Lettera per Walter Veltroni
Lettera aperta di Severina Allevi a Walter Veltroni
“Il '68, sogni e voglia di libertà”
13 aprile 2026,
Buongiorno Walter Veltroni,
mi chiamo Severina Allevi e sono un medico in pensione.
Abito in provincia di Bergamo, città con la quale lei ha sempre avuto un legame molto stretto
Volevo condividere con lei dei momenti significativi che entrambi abbiamo vissuto in maniera molto simile, allo scopo di meglio metabolizzarli e dare loro il giusto posto nel passato.
Sono anch’io una sessantottina della prima ora che dopo oltre 50 anni ha sentito il bisogno di descrivere quel periodo di grande cambiamento e socializzazione giovanile per contrapporlo alla solitudine tecnologica dei giovani di oggi.
Pertanto ho scritto un libro dal titolo “Il mio sessantotto, sogni e voglia di libertà” che verrà esposto alla Fiera dei librai di Bergamo alla prossima apertura, dove lei, autore di spicco, presenterà il suo ultimo romanzo “Buonvino e l’omicidio dei ragazzi” .
Politico intellettuale che all’impegno della vita pubblica ha unito una grande passione per la cultura, lei ha concepito un’opera letteraria straordinaria sul Sessantotto “L’isola e le rose”, un libro che indica come nel nostro tempo, a differenza del passato, la politica si è immiserita in volgari lotte di potere a causa della incapacità di coltivare i grandi sogni e le grandi utopie.
E a proposito di politica, ricordo di aver partecipato nel 2008 ad una delle manifestazioni politiche più intense della mia vita, quando lei, candidato premier del PD alle politiche appunto, fece un comizio memorabile a Bergamo, dove proponeva l’Italia del merito e della responsabilità: “Non pensate a quale partito, pensate a quale paese”. Io ero consigliera comunale di opposizione (PD) in una amministrazione leghista e sentivo forte il desiderio di cambiamento a livello locale ma soprattutto di governo. Era il 13 marzo, in una piazza gremita di gente, brandivo un cartello con la scritta “PD – UN’ITALIA MODERNA- “SI PUO’ FARE” – VELTRONI PRESIDENTE”.
Alle votazioni fu raggiunto uno dei migliori risultati del centrosinistra nel periodo del confronto (33%), ma non fu sufficiente.
Tuttavia, tenuto conto che la Lombardia era ed è una roccaforte del centrodestra, l’entusiasmo che ha accompagnato la visita del segretario del PD è stato un fatto non di poco conto.
La gente eccitata partecipava in massa e finalmente tornava a parlare di politica, ad avvicinarsi ad essa, in un contesto dove il vento dell’antipolitica soffiava più forte che altrove. Bergamo sembrava essere tra quelli che avevano percepito con maggiore speranza e consapevolezza la sfida lanciata da Walter Veltroni, una sfida fatta di rinnovamento, di modernizzazione, di riconciliazione, di unità.
Cinquemila persone in piazza a Bergamo e per la prima volta si vedevano tornare ai comizi tanti giovani. Che esperienza meravigliosa!
E “se ora è notte, si farà giorno”, come dissero i partigiani emiliani!
Cordiali saluti
Severina Allevi
Autore: Severina Allevi
Lettera per Walter Veltroni. Lettera 275.
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