Lettera per Paola Cortellesi
Lettera aperta di Giuseppina Anna Di Gabriele a Paola Cortellesi
“Anni 50 l'America di una donna italo americana”
15 agosto 2024,
Buongiorno Paola Cortellesi,
Innanzitutto Le faccio i miei complimenti per il suo bellissimo film "C'é ancora domani". Grandissimo.
Poi le vorrei parlare di un'idea o meglio di un sogno che ho nel cassetto che, magari, se Lei fosse interessata, potrebbe aiutarmi a realizzarlo.
Si tratta di mia madre, se Lei potesse sentire la sua storia sarebbe bellissimo. Si sposò in Italia a 18 anni, mio padre capí subito che poteva ottenere la cittadinanza americana perché mia nonna ( la madre di mia madre) era nata in America. Cosí il viaggio di nozze fu organizzato a Roma...al consolato statunitense!!! Lei rimase incinta e nel frattempo arrivò il passaporto americano, sarebbe scaduto dopo qualche mese se non fosse partita, ma nacque il primo figlio e allora decisero che avrebbe dovuto lasciarlo insieme al marito per andare in America, la famiglia di mio padre aveva tanti debiti e lei decise con tanto malincuore di lasciare suo figlio di 16 mesi a sua madre e partire per l'America con la nave, la Cristoforo Colombo. Suo padre era giá partito, ma era in Canada, era partito subito dopo l'ultima guerra, ma lei volle andare negli Stati Uniti dove c'erano i suoi cugini che l'avrebbero aiutata a trovare un buon lavoro. Suo padre le inviò i soldi per pagare il biglietto del viaggio. Arrivati al porto di Napoli il nome di mia madre non era nella lista tra i passeggeri, la suocera si fece avanti, il biglietto sarebbe stato pagato a rate percui era sicuramente in un'altro elenco e cosí fu. Mia madre ci rimase male perché nessuno, né mio padre, né lei l'avevano informata, lei aveva dato i soldi a mio padre per pagare tutto il viaggio subito, ma fece finta di niente e salí sulla nave. La nave era bellissima, decorata a festa con tante bandierine e tutti salutavano i parenti in basso, lei pure voleva salutarli, ma mio padre e mia nonna, la suocera, erano giá andati via, lei si fece coraggio e cominciò a salutare tutti lo stesso. Sulla nave condivise la cabina con altre due ragazze, una andava in America a sposare un americano per procura, un'altra, i genitori volevano allontanarla dallo sposo, ma lei diceva che avrebbe fatto l'atto di richiamo allo sposo e l'avrebbe fatto andare in America da lei. All'ora di pranzo andarono al ristorante, sulla nave c'era un gruppo di Americani che mangiavano una bella bistecca, mia madre non l'aveva mai mangiata una bistecca, cosí tutte ordinarono una bella bistecca. Arrivarono allo stretto di Gibilterra, la nave si ferma e tanti africani si avvicinarono per vendere degli accendini e roba varia, mia madre compró 5 accendini bellissimi di avorio da regalare ai suoi cugini in America. La nave riparte, le onde dell'oceano erano più alte e purtroppo ebbero un brutto mal di mare, rifecero tutte la bistecca...La mattina seguente tornarono al ristorante nessuna aveva voglia di fare colazione, ma videro gli Americani mangiare un bel limone e pensarono che fosse una bell'idea per aggiustare lo stomaco, cosí la ragazza piú spigliata chiama il cameriere e ordina tre limoni, il cameriere le guarda meravigliato, ma porta loro tre limoni. Alla vista dei tre limoni, le ragazze rimasero deluse e la ragazza piú aperta chiese al cameriere perché alle americane avesse portato tre limoni grandi e a loro quelle piccole "signorina, le rispose il cameriere, quelli non sono limoni, quella é frutta esotica, é un "grapefruit" - e allora riporti indietro questi limoni, e ci porti i grapefruit!!! gli rispose la ragazza piú sfacciata...ci furono 5 giorni di tempesta, ma arrivarono sani e salvi al porto di New York, lei non sapeva dire nemmeno una parola in inglese, non sapeva dove andare, vedeva tanti facchini neri in giro ( tra l'altro non aveva mai visto un ragazzo nero) cominciò a piangere, poi vide una suora e le chiese aiuto, la suora le disse di mettersi sotto l'iniziale del suo cognome e prima o poi sarebbero arrivati suoi bagagli, tra i quali un baule pieno di pezzi di formaggio pecorino...vennero a prenderla con tre auto, tra cui una Cadillac con gli interni di velluto rosa...questo é l'inizio della storia vissuta da mia madre, se le può sembrare interessante sapere il seguito dovrebbe venire a farle visita cosí le racconta tutta la sua emozionante storia raccontata da lei é un'altra storia e magari potrebbe darle qualche idea per un altro bel film. Mia madre si chiama Eliana. Spero questo mio sogno si possa realizzare. Un caro saluto e tanti in bocca al lupo per il suo prossimo film.
Pina
Autore: Giuseppina Anna Di Gabriele
Lettera per Paola Cortellesi. Lettera 288.
Celebrità > P > Paola Cortellesi > Lettera 288 > scrivere