Lettera per Jean Dujardin
Lettera aperta di Daniela Bruni a Jean Dujardin
“Conclusione finale”
27 agosto 2020,
Buongiorno Jean Dujardin,
Non sono a Parigi. Le coincidenze sincronicistiche erano ideali...ma se nessuno mi dà fiducia di qui non mi posso muovere. Questa è una realtà.
Come una realtà sono tutte le mie scoperte matematiche, assolutamente extra-ordinarie e di importanza fondamentale. Basta che qualcuno voglia verificare...
Ma...se cerco un contatto con chi di competenza, non sono creduta.
Non posso inviare il mio preziosissimo lavoro perché, visto la condizione in cui mi trovo non ho modo di tutelarmi e corro il rischio che altri se ne impossessino.
Ho scoperto la sfera magica della matematica più nascosta...quindi? Non so vedere la via di uscita che mi vuole indicare il destino?
Così credo di averla trovata. La svolta nella svolta, nastro di Mobius al quadrato.
La prima svolta mi porta a Parigi, ma il presidente non mi invita...e io non pecco certo di presunzione nel credere che lo possa fare, perché io so il valore che ho e l'attenzione che merito dai piani più alti.
Allora ecco la svolta nella svolta: proporre all'attore e al regista di "Mobius" la mia storia come trama di un film in cui io rivelo al mondo intero le scoperte che lascerebbero senza parole i geni del passato.
Un film dove la realtà più vera supera qualsiasi realtà quotidiana, un film che può fare la storia, segnando un nuovo punto di inizio.
Ovvio che voi dobbiate innanzitutto poter verificare queste scoperte...e a voi posso mostrarle tranquillamente perché non avreste interesse a rubarmele...e con il film io posso presentarle direttamente al mondo, senza correre rischio alcuno...dopodiché sarà un dovere spontaneo darmi i dovuti riconoscimenti come mie proprietà intellettuali e monopolio sulle stesse.
La svolta nella svolta nel nastro di Mobius...
Jean questa è la mia ultima lettera.
Daniela Bruni
Autore: Daniela Bruni
Lettera per Jean Dujardin. Lettera 4.
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