Lettera per Paolo Sorrentino

Lettera aperta di Gianpietro a Paolo Sorrentino
“La grande bellezza”

15 gennaio 2015,

Buongiorno Paolo Sorrentino,
penso che a distanza di un paio di anni si possa ancora dire qualcosa sul Suo film, senza correre il rischio di passare per adulatori.Mentre scrivo trovo un poco di ispirazione tenendo come sottofondo "the lamb".Non so se posso aggiungere a quello che ha già scritto Roberto Cotroneo, se non qualcosa di personale.Con il passare degli anni mi sono sempre più sentito diventare Jep Gambardella, con i miei compromessi, con il mio sentirmi, irrimediabilmente, "coinvolto" nell'apparenza e nel disvalore di rapporti da cui comunque "conviene" non essere esclusi.Sono rimasto impietrito, riconoscendomi, nella amarezza e nel cinismo che mi costringono ad essere ancora parte di un ambiente che, fondamentalmente, disprezzo, ma che accetto per convenienza.Riesco ancora a salvarmi(almeno così credo) perché , contrariamente al personaggio, non rimpiango di non avere, almeno, riconosciuto un amore sincero e di non averlo perseguito.
È questo, per mia fortuna, ciò che mi permette ancora di sopravvivere, come persona e ciò che mi distingue dal protagonista.La ringrazio, Sig.Sorrentino, per avermi fatto stupire del fatto che io continui ad esistere, ed il mio incedere possa avere ancora un possibile significato, nonostante i compromessi, le falsità, le amarezze, tutte, che ho digerito, che vivo quotidianamente e che mi fanno guardare la mia giornata con una sensazione dolorosa di melanconico disincanto.

Autore: Gianpietro

Lettera per Paolo Sorrentino. Lettera 13.

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