Lettera per Paola Cortellesi
Lettera aperta di Patrizia Petretto a Paola Cortellesi
“Mi permetto di scriverle per un tema molto attuale”
21 agosto 2019,
Buongiorno Paola Cortellesi,
Mi permetto di scriverle in quanto la stimo come artista e ammiro l'attenzione con cui cura i temi sociali e assai delicati che tratta durante i suoi spettacoli e/o trasmissioni.
Sto cercando "voci" per trattare un argomento a me caro e di importanza sociale davvero rilevante, una piaga che sta espandendosi come la peste, a cui è stato dato un nome psico-giuridico: "alienazione genitoriale".
Forse ne ha sentito parlare, ovvero dopo una separazione burrascosa segue l'ostracismo da parte dei figli nei confronti di un genitore, generalmente quello che ha lasciato il padre o la madre. Questa situazione è comune a tanti genitori, padri o madri, nonni, cugini, parenti vari che vengono esclusi dalla vita della figlia/ figlio alienato dal genitore alienante, che prova rancore, odio e decide di punire l'altro genitore creando una distanza incolmabile.
Sono stati scritti numerosi trattati, uno tra i tanti è "LA CONSULENZA TECNICA DI PARTE NELLE CAUSE DI SEPARAZIONE E DIVORZIO FRA PSICOLOGIA FORENSE E PSICOLOGIA CLINICA" del Professore ordinario di criminologia Alfredo VERDE e Elena PASSONI dell'Università di Genova Dipartimento di Criminologia, pubblicati articoli, ad esempio "L’alienazione genitoriale, un illecito e un abuso" di Marcello Adriano Mazzola che scrive anche su Il fatto quotidiano, costituite associazioni, svolti studi e statistiche che dimostrano un 80% di padri in situazioni di questo tipo e un 20% di madri nella medesima situazione, ovviamente parliamo dei casi denunciati, ma il sotteraneo è davvero molto più folto ed è in ascesa l'odio verso le madri, realizzati cortometraggi, uno di questi è "Ancora un'altra storia" il bellissimo corto di G.Pignotta, e un altro "Mamma non vuole" per la regia di Antonio Pisu.
Tuttavia la legge, in Italia, tergiversa sull'argomento, il popolo dei figli alienati cresce a dismisura e quello dei genitori alienanti pure, anzi molto spesso sono insani dal punto di vista psichico ma non ufficialmente riconosciuti come tali, nemmeno dalle strutture giuridico-psicologiche, e vivono nella trepidante attesa di sconfiggere l'altro senza pensare che chi ne paga le conseguenze, ahinoi è proprio il figlio comune. Avvocati consenzienti e procedure decennali non aiutano.
Questi giovani figli, spesso hanno disfunzioni nella sfera degli affetti e non sanno che non sono loro la causa diretta delle difficoltà nel rapporto con se stessi e con gli altri, sono inconsapevoli e non sanno che se ne può uscire rivalutando ogni aspetto della propria situazione familiare e personale.
Personalmente sono dentro una situazione paradossale che mi accomuna a tanti genirori, mio figlio non mi parla e non mi vuole vedere da quasi 7 anni, complice il padre vendicativo che ha distrutto un rapporto sano tra me e nostro figlio. Durante questi anni ho riflettuto parecchio perchè la mia domanda era: perchè? Perchè è successo? Perchè proprio a me? Ho studiato casi, mi sono iscritta ad associazioni, ho fatto percorsi psicologici e di coaching, alla fine, dopo tutto questo tempo ho cercato di capire come rendere utile ad altri la mia esperienza. Ebbene, la risposta è stata: occorre diffondere presso i giovani, vittime di questo terribile sopruso, la conoscenza.
I genitori alienanti che con il loro comportamento cancellano l'altro genitore dalla vita dei propri figli, sono persone che non possono avere il senso dell'amore, e costringono i figli a stare in gabbia.
A prescindere dalla mia storia, conosco madri che hanno fatto a pezzi il padre dei loro figli sensa reali motivi (violenza o soprusi reali) in nome di un amore morboso e senza senso e hanno creato turbe nei figli "di entrambe" che hanno degenerato in violenza e dipendenza.
Mi rivolgo a lei che seguo da tempo e stimo per ciò che scrive ed interpreta e soprattutto per il suo "senso delle cose" e per ciò in cui mi sembra credere, per verificare se insieme possiamo trovare un modo per abbracciare questo tema davvero molto attuale e profondamente importante per queste generazioni di figli alienati, vittime di separazioni alienanti, per ascoltare quei giovani e ricordare loro un tema fondamentale: che sono vittime e non carnefici. Sto cercando di creare un team per diffondere l'argomento presso i giovani.
Non lo faccio per lucro, nè per notorietà ma solo ed esclusivamente perchè credo in ciò che dico e perchè questa è una piaga sociale tanto quanto il bullismo (alla cui base spesso ci sono situazioni di alienazione genitoriale), cyberbullismo, eroina, o alcol. La differenza è che di questo tipo di patologie si riconosce l'emergenza, mentre l'alienazione genitoriale spesso viene trattata alla stregua di bagarre familiare. Non parliamo poi degli interessi economici che sono alla base delle querelle legali e quindi fanno gioco sia ad avvocati che ad assistenti sociali.
Questa mia mail ha l'unico scopo di chiederle se avrebbe voglia di un confronto diretto per verificare insieme se ci siano spiragli per SENSIBILIZZARE e DIVULGARE l'argomento presso i giovani usando la loro lingua e i loro strumenti, e le sue interpretazioni vere e sincere, sono certa siano un ottimo mezzo.
Sto elaborando un progetto e se lei è d'accordo, (solo se le risuona, se ci crede davvero, se pensa che le possa interessare) sarei molto lieta di parlargliene.
Per il momento la ringrazio dell'attenzione e le auguro una giornata felice in attesa di un suo gradito riscontro.
A presto e ancora grazie.
Patrizia Petretto
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email: patrizia.petretto@#####.it
Autore: Patrizia Petretto
Lettera per Paola Cortellesi. Lettera 32.
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