciare tutto l'accaduto abbiano presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Bari, nel quale esponiamo in maniera precisa le “anomalie” che caratterizzano la vicenda di nostro figlio. Tale esposto è attualmente in fase d'indagine da parte di un P.M. Anche se la situazione possa sembrare sia nelle mani della Magistratura, non siamo affatto sereni, poiché, sia alla luce di ciò che è già successo, sia perché il P.M. incaricato non ha mai risposto ad una nostra richiesta di voler essere ascoltati, ma soprattutto, abbiamo il sospetto di una inerzia dolosa, avvalorata dal sospetto che il P.M. incaricato è coniugata con un altro Magistrato della stessa procura, stretto collaboratore del P.M. che ha chiesto l'archiviazione, ma soprattutto di origine dello stesso comune in cui risiede la società di autotrasporti coinvolta in entrambi gli incidenti mortali e nota per avere una condotta poco limpida.

Inoltre, anche i nostri legali della prima ora sono stati coinvolti, probabilmente minacciati o corrotti. Le anticipo che questi sono stati omertosi e reticenti non comunicandoci né il decreto di archiviazione del procedimento a carico dell’autista del tir e tanto meno hanno provveduto a presentare opposizione a tale atto, nonostante il provvedimento emesso dalla Procura sia stato formulato senza aver effettuato alcuna perizia sui mezzi coinvolti e non sia stato incaricato un perito per la ricostruzione della dinamica del sinistro. Inoltre affidano una perizia cinematica ad un tecnico che redige una relazione realizzata tramite google maps e sulla base di una planimetria monca di un foglio.

In conclusione, questa vicenda presenta tutti gli elementi che dimostrano come un comune cittadino, estraneo a certe dinamiche e che non abbia un minimo di preparazione in questioni legali, sia alla mercè di operatori della giustizia, che, piuttosto che tutelarci nei nostri diritti, fanno gli interessi di qualcuno che attraverso un potere politico, economico o criminale condiziona le attività di polizia giudiziaria e la magistratura, dimostrando una loro connivenza o addirittura sudditanza.

Riporto a seguire un episodio emblematico che è avvenuto in uno dei vari incontri che abbiamo dovuto affrontare in tutti questi mesi. Al momento che abbiamo deciso di sollevare la società di servizi legali che avevamo incaricato in un primo momento, avevamo individuato uno studio legale di Bari di indubbia fama. Preso l’appuntamento, ci siamo recati alla loro sede e abbiamo incontrato un loro penalista al quale abbiamo esposto i fatti e denunciato tutto ciò di anomalo avevamo riscontrato nella vicenda. In sostanza, al momento dei saluti di congedo, l’avvocato è rimasto seduto con lo sguardo rivolto al suo cellulare, non degnandoci di uno sguardo, non ci ha stretto la mano e non ha neanche fatto un cenno con la testa. Io e mia moglie siamo usciti dallo studio sconcertati. Era evidente che il legale in questione ci stava mandando un messaggio occulto.

Quello appena riferito non è l’unico episodio in cui abbiamo avuto l’evidenza di atteggiamenti omertosi.

Riteniamo che questa brutta storia meriti di essere portata a conoscenza della pubblica opinione. Poiché ho il sospetto che la Magistratura che si sta occupando del caso abbia tutta l'intenzione di insabbiare la vicenda, sia perchè li riguarda come Ufficio sia perchè ci avviciniamo al Referendum Costituzionale che modificherebbe i loro poteri, pertanto, non Le nascondo che, di tutto ciò, abbiamo inviato la segnalazione al sito ufficiale del Presidente della Repubblica. Abbiamo necessità di ricevere dalle istituzioni delle risposte concrete che diano Giustizia, in primis, a nostro figlio Giacomo ma soprattutto a tutti i cittadini onesti che credono nel valore ed imparzialità della Giustizia.

Spero che, compatibilmente con i Suoi impegni, possa analizzare la questione che Le stiamo sottoponendo, aiutandoci a renderla pubblica.

https://youtu.be/m9AZJgZ4d9E?si=d7Jp0UX2qis5hbjz

Cordiali saluti.

Ardito Sabino e Calabrese Petronilla

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Autore: Ardito Sabino

Lettera per Walter Veltroni. Lettera 274.

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